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Caro George Clooney, puoi sposare la mamma?

13 Giu

9788880338215Accolto con tante buone recensioni dalla critica di area francofona, ecco arrivare in traduzione italiana un romanzo piacevolissimo, divertente e nello stesso tempo ricco delle sfumature che fanno la vita di un’adolescente. Violet vive con la mamma e la sorellina di cinque anni, ha una migliore amica di nome Phoebe, a scuola deve vedersela con le prese in giro di due acerrime nemiche e saltuariamente si trasferisce sulla costa opposta per passare le vacanze con la nuova famiglia del padre, dove non manca di distinguersi con pensate tipo far ingoiare la cacca del gatto alle due sorelline di due anni.

Violet è piena di rabbia per la situazione della sua famiglia, per le scelte dei suoi genitori; rabbia che sfoga con gesti insulsi, rispostacce, tappandosi le orecchie per non sentire verità che le sono scomode, cercando di mettere un ordine al suo mondo con maniacali manifestazioni che le fanno passare la notte a riordinare in ordine alfabetico (di titolo o di autore) la libreria o i vestiti nell’armadio secondo lo spettro dell’arcobaleno.

Il tutto si fa più forte quando la madre, dopo una schiera di impresentabili fidanzati, porta a casa Dudley Wurstel proprietario del negozio di accessori da bagno “Quando scappa, scappa”: è troppo e l’unica soluzione possibile sembra quella di far intervenire George Clooney che la mamma ha incontrato anni prima quando faceva la parrucchiera sui set cinematografici.

Ecco una storia dove si parla delle apparenze che ingannano, delle verità a cui non ci vogliamo arrendere perché non fanno comodo; dove c’è tempo per sondare la resistenza dell’amicizia e dell’amore; dove Violet racconta delle sue letture (da Narnia a Nancy Drew all’amatissimo “Professione, spia!”, con una serie di titoli e autori non ancora tradotti in Italia – un suggerimento, forse? 😉 ); dove si palesa la semplicità della felicità, quella vera.

Con un gradito ritorno: il fidanzato di Amanda, una delle amiche della mamma di Violet, si chiama Cosmo e ha un vicino di nome Ambrose che gli farà da testimone di nozze. Entrambi, come Dudley, adorano i giochi di parole. E noi li conosciamo: sono i protagonisti del bel Lo sfigato, il romanzo di Nielsen tradotto da Rizzoli nel 2009, da riprendere in mano subito e da riproporre ai ragazzi.

Susin Nielsen, Caro George Clooney, puoi sposare la mamma? (trad. di Francesca Crescentini), Il Castoro 2014, 221 p., euro 14,50

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La prima volta che sono nata

19 Nov

cuvellier

La prima volta che ho sfogliato questo libro ero seduta per terra, a Montreuil, e la gente girava intorno e disegnava ombre sulle pagine, passando. La prima volta che ho letto questo libro ho pensato che la frase che mi piaceva di più tra tutte quelle che contiene era “la prima volta che ho sentito della musica, non era la prima volta”, però ce n’erano tante altre che non erano male. La prima volta che ho regalato questo libro era ancora la versione francese; l’ho dato alla mia mamma e poi mi sono chiesta se leggendo la prima parte lei avesse pensato a me o a lei stessa bambina: perché questo è un monologo tondo di una bambina che racconta di sé attraverso le prime volte (il primo strillo, la scoperta dello specchio che “risponde”, gli amici, i litigi, il dolore della perdita, la consolazione, il treno, il reggiseno, i primi tredici anni, il primo bacio, la prima rottura, il primo cibo bruciacchiato, …) e che a furia di prime volte cresce e il lettore scopre che sta raccontando alla bambina che le è nata tutto quanto per dirle che, insieme a lei, è rinata una seconda volta.

La prima volta che ho chiuso questo libro ho pensato che era dolce, profondo, non stucchevole come può capitare quando si fa un libro del genere (e probabilmente ciò accade perché questo suona spontaneo e a tratti geniale, e non sa di costruito come succede in altri casi), che mi faceva gioia con quella punta di malinconia delle cose belle che non sono di tutti. La prima volta che ho finito questo libro ho pensato “chissà quando lo traducono in italiano” e finalmente adesso c’è, libro da leggere insieme per sorridere, da soli per commuoversi, da adottare in un progetto come Nati per Leggere e non solo.

La prima volta che ho visto il mare – sicuramente – “lui ha detto: Che grande che è, che bella che è, che occhi blu che ha”. 😉

Il blog di Cuvellier. Il sito di Dutertre. Questo libro è anche stato messo in musica: ne potete ascoltare un estratto, naturalmente nella versione originale, letto e cantato.

Vincent Cuvellier – Charles Dutertre, La prima volta che sono nata (traduzione di Paola Balzarro, a cura di Teresa Porcella), Sinnos 2013, 104 p., euro 13

Tutta sua madre

25 Mar

Più riguardo a Tutta sua madreQuando qualcuno ci manca, e ci manca da tanto tempo perché non fa più parte del nostro orizzonte quotidiano e perché sappiamo che non c’è più la possibilità di incontrarlo, ne ricordiamo spesso episodi buffi, frasi, modi di dire. Ricordiamo il suo della sua voce, il suo modo di ridere, i particolari minimi di alcuni momenti passati insieme. Le piccole cose che magari anche ci sorprendono perché tra tutto quello che potresti ricordare, la tua memoria salva un colore o una sfumatura di voce. Ma non ricordiamo il suo volto. Questo è il dolore della ragazzina protagonista di questo albo, che ha preso la madre da bambina e a cui nessuno parla di lei, tanto meno suo padre. Nonostante la sua allegria, la sua piacevole compagnia, l’apprezzamento degli altri, la ragazzina è triste. E piange raccontando la sua tristezza a una donna che, sotto un grande albero del parco cittadino, la invita a guardarsi allo specchio e cercare la madre nei tratti del proprio volto.

Così la ragazzina cresce guardandosi allo specchio. Quello che gli altri cambiano per vanità o per giusto riconoscimento alla propria bellezza, è invece un tentativo di ricordo e insieme di costruzione dei tratti familiari – simili, ma non uguali ai suoi – della madre. Tratti che passano di generazione, che rimangono seminati insieme a certe frasi, a certi modi di dire che, da soli, bastano a scatenare racconti e ricordi e lacrime. Lacrime felici, quando finalmente si riconosce e si dice.

Il sito dell’illustratrice.

Roddy Doyle – ill. di Freya Blackwood, Tutta sua madre (trad. di Monica Romanò), Salani 2013, 32 p., euro 10.