Tag Archives: Lorenzo Terranera

La grande guerra raccontata ai bambini 100 anni dopo

4 Mag

la grande guerra raccontata ai bambiniTorniamo ancora sui testi usciti in occasione del centenario dello scoppio della Prima Guerra Mondiale per segnalare un testo rivolto ai ragazzi della scuola primaria che in un formato ad albo e con chiarezza dà in brevi capitoli tematici informazioni importanti che possono avvicinare a questa pagina di storia, impreziosite dalle illustrazioni di Lorenzo Terranera. In particolare verranno apprezzate le doppie pagine che danno un colpo d’occhio su alcuni ambienti e fanno immaginare davvero quel che succedeva, come si viveva: la stazione al momento della partenza delle truppe, la trincea, una corsia d’ospedale, la montagna innevata, un quartiere cittadino distrutto, il Piave.

Ben riuscite anche le pagine che illustrano alcuni corpi che presero parte alla guerra – i fanti, gli alpini, i bersaglieri – di cui viene descritto e raffigurato vestiario ed equipaggiamento, dai calzini al cappello alla bicicletta richiudibile dei bersaglieri.

Particolarmente interessanti alcune pagine che parlano della guerra illustrata nelle cartoline (non dimentichiamo che il 36% della popolazione italiana era allora analfabeta e l’immagine aveva un suo peso, comprensibile immediatamente a tutti), ma anche di come i giornali per i più piccoli e i giocattoli furono trasformati in chiave patriottica. A questo proposito, fino al 24 maggio prossimo è possibile visitare a Bra (Cn) una doppia mostra a Palazzo Mathis e al Museo del Giocattolo che approfondisce il tema della guerra e della Resistenza nei fumetti, nelle storie, nei giochi e nei giocattoli d’epoca.

A proposito dell’illustratore.

Cinzia Rando – ill. Lorenzo Terranera, 1915-2015. La Grande Guerra raccontata ai bambini 100 anni dopo, Touring Club Italiano 2015, 48 p., euro 14,90

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La lunga notte

6 Giu

Più riguardo a La lunga notte

Pedro ha undici anni e comincia il suo racconto il 9 settembre 1973, parlando delle strade di Santiago del Cile dove le donne, i camionisti, i taxisti protestano contro Allende, dove ad ogni angolo i poliziotti presidiano, ma anche colpiscono e arrestano. Un racconto breve, due giorni appena, poco più per fare il ritratto del Cile di quel momento e del colpo di stato che si sta realizzando. Per dire delle differenze sociali, dei generali che appoggiarono Pinochet, delle persone che vivevano tra il fango nelle baraccopoli di periferia, di chi sosteneva le idee di Allende come i genitori del protagonista.

Le violenze, il golpe, la fuga viste attraverso gli occhi di un ragazzino per condensare sulle pagine gli avvenimenti storici poi spiegati, con approfondimenti e fotografie d’epoca, nell’appendice finale che parla della storia del Cile in quegli anni e fino ai giorni nostri, ma anche del sostegno degli altri Paesi. Intanto ascoltatevi un po’ di Victor Jara – ecco la canzone che Pedro ascolta la voce di Flor cantare – o di Violeta Parra, o anche degli Inti Illimani che nel mio primo ricordo son un poster colorato appeso sopra il lettino in cui dormivo. E magari vedete No. I giorni dell’arcobaleno, il film recentemente uscito in sala che narra dei giorni del 1988 in cui Pinochet fu costretto a sottoporre a referendum popolare il proprio incarico di Presidente: un bel film che ripercorre quelle vicende con la figura di un giovane pubblicitario anticonformista – René Saavedra – e i suoi codici comunicativi vincenti.

Sofia Gallo – ill. di Lorenzo Terranera, La lunga notte, Lapis 2013, 71 p., euro 10

Ritorno al mittente

22 Apr

More about Ritorno al mittenteSfoglio queste pagine, guardo le illustrazioni e le fotografie in bianco e nero, le riproduzioni dei documenti, dei giornali  e dei lasciapassare, pedalo in bicicletta con Mariolino e il suo nonno sui sentieri della Val Susa, e penso alle storie che ho ascoltato raccontare, alla Storia che ho ascoltato raccontare. I sentieri di quelle mie storie stanno in una valle poco lontano a quella del racconto, la Valle Varaita, e sono piene di corse, di silenzi, di appostamenti. Ci sono sentieri che partono davanti a casa, che potrei percorrere tutti i giorni salendo sul fianco della collina, e da piccola stentavo a credere che qualcuno li avesse percorsi col cuore in gola, con un mitra in mano, di notte, di giorno, combattendo.  In quelle storie ci sono dei ragazzi che salgono in montagna, che combattono, che fanno saltare i ponti, che portano a spalle i corpi dei compagni, ma ci sono anche le risate, gli scherzi, la condivisione della vita quotidiana. Ci sono i colpi di mortaio oltre la collina, la mestra che fa promettere ai bambini di prima elementare di non raccontare a nessuno che i partigiani che passano per il cortile della scuola per fare prima, il comando tedesco che si occupa la casa del medico. Tutto quello che ho ascoltato raccontare da donne e uomini ormai vecchi nel corpo, ma con la voce limpida di chi ti dice che rifarebbe tutto nello stesso modo. Anche la madre di Mariolino, il protagonista di questo racconto (ispirata alla madre dell’autore), è una di loro: fornisce documenti falsi ai partigiani e questo è il suo modo di partecipare alla Resistenza. La vicenda che il piccolo protagonista ci racconta dal suo punto di vista (quello di un bambino di sei anni che si chiede cosa siano le sap e le gap, che è sfollato in campagna perché la sua casa è stata bombardata) corre lieve sugli ultimi giorni della guerra, prima della Liberazione di fine aprile: incrocia lo sguardo del partigiano Domenico che viene arrestato e quello di un soldato tedesco che gli mostra la foto della sua famiglia, vede i corpi dei partigiani impiccati appesi agli alberi, ascolta la radio, si immerge nella fiumana di gente che scende in piazza alla notizia della Liberazione. Un percorso lieve in mezzo alla fatica, alla crudeltà di quegli anni che dà – attraverso i riferimenti, gli approfondimenti finali – lo spunto per approfondire la storia (e le storie) della Resistenza. Ci sembra il modo migliore per augurarvi buon  25 aprile e buona festa di libertà.

Guido Quarzo – ill. di Lorenzo Terranera, Ritorno al mittente, Lapis 2011, 55 p., euro 10.

La bicicletta di mio padre

13 Ago

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Fabrizio decide di nascere il 10 agosto 1942. I suoi primi tre anni di vita coincidono con gli anni della Seconda Guerra Mondiale e dalla sua carrozzina vede tutto ciò che la guerra mette in moto a Roma, la sua città. Vede la fatica quotidiana di trovare del cibo, i suoi nonni che vivono nascosti, le famiglie degli ebrei costretti a fuggire, le riunioni di chi decide di entrare a far parte di gruppi resistenti. Il suo passeggino servirà addirittura a trasportare armi e volantini, che passeranno inosservati sotto gli occhi dei tedeschi, grazie al coraggio della sua mamma e all’innocenza di quel bambino. Poi la guerra finisce e Fabrizio comincia a respirare la libertà andando in bicicletta col suo papà. Tanto tempo dopo, quando ormai è diventato nonno, decide di raccontare questa sua storia in questo piccolo libro, una sorta di diario con foto d’epoca, disegni e ricordi. Al fondo, un’appendice storica ripercorre gli avvenimenti dei quegli anni nella città di Roma.

Il libro è stato realizzato con la collaborazione del Museo storico della Liberazione di Roma.

Fabrizio Roccheggiani – illustrazioni di Lorenzo Terranera, La bicicletta di mio padre, Lapis 2009, 96 p., euro 10.