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In fuga verso un sogno

27 Ago

Molto coinvolgente e davvero non banale questo romanzo un po’ pensalizzato dalla copertina non proprio riuscita; andate oltre (anche oltre la bruttina scelta del titolo italiano) e immergetevi nello scenario immaginato da Zillah Bethell: una Great Britain divenuta Grey Britain, distrutta dai Gas in seguito alle conseguenze dei cambiamenti climatici, dove le automobili, i treni, persino i cavalli, insomma tutto quel che c’era prima, nel Tempo Prima, è solo un racconto, a volte la pagina di un libro, a volte un dipinto.

Serendipity è appena diventata orfana di madre e vaga per le strade di Lohndar, circondata da alte mura, governata da regole spietate, da un Ministro e da bruti poliziotti e divisa in rigide classi sociali. Lei appartiene alla più bassa, quella a cui non è concesso manco il cibo ma solo capsule da ingoiare e viene salvata dal Professore, un anziano Narrastorie (uno cioé di quegli uomini che insegnano a ricordare il Tempo Prima), che le chiede assistenza. Dalle sue suggestioni del passato e da una mappa nascosta nel medaglione della madre, Serendipity attinge la forza di partire per superare il muro nella speranza di vedere i cavalli. Il miraggio di qualcosa che non esiste più, ma che qualcuno pare avere visto la spinge in quella che è una fuga perché i potenti le sono alle calcagna e la vogliono – per motivi a lei sconosciuti – viva e in loro potere.

Il viaggio, intrapreso in compagnia col giovane Tab e il suo cane Topo, diventa la scoperta di un mondo diverso, ispirato a ideali diversi dove c’è gente ci sono famiglie, amici, persone che coltivano la terra, che lottano per essere libere, che cambiano e scelgono, fino ad arrivare in Galles dove incontra persone che non hanno un capo, ma si prendono cura l’uno dell’altro, che accolgono gli ospiti, che si sentono responsabili dell’ambiente che li circonda. Un mondo di cui gustare i sapori, i profumi, i valori fino a raggiungere il mare mai conosciuto.

Il romanzo risulta molto attuale non tanto e non solo per il messaggio ecologico e di riflessione sul cambiamento climatico (e non solo certo per questo scenario dove l’Inghilterra è una cosa e inl Galles un’altra…), ma anche per lo sguardo e la riflessione sul Tempo Prima che è qusto nostro tempo, giudicato dai ragazzini per molti versi stupido; la saggezza di un’adulta dice: “ma noi non c’eravmo, quindi non possiamo saperlo davvero. Possiamo solo sperare che chi vivrà in futuro abbia un’opinione migliore delle nostre azioni”. Ecco allora lo spunto per pensare al valore delle azioni di oggi sul domani, a cosa di noi si lascerà a chi verrà, ma anche una lettura che parla del potere dei sogni, della forza dell’amicizia, della famiglia (ognuno è ciò che è, dice il saggio Narrastorie, non si scelgono i propri genitori), del significato di salvare una vita.

Sui nomi dei luoghi l’autrice gioca con assonanze e cambi di lettera, mette curiosità di sapere se nel testo originale applicava il gioco anche ad altre parole.

Una breve intervista all’autrice sul sito dell’editore italiano.

Zillah Bethell, In fuga verso un sogno (trad. di Maria Bastanzetti), Il Castoro 2019, 322 p., euro 15,50

Il codice Blackthorn

18 Feb

“Polveri, unguenti, erbe medicinali. E poi una grande voliera e libri, decine di libri. Entrando nella bottega di mastro Benedict Blackthorn, Christopher Rowe impara a conoscere il mondo affascinante e misterioso degli speziali. Sta muovendo i primi passi in mezzo a pozioni e medicamenti (non senza qualche scoppio), quando un misterioso culto comincia a mietere vittime tra i mastri speziali di Londra. Le morti si moltiplicano e il cerchio si stringe sempre più intorno a Christopher. A quanto pare è lui che dovrà venire a capo del mistero, interpretando enigmi e scoprendo formule alchemiche. Tra nascondigli di fortuna e fughe a rotta di collo, con una buona dose di coraggio e un amico fidato. ” (Sinossi dal sito dell’editore)

Un classico romanzo per ragazzi con ambientazione storica (siamo nel 1665) pieno di misteri, enigmi da risolvere e tanta avventura. La ricostruzione è dettagliata, ma non toglie spazio all’azione e le ricette degli speziali sono tutte autentiche, infatti un po’ stupisce e un po’ diverte l’avvertenza nelle prime pagine a non riprovare gli esperimenti perché potrebbero funzionare ed essere letali! Christopher ricorda i molti orfani letterari, ma senza dare quella sensazione di già letto, il giallo c’è e fino alla fine non si riuscirà a venire a capo della vicenda.
Un altro grande apprendista è Mog Winter, protagonista dei libri di Bajoria, serie purtroppo fuori catalogo e monca del terzo volume, mai tradotto, che merita di essere scovata nelle biblioteche e letta per immergersi nella Londra ottocentesca (L’apprendista e Il Re degli inganni, Fabbri).

Kevin Sands, Il codice Blackthorn (trad. G. Bertoldo), Rizzoli, 2016, pp. 384, € 16

Il Circo della Notte

16 Mar

Il Circo della notte

Puoi narrare una storia che va ad innestarsi nell’anima di qualcuno, divenendone il sangue, l’io e il proposito. Quella fiaba lo smuoverà, lo spronerà, e chissà cosa mai potrebbe arrivare a fare grazie ad essa…

Il circo arriva inaspettato. Come inaspettata sorpresa questo romanzo di inizio anno. Come al solito non fidiamoci troppo dei risvolti di copertina e degli urlati “Nuovo Harry Potter” et similia. Con questi annunci  le case editrici si penalizzano da sole, riuscendo nello stesso tempo a deludere il lettore che cercava qualcosa come Potter e a sminuire un romanzo che magari sarebbe piaciuto senza esser letto con quel tarlo nella testa. Premetto subito che questo libro con Harry ha in comune pochissime cose e per lo più in condivisione con tantissima letteratura fantastica (magia e una ambientazione vagamente hogwartiana), ma è un libro che vale la pena di essere letto.Davvero.

 Un circo che non è solo un circo, ma è anche il campo di sfida di Celia e Marco, due giovani che non si conoscono e  sono legati da un’antica scomessa fatta dai propri precettori su quale magia sia più efficace, su quale la più potente, quella frutto delle capacità naturali  o quella frutto dello studio e del metodo? Un circo che arriva all’improvviso e all’improvviso scompare, non si sa dove si fermerà, ma i visitatori ne restano così colpiti da passare la vita ad inseguirlo. Il circo dei sogni, con sognatori come ammiratori. E su questo palco nasceranno anche amori teneri, contrastati, felici e combattuti.

In letteratura si trovano circhi simili (ne Il popolo dell’autunno ce n’è uno che apre solo di notte e nasconde inquietanti segreti,in Aiutovampiro è composto da Freaks!), ma questo è singolare per la poesia e per la bellezza su cui si fonda. E’ un circo fatto per stupire, per lasciarti con la bocca aperta davanti alla bellezza che quasi commuove. Non solo magia.  Questo forte richiamo all’estetica delle cose, che non è  solo apparenza, ma  un invito a rendere belle le nostre vite, spinge i sognatori ad inseguire questo circo e a volerlo così profondamente parte delle loro esistenze. E noi con loro.

Strana vita conduciamo, viaggiando a caccia dei nostri sogni di luogo in luogo.

Erin Morgenstern, Il Circo della notte (trad. Marinella Magrì), Rizzoli 2012, pp.460, € 18,50

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Night Circus