Tag Archives: Lodovica Cima

La giovane scrittrice, la star e l’assassino

7 Mar

Chély Campyon odia talmente il suo nome da volerlo cambiare: risponde solo se la si interpella come Cheyenne, il nuovo nome che ha scelto dalla passione per gli Indiani d’America. Ha quindici anni, ha dipinto di nero i muri della sua stanza , ha ucciso il suo coniglio per mancanza di cure, si abbuffa in continuazione a dispetto di una madre che la vorrebbe magra e salutista, non uscirebbe mai di casa. Insomma, come dice lei stessa, una ragazza “inadeguata alla vita”. Certamente diversa dalle aspettative dei genitori, certo lontana dalle idee chiare sul futuro dei due fratelli. E soprattutto decisa a farla finita. Per mettere in atto il suo piano, è riuscita ad ottenere di rimanere a Parigi da sola, mentre la famiglia parte in vacanza. E come primo gesto ha appeso una corda in centro al soffitto della sua stanza e preparato il cappio. Poi ha cominciato a ingozzarsi di cibi-schifezza, a ignorare le telefonate della madre, a spiare le finestre di fronte.

È agosto, la città è vuota nel grande caldo, in tv si parla del cadavere di un bambino di dieci anni in un bosco fuori città, nelle cui tasche è stata trovata la foto di una nota attrice, come recita il verbale di polizia che apre il romanzo. L’attrice è l’inquilina fantasma dell’alloggio di fronte e nel suo giardino Cheyenne ha visto un uomo seppellire un cadavere. L’uomo, un ragazzo poco più grande di lei in realtà, segnato dalla zoppia e dalle ferite di una vita travagliata, è il custode della casa della star che ad un certo punto nota quella ragazza trascurata che spia dai vetri oltre il cortile. Ce n’è di che costruire un poliziesco; Caroline Solé, autrice apprezzata dagli adolescenti francesi, tesse più che altro un intreccio psicologico intorno all’incrociarsi dei destini di tre ragazzi in realtà estranei ai fatti di cronaca, dando voce a chi vive e/o si sente ai margini, a chi riconosce nell’altro le proprie stesse ferite o certe fragilità, a chi si sente fatto della stessa stoffa, costruito dello stesso legno “che ha preso umidità, che si è crepato, che rifiuta di esser buttato nel fuoco”.

Caroline Solé, La giovane scrittrice, la star, e l’assassino (trad. di Lodovica Cima), Pelledoca 2018, 144 p., euro 15

Annunci

Questa sono io

14 Lug

9788880338222

La vita di Viola assomiglia a quella di altre sue coetanee dodicenni: una migliore amica con cui confidarsi e passare tutto il tempo possibile, delle compagne modaiole a cui proprio lei non somiglia, un compagno di scuola bello e scontroso che forse si è accorto di lei, una gita da organizzare tutti insieme per trascorrere un fine settimana in un rifugio. Ma c’è qualcosa che non suona nel modo giusto. Viola vive con la nonna, la madre di cui porta il cognome è una scenografa sempre in giro per lavoro e così anche suo padre, attore sempre in tournée: sono addirittura sette settimane che non si fa vedere.

Viola si sente invisibile a scuola e scopre di esserlo anche in quella che dovrebbe corrispondere alla scatole delle fotografie di famiglia: ci sono soprattutto foto dei suoi genitori e sono sempre immagini di vacanza. Cosa c’è che non torna? Una breve e facile ricerca su Internet permette alla sua amica Arianna di scoprirlo: il padre di Viola ha un’altra famiglia, una famiglia “ufficiale” che compare in un’immagine aperta sullo schermo dove sorridono due figli, un ragazzo e una ragazza poco più grandi di Viola. La reazione è quella di andare a vedere da vicino, ma anche di evitare la madre e tentare di parlarne direttamente col padre. Sarà la nonna a capire il suo stato d’animo, a raccontare.

La lettura di questo romanzo genera una dissonanza, proprio come quella che Viola sente all’inizio del racconto: c’è qualcosa che non suona bene. Ci sono tanti argomenti, tanti spunti (crescere, cercare se stessi; confrontarsi con gli altri; innamorarsi) ma qualcosa risulta inceppato o forse risolto troppo in fretta tra le pagine, e non rende la vicenda credibile fino in fondo.

Lodovica Cima – Annalisa Strada, Questa sono io, Il Castoro 2014, 135 p., euro 14,50

Pum e la bava di pipistrello

18 Apr

pumNella collana “I quaderni della scuola” delle edizioni Coccole Books, dopo la maestra, gli alunni e la bidella, arriva Pum. E non è cosa da poco, come dice il testo.

Siamo in seconda elementare e i bambini ripetono le tabelline, mentre Pum batte il tempo a suon di passi pesanti. Pum-pum-pum. Pum non ascolta nessuno e fa la voce grossa; per lui tutto fa schifo, non importa di nulla e trova sempre da ridire. Ai compagni, alla maestra e soprattutto al’insegnante nuova che arriva in sostituzione. Pum risponde, sempre, a tutti e malamente. E se sorride sicuramente sta nascondendo qualcosa. Ma la nuova maestra risponde pure lei. Buona la bava di pipistrello, che ne dite?

Le illustrazioni colorate e arruffate di Vittoria Facchini disegnano una classe di bimbi che aspettano, sognano, immaginano la nuova insegnante, si rintanano davanti al’insolenza del compagno, qualche volta gli rispondono, riempiono le pareti di disegni colorati. E scoprono sacchetti misteriosi nella borsa della maestra. Gnam gnam.

Come per gli altri titoli della collana, anche in questo caso la copertina del libro è un poster.

Il sito dell’autrice.

Lodovica Cima – illustrazioni di Vittoria Facchini, Pum e la bava di pipistrello, Coccole Books 2013, 43 p., euro 11,30

7+7+7

31 Ago

More about Sette   sette   sette. Tre storie lunghe una settimanaTre settimane tra l’estate e l’autunno di Lucia, tre settimane di diario in cui raccontare lo scorrere dei giorni, le vacanze, gli avvenimenti speciali, i momenti quotidiani. Prima una vacanza in Francia, in moto col papà dove respirare la libertà col vento in faccia, che è anche la libertà di essere lontani dalla solita vita, di assaporare quel che normalmente a casa è proibito (ordinare le patatine al ristorante, stare in mare finché non abbiamo la pelle dei piedi “bollita”), di fermarsi a chiacchierare con chi si incontra per caso, non pensare a nulla in anticipo ma solamente quando le cose accadono. Poi una settimana a Parigi dai parenti francesi: il primo volo in aereo da sola, una città da ammirare pezzo a pezzo, dei cugini con cui comunicare a spizzichi e bocconi di lingua sconosciuta e a  gesti. Infine una settimana di ritorno a scuola in cui la protagonista decide di esercitarsi nella lingua francese secondo il metodo suggerito dalla zia: ogni giorno scegli una parola nuova da portare in giro, da assaporare in bocca, da mettere in fila per avere una collezione di parole nuove. Un diario leggero come sono i giorni di vacanza e quelli di inizio scuola, sospeso tra la scoperta di cose nuove (cibi, parole, luoghi) e la scoperta di come le cose solite possano essere diverse (il papà in vacanza, lontano dall’ufficio e così rilassato, sembra proprio un papà più… papà!). Un libro che corre lieve e veloce su questo finir di vacanze estive, anche per lettori più deboli o per un ritaglio di tempo.

Nulle, bêtise, chance, génial, peur, tante, drôle. La prima è liscia, la seconda è pasticciona, la terza è gonfia, la quarta è gentile, la quinta ha la smorfia incorporata, la sesta è svolazzante come mia zia Alba e la settima è una parola a scoppio. (p. 112)

Mi piace assai il metodo “collezione di parole in lingua straniera” che la zia Alba suggerisce a Lucia per una settimana di confidenza con la lingua francese.  Le parole che Lucia sceglie sono diverse tra loro: parole lisce, pasticcione, gentili, leggere, smorfiose, capitate per caso o cercate apposta.  Sono parole in collezione: non si possono combinare tra loro, ma stanno tutte insieme e vicine perché ognuna racchiude un mondo di suoni, ma soprattutto un mondo di significati e momenti speciali per la protagonista. Una collezione preziosa, dal significato speciale. Quale potrebbe essere la vostra collezione della settimana? Io non ci ho pensato tanto: per gli scorsi  giorni metterei in fila etonnant, miette, ravie, fou, dodo, bataille de pouces, ne pas gamberger 🙂

Lodovica Cima, 7+7+7. Tre storie lunghe una settimana, Rizzoli 2011, 115 p., euro 8,90