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Il regno invisibile

21 Dic

il-regno-invisibileSono una delle fortunate ragazze che può andarsene in giro in Rob Ryan 😉 Alcuni anni fa il virtuoso del papercut trasferì uno dei suoi capolavori su tessuto per conto di una produzione inglese che si occupa proprio di realizzare tessuti con stampe d’autore, in un kit per realizzare una gonna e il pacco che arrivò a sorpresa dall’Inghilterra fu una vera meraviglia.

Rob Ryan intreccia solitamente illustrazioni e frasi ad effetto che, nel corso del tempo, non sono solo più appannaggio di produzioni di carta (biglietti d’auguri, calendari, nastri da parete, manifesti, quaderni e libri), ma si sono trasferiti anche su vetro, metallo e ceramica, dando vita a una sorta di Ryanmania che ha preso piede soprattutto – per ora –  nel Regno Unito e che rischia di mettere in secondo piano la capacità narrativa di questo autore.

Molti dei suoi libri sono delle vere e proprie narrazioni poetiche (non perdetevi The gift) e per chi li legge da anni è piacevole sorpresa veder tradotto in italiano “The Invisibile Kingdom”, riproposto con una sovracopertina che diventa poster. La storia, alquanto suggestiva, si presta alla lettura ad alta voce e a far risaltare il ruolo centrale dell’albo illustrato nelle proposte anche per i ragazzi più grandi: è infatti una storia complessa e ricca di significati che ruota intorno ad un tema importante come le scelte di vita e la capacità di seguire le proprie volontà e la propria strada, andando oltre quel che gli altri si aspettano da noi e che non ci appartiene.

Si racconta infatti di un giovane principe che cresce isolato in una grande reggia, la madre impegnata in compiti di rappresentanza, il padre, anziano re, chiuso in biblioteca a scrivere, il precettore che insegna solo quel per cui ha ricevuto ordine. L’unico amico è il ciabattino che nella cantina del palazzo reale lucida scarpe e stivali; è lui a regalare al principino inchiostro e torcia magica con i quali disegnare sulle pareti della propria stanza il mondo immaginario di cui sogna la notte. Così facendo, il ragazzo scopre una botola che porta a soffitte dimenticate e lì una finestra che gli permette di uscire ogni notte alla scoperta del mondo reale: uomini, donne, strade, piazze,giardini e mestieri, ma anche un luogo d’insegnamento; insomma un vagabondare iniziatico che forma, notte dopo notte, la coscienza e la scelta del principe: a diciott’anni decide di rifiutare la salita al trono e rinuncia alla vita di corte.

Nel momento in cui sceglie c’è il sole a rischiarare la giornata e a far brillare la sua decisione; il resto del racconto invece si gioca principalmente sui colori scuri della notte, sulle sfumature regali del blu, sui viola, sui neri: il magnifico lavoro di papercut sui toni scuri non rende però in alcuni casi agevole la lettura del testo; inoltre è bene rimarcare che – essendo il primo di una trilogia – il racconto si interrompe e rimane sospeso; può essere rischioso allora proporlo in lettura senza avere a portata di mano le altre due parti The Kingdom Revealed e The Invincibile Kingdom. Sarà perfetto da leggere insieme quando potremo offrire l’avventura completa del principe.

Il sito di Rob Ryan. Se passate per Londra, non perdete Ryantown in Columbia Road!

Rob Ryan, Il regno invisibile (trad. di Fabrizio Ascari), L’Ippocampo junior 2015, 64 p., euro 18

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L’elefante un po’ ingombrante

20 Ott

lelefante-un-po-ingombranteCosa pensereste se vi suonasse alla porta un immenso elefante blu che asserisce di esser stato adottato da voi e si installa in casa sentendosi subito a suo agio? Un elefante che vi apostrofa a ogni pie’ sospinto con un tonante “Citrullo!”, che allaga il bagno, che pretende il cibo subito pronto, che alla tv vuole vedere solamente i programmi sull’antiquariato? Ecco, non pensereste nulla se non sperare che il prossimo suono di campanello annunci l’arrivo della mamma o al massimo del postino. E poi, come Sam esausto davanti alla prepotenza granitica del bestione, correrete a leggere la nota stampata in piccolo su quel modulo che avete compilato alla fine della visita allo zoo…

Le illustrazioni di Tony Ross ci dicono tutto quel che il testo tace: particolari, espressioni, presunte conseguenze che i piccoli lettori con cui condividerete questa storia ameranno di sicuro. E occhio a quel che firmate 😉

David Williams – Tony Ross, Un elefante un po’ ingombrante (trad. di Simone Barillari), L’Ippocampo junior 2014, 32 p., euro 12

Prima dopo

26 Set

primadopo

Sullo sfondo nero della copertina si fissa il trascorrere del tempo: dalla ghianda alla quercia, dal bruco alla farfalla e l’eterno dilemma dell’uovo e della gallina. Non c’è una parola nelle pagine interne e del resto non ce n’è bisogno per raccontare il prima e il dopo e per lasciare che il lettore si interroghi su cosa sia davvero prima e cosa dopo, quali le cause e quali invece le conseguenze. Il lettore può trovare rimandi tra le immagini e costruire storie, divertendosi a intrecciare legami, a rintracciare particolari e assonanze, come nelle pagine in cui una giungla di piante e una di grattacieli che si rincorrono.

Un libro tondo come tondo è il tempo, dalla notte al giorno e poi dal giorno alla notte, e in mezzo la vita. Fatta di api e barattoli di miele, di pecore e di lana, di stagioni, di fiori che sbocciano e frutti che raggrinziscono, di semi e rotoballe e grano e pane, di matite che si consumano, di persone che si raggiungono. Ma è anche un tempo più lungo quello descritto: il tempo storico, raccontato dai diversi modi di fare luce (la candela, il lume, la lampada e l’elettricità) o di comunicare  così come dall’incuria e dall’abbandono di una casa disabitata, e il tempo della vita, condensato in un dondolio che si riflette a sinistra in un cavallino di legno e a destra in una sedia a dondolo (e notate anche la luce fuori dalle finestre alle loro spalle) o in un bosco bruciato che ritorna verde.

Ho sfogliato queste pagine anche in pdf, apprezzando la possibilità che avrebbe in formato digitale; vi assicuro che in alcune sue parti il libro è perfetto per un effetto flip-flap: c’è la lingua del camaleonte che si allunga a pescar la mosca e c’è – piccola meraviglia davvero – il ponte che si crea e si tende tra due valli a permettere a qualcuno di attraversare per raggiungere chi è in attesa dall’altra parte. E mentre pensate che ci vorrebbe un collegamento e chissà quale dei due metterebbe piede per primo per correre incontro all’altro, ecco che tutto nasce sotto i vostri occhi. Sotto i nostri occhi come tante delle trasformazioni, degli stati, dei mutamenti che ci stanno intorno ogni giorno.

Il sito di Matthias Arengui. Il sito di Anne-Margot Ramstein.

Anne-Margot Ramstein & Matthias Aregui, Prima dopo, L’Ippocampo junior 2014, 176 p., euro 15

Zoottica

29 Apr

zootticaOggi Anna Meta ci racconta “Zoottica”, uno dei finalisti del premio Andersen 2014.

Un cane, una lumaca, un moscerino presentano percezioni visive molto diverse tra loro. Le scimmie vedono quasi come noi; il cane è un predatore daltonico dall’odorato e udito finemente sviluppati; il gatto è ipersensibile ai movimenti ed è un predatore infallibile nonostante sia completamente miope; i pipistrelli vedono con le orecchie; l’occhio degli uccelli è il più evoluto tra tutti i vertebrati, per loro, come per gli insetti, sono visibili anche i raggi ultravioletti. Il senso della vista per alcune specie può essere secondario, perché possono essere più sviluppati l’udito o l’odorato, ma ogni specie animale possiede una vista adatta al suo modus vivendi e al suo habitat.

Questi argomenti affascinanti e complessi sono esplorati in modo originale e intelligentemente sorprendente da Guillaume Duprat – del quale abbiamo conosciuto, sempre per Ippocampo Junior, Il libro delle Terre immaginate, premiato con il Bologna Ragazzi Award non fiction nel 2009 – in questo volume dove si addentra nel variegato territorio della vista animale spiegandoci perché esistono tante differenze nella visione del mondo da parte degli esseri viventi che lo abitano.

Apprendiamo che quattro chiavi interpretative aiutano a spiegare le tante diversità nella visione: campo visivo, ad esempio quello degli umani è di 180°, proprio di un predatore o di un raccoglitore, invece una beccaccia è in grado di guardarsi la coda, grazie al suo campo visivo di ben 360°; gli altri aspetti da considerare sono i colori e la luce, la percezione dei movimenti, l’acuità visiva. Un ruolo fondamentale è ricoperto anche dalla forma degli occhi, perfette macchine fotografiche naturali, che nel regno animale assumono le forme più disparate, ad esempio la lumaca ha due occhi sulle corna che trasmettono informazioni al suo cervello attraverso un sistema nervoso rudimentale, infatti, oltre gli occhi, occorre anche un cervello in grado di decifrare ed elaborare informazioni.

Duprat, oltre a fornirci nozioni come queste, riesce addirittura ad aiutare il lettore a vedere attraverso gli occhi degli animali: coniugando i risultati delle conoscenze scientifiche acquisite sulla vista animale e l’immaginazione traduce in immagini ciò che vedono gli animali. Sulle pagine scorrono grandi ritratti di animali, ciascuno presenta una mascherina pre-tagliata all’altezza degli occhi che può essere sollevata permettendo di guardare come si presenta – o come riteniamo debba presentarsi in basa alle conoscenze e agli studi finora elaborati − la visione soggettiva di ciascun animale di uno stesso panorama che rappresenta la realtà e che nessuna specie può cogliere nella sua interezza, ma solo nelle caratteristiche che le sono più necessarie. L’insieme delle immagini e l’approccio verso l’argomento delle percezioni visive dell’uomo e degli animali, offerte da questo libro, oltre a esplorare l’immensa gamma dei modi di vedere il mondo sono uno stimolo vivace per interrogarsi e approfondire.

Indispensabile una visita al sito www.cosmologik.wordpress.com

Guillaume Duprat, Zoottica. Come vedono gli animali? (trad. di Ombretta Romei), L’Ippocampo Junior, 2013, 40 p., euro 18,00

Acquatica (e Inverno)

6 Mar

Rifatevi gli occhi. Sfogliate questi due libri fotografici proposti da L’Ippocampo junior e lasciatevi stupire dalle meraviglie della natura, dai particolari, dai colori. Siccome son giorni di tempo incerto, di coda di inverno dopo un ingannevole accenno di primavera improvvisa, vi metto a lato l’immagine dei giardini sotto il mare, ma in realtà cominciamo a sfogliare il libro Inverno. Come sopravvivere al grande freddo? Quando le temperature si abbassano e i fiocchi di neve fanno il mondo immobile e di zucchero, come sopravvivono gli animali? Attraverso sessanta splendide immagini (molte delle quali vengono dal ricco database del Wild Wonders of Europe) attraversiamo quattro inverni – quelli degli uccelli, dei roditori, degli erbivori e dei carnivori – per approdare ai macachi giapponesi, alle loro pellicce folte e a una meritata primavera, portata dalle rondini e coronata dai ciliegi selvatici in fiore. In mezzo, moscardini accoccolati, topi quercini in letargo, fagiani in danze amorose sulla neve, il profilo nobile della volpe, le parate nuziali della gru.

Lasciando il biancore invernale, vi potete riempire gli occhi di colori sfogliando il secondo volume. Acquatica. Giardini sotto il mare. Dai gamberetti arlecchino ai nudibranchi che sembrano aver scelto le stoffe più originali per farsi delle tute, ai ricci che vi sembran fiori ai pesci mandarini, alle spugne tubolari in viola e fucsia, alle conchiglie ai ricci velenosi su cui all’apparenza vi siedereste scambiandoli per un comodo sofà. Qui, come nel precedente, le immagini sono accompagnate da didascalie utili a imparare, a confrontare, a capire dov’è il davanti e dov’è il dietro e che la bellezza può indurre in errore nascondendo armi d’attacco: in natura spesso la bellezza aiuta ad ingannare chi guarda (e non solo tra gli animali…)

Sfogliateli qui e qui.

Béatrice Fontanel, Inverno. Come sopravvivere al grande freddo?, L’Ippocampo junior 2012, 64 p., euro 15

Béatrice Fontanel, Acquatica. Giardini sotto il mare, L’Ippocampo junior 2012, 64 p., euro 15

Inventario illustrato dei frutti e degli ortaggi

16 Mag

L’Ippocampo junior ci regala tre meraviglie, tre inventari illustrati che in grandi pagine dal sapore un po’ antico un po’ senza tempo ci inanellano grandi immagini e tante informazioni. Per passione di orti e giardini, mettiamo oggi in vetrina l’Inventario illustrato dei frutti e degli ortaggi, dove Emmanuelle Tchoukriel, autrice specializzata nell’illustrazione medico-scientifica mette la cura dei particolari a servizio di un’opera incantevole: su ogni grande pagina, il disegno di un ortaggio o di un frutto, accompagnato dal nome scientifico e  da alcune semplici informazioni: dal melone alle ciliegie, dalla patata dolce al ravanello. Qui potete averne un assaggio e sfogliarne le prime pagine. Gli altri titoli in catalogo sono Inventario illustrato degli animali (divisi per aree geografiche) e Inventario illustrato del mare. Magnifiche illustrazioni e grande cura che suscitano meraviglia e anche curiosità di saperne di più.

Ecco il blog di Emmanuelle Tchoukriel e quello di Virginie Aladjidi.

Emmanuelle Tchoukriel – Virginie Aladjidi, Inventario illustrato dei frutti e degli ortaggi, L’Ippocampo junior 2011, 80 p., euro 12.

Cosa fanno i Warli?

1 Gen

I Warli del titolo sono una tribù indigena dell’India e le illustrazioni di questo originale cartonato riprendono i motivi che dipingono sulle loro capanne

Un bel metalibro da usare in tanti modi:

  • per apprezzare espressioni artistiche diverse dalle nostre
  • per conoscere un popolo e le sue abitudini
  • per raccontare inventare e imparare a disegnare storie in Warli
  • per parlare di come si fanno i libri

Il testo è serigrafato a mano in India, su carta paglierina con le illustrazioni in bianco, per apprezzare libri che trascendano il canone occidentale del bianco e nero.

Un volume che è una miniera di spunti per tutti coloro che attorno al libro amano costruire attività. Una finestra su culture diverse dalla nostra e un oggetto affascinante, con un profumo particolarissimo (perchè noi i libri li annusiamo anche :-P)

Vincitore del Bologna Ragazzi Award 2010 nella sezione “New Horizons”.

Gita Wolf, Ramesh Hengadi, Shantaram Dhapde, (assistiti da Rasika Hengadi e Kusum Dhadpe), Cosa fanno i Warli?, L’ippocampo Junior,2010, 40 p., euro 15.