Tag Archives: LGBT

George

9 Nov

george

George odia il bagno dei maschi, ha una collezione nascosta di riviste femminili dove legge di trucchi e pettinature e un segreto ben riposto. George si sente una femmina, dentro di sé si chiama Melissa e vorrebbe poterlo fare anche in pubblico; vorrebbe vestirsi coi lustrini e poter affrontare con la sua mamma un argomento come il cambiare sesso quando sarà adulto. George, che vive con la mamma e il fratello, ha un’amica di nome Kelly che intuisce, ma che soprattutto non si fa grandi problemi e sa volergli bene al punto di permettergli di provare a passare una giornata nei panni veri di una ragazza. E poi c’è il modo di poter dire: a scuola si sta preparando una recita ispirata al romanzo “La tela di Carlotta” e George vorrebbe avere la parte della protagonista. Sarà proprio Kelly a trovare un modo perché il suo migliore amico non debba recitare fingendo, ma recitando possa esprimere il suo io più vero e apparire davanti a tutti per quel che si sente.

Il romanzo è profondo e insieme delicato; la scrittura così intima presenta in modo lieve argomenti che non stonano affatto e ben si cuciono sui personaggi immaginati da Gino. Proprio per il buon modo con cui racconta è adatto ai lettori della scuola secondaria di primo grado. Alcune parti possono forse essere insieme punto di forze e di debolezza, per chi volesse trovarne: potrebbe essere accusato di un eccessivo buonismo, se così vogliam dire, visto che non presenta eccessi negativi di reazioni (è quasi idilliaco il modo in cui la madre di George/Melissa affronta col figlio la questione del suo sesso) e si vorrebbe che potesse essere sempre così, comprensione e affetto a prescindere. Vero che il testo racconta la presa di coscienza di George e il suo atto di coraggio: del suo percorso successivo lascia immaginare al lettore, che sicuramente parteggia per il protagonista, ma anche per Kelly e per il buon risultato della recita ;-).

Il sito dell’autore. Un’intervista ad Alex Gino sul sito del Guardian. Leggi on line il primo capitolo.

Alex Gino, George (trad. di Matteo Colombo), Mondadori 2015,149 p., euro 15, ebook euro 7,99

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Io no! … o forse sì

6 Dic

larochelle

Un pomeriggio calmo, i rumori del mondo lasciati fuori tranne i desiderati, pile di libri da sfogliare e leggere, quelli arrivati da Montreuil, quelli trovati all’arrivo. Poi suona il campanello, il corriere consegna pacchi ed ecco che questo libro passa davanti a tutti gli altri, scarta di lato e si lascia leggere tutto d’un fiato, con matte risate che contagiano chi transita in casa. Ci sono modi e modi di dire le cose ed è il modo di dirle, di condividerle coi ragazzi, di farle loro vicine che – non mi stancherò mai di dirlo – fa la differenza. Quando trovi un autore che dice bene le cose perché le sente proprie e urgenti; quando trovi un libro che tra le sue pagine porta temi non semplici ma indispensabili (perché fanno parte della vita quotidiana di ciascuno di noi), ecco allora che è una gioia poterne parlare e pensare a come proporlo ai lettori.

Questo esilarante libro, pluripremiato all’estero, racconta del sedicenne Steven, alle prese con la patente, con una madre che scrive manuali di cucina oppure di consigli per crescere adolescenti ordinati, con il suo grande senso dell’osservazione e col fatto di non essere proprio il più popolare a scuola. Adora la square-dance, ma non oserebbe mai ammetterlo davanti a dei coetanei; eppure con la madre continua a frequentare il circolo dove ballano ultracinquantenni e si sente a suo agio perché quando si balla “non si hanno mai dubbi su cosa si deve fare”.

Lui di dubbi ne ha a milioni, ma uno su tutti: è gay oppure no? Steven cerca ad ogni costo di convincersi di non esserlo: tappezza la propria camera di fotografie di donne praticamente nude; tenta di uscire con una ventina di compagne di scuola in rapida successione; si affida a un testo che trova in biblioteca, a dir il vero datato, ma che promette ai genitori di rivelar loro tutto sulla sessualità dei figli; indossa un elastico al polso per farlo schioccare ogni volta che ha un pensiero contrario al regime che cerca di imporsi. Come risultato ottiene quello di trasformarsi – dice lui – in un criminale incallito: ruba in biblioteca, mente alla sua migliore amica, aggredisce il suo professore preferito e lancia, suo malgrado, la moda di portare al polso quello che il preside definisce “strumento illegale e pericoloso”. Per finire in realtà ad accettarsi, a scoprire quello che qualcuno già sapeva, ad apprezzare l’amicizia vera, a sorprendersi dei suoi genitori e ad andare al ballo della scuola accompagnato da un golden retriever color miele.

Un romanzo seri e divertente sull’essere se stessi, sul trovarsi a proprio agio nella propria pelle e nel mondo (che bello quel passo in cui Steven confessa che uno dei motivi per cui adora le serate di square-dance è che lì viene preso sul serio e non trattato come un ragazzino).

Per la prima volta le edizioni Biancoenero pubblicano (sempre coi caratteri ad alta leggibilità, come loro buona consuetudine) un libro rivolto ai lettori più alti: ben fatto, bella scelta! E aspettiamo i prossimi 😉

Il sito dell’autore. Il sito di LGBT Italia.

David LaRochelle, Io no! … o forse sì (trad. di Antonio Soggia), Biancoenero 2014, 221 p., euro 14

Trevor

16 Ott

9788817077132In una manciata di pagine densissime Trevor racconta, con dolorosa e ammirevole ironia, la fatica di vivere in famiglia e a scuola. Trevor è un entusiasta che si butta a capofitto nell’organizzazione dello spettacolo teatrale della scuola, adora Lady Gaga e compra un chilo di glitter e un body integrale nero per vestirsi come lei ad Halloween, sogna di diventare un grande artista e cerca di riprodurre “La morte di Marat” di David col sangue finto che ha acquistato in cartoleria. È entusiasta della sua nuova amicizia con il campione della squadra di baseball juniores e gli pare che meglio di così la vita non possa andare (anche se quando i suoi genitori collassano davanti alla tv lui può fingersi morto, non c’è verso di destare la loro attenzione).

Le sue passioni però fanno sì che i compagni comincino a lanciare allusioni e battute, ad allontanarsi, a ridere alle sue spalle. Trevor non se ne accorge, travisa, rinfocola. E così si trova appiccicata addosso l’etichetta di gay, in un crescere di tormenti e disagi che lo portano a tentare il suicidio (con l’aspirina, riuscendo a procurarsi solo un perpetuo mal di testa). Nonostante le vessazioni e le fatiche, Trevor conserva briciole del suo vero essere e dell’entusiasmo che lo contraddistingue, riuscendo a capire l’importanza di una mano tesa e mantenendo i propri interessi, intanto fino al sabato successivo (c’è un concerto di Lady Gaga, diamine!). Insomma, giorno per giorno, piano piano.

Il sito dell’autore. The Trevor Project fondato nel 1998; il progetto è nato dallo spettacolo e successiva versione video che Lecesne ha scritto, vincendo anche l’Oscar come miglior cortometraggio; si occupa di fornire assistenza e aiuto a giovani lesbiche, gay, bisessuali, transgender che possono rivolgersi telefonicamente  a questo servizio.

Questo romanzo ha al centro un tema importante e lo tesse direttamente all’interno della trama facendo partecipe il lettore di una buona storia, non costruita, come succede anche in Alex & Alex. È ovvio che tratta di un tema importante e che, nascendo da altre esperienze, si rimandi al progetto a cui è legato e se ne racconti la storia. Io però sinceramente avrei fatto a meno delle prefazioni, ben due, che riprendono i temi, sottolineano, ribadiscono. Una buona storia non ne ha bisogno. Una buona storia ti racconta e ti fa partecipe e ti dà ali per approfondire, se ti va. Altrimenti si rischia l’effetto “ho un problema, dammi un libro” oppure “tal libro per tal occasione” di cui tanto ci lamentiamo di fronte alle molteplici richieste che legano un libro alla necessità di parlare per forza di un certo argomento piuttosto che di un altro.

James Lecesne, trevor (trad. di Giordano Aterini; prefazioni di Carlo G. Gabardini e David Levithan), Rizzoli 2014, 108 p., euro 11, ebook euro 5,99