Tag Archives: letteratura per ragazzi

I nostri anni ’70

6 Giu

i_nostri_anni_70

Con questa recensione, accogliamo la nuova collaborazione al blog di Ilaria Colasanti.

Il manuale che presentiamo è stato pubblicato in concomitanza della mostra Anni ’70. Arte a Roma, in corso fino al 20 luglio al Palazzo delle Esposizioni. In quest’occasione sono stati esposti al pubblico i libri d’arte destinati ai ragazzi che la Biblioteca del Palazzo delle Esposizioni conserva in uno scaffale dedicato, presentati in abbinamento ad un’accurata ricerca bibliografica.
Questo saggio fornisce molti spunti di riflessione e molti contributi relativi al decennio che forse, più di altri, ha contributo a svecchiare la nostra cultura e a darle uno slancio internazionale. Per il picture book sono anni fecondi proprio in virtù del fatto che il bambino “apprendista lettore perde lo statuto di minore per acquisire pari dignità del lettore adulto”.
La cifra stilistica e contenutistica del cambiamento vede la pubblicazione, per volontà di Rosellina Archinto nel catalogo Emme, di “Piccolo blu e piccolo giallo” di Leo Lionni e “Nel paese dei mostri selvaggi” di Maurice Sendak. Siamo nel 1969: da questa data in avanti si susseguiranno esperienze editoriali di grande rilievo e pubblicazioni di libri poi divenuti classici della letteratura per l’infanzia. Nel 1972 Antonio Faeti pubblica presso Einaudi il saggio “Guardare le figure”, un’indagine critica fino allora mai tentata sul ruolo dell’illustrazione e dei “figurinai” attivi nel nostro Paese tra Otto e Novecento. L’illustrazione, storicamente definita e valorizzata del punto di vista tecnico-artistico, smette di essere “ancella” delle parole e può finalmente comunicare con un linguaggio proprio.
Moltissimi i contributi presenti nel libro. Da quelli in prima persona di David Macaulay (architetto, autore de “La città romana”, Nuove Edizioni Romane, 1978) e di Roberto Piumini (che racconta la nascita della sua ispirazione e dell’incontro con Gabriella Armando, suo primo editore) ai contributi critici divisi in sezioni:
Artisti ed editori per apprendisti lettori. Qui possiamo leggere l’intervento di Paola Vassalli Pagine rivoluzionarie (che ripercorre cronologicamente il percorso degli albi illustrati negli anni Settanta); l’intervista di Marcella Terrusi a Rosellina Archinto; il saggio di Laura Scarlata dedicato a Pinin Carpi e al suo lavoro di divulgatore artistico per i bambini.
L’arte è una necessità umana contiene il saggio di Orietta Fatucci dedicato al lavoro della casa editrice EL, il saggio di Elena Fierli Dalla parte delle bambine che indaga la reazione del mondo dell’editoria al saggio di Elena Gianini Belotti (1973), i contributi autobiografici di Loredana Farina (La Coccinella Edizioni) e di Gabriella Armando (Nuove Edizioni Romane). Seguono poi i ritratti dedicati alle Edizioni Quadragono Libri e Fatatrac.
I sentieri della creatività si occupa di delineare i personaggi, poi icone, Valentina Mela Verde, Pimpa, i Barbapapà; altri contributi si concentrano sulla fondamentale opera di Bruno Munari (a cura di Giulia Franchi), sul teatro di Emanuela Luzzati (Silvana Sola), sulla poesia di Toti Scialoja (Francesca Romana Mastroianni).
– Infine, la sezione Uno scaffale pedagogico sulla linea del tempo si occupa di indagare le opere che, a livello teorico, costituiscono ancora oggi contributi fondamentali in ambito critico e pedagogico (“Il paese sbagliato” di Mario Lodi, “Il Mondo incantato” di Bruno Bettelheim, per citarne solo alcuni). Viene infine tratteggiata la figura di Maria Luisa Bigiaretti, maestra militante, amica di Gianni Rodari, che ha sperimentato un modo nuovo di insegnare con i bambini delle scuole di borgata.
Come si vede, il libro non è un semplice catalogo. Moltissimi sono gli spunti di riflessione e molto ben raccontato è il clima di quegli anni, non solo attraverso l’appendice cronologica che chiude il volume ma per i racconti in prima persona dei protagonisti di allora. Un volume interessante, imprescindibile per gli addetti ai lavori. Di altissimo livello il progetto grafico, dalla copertina ai contenuti interni, dalla carta alla fattura complessiva.

I nostri anni ’70. Libri per ragazzi in Italia, a cura di Silvana Sola e Paola Vassalli, Corraini 2014, 144 p., euro 24

 

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Per una letteratura senza aggettivi

19 Mar

andruetto

Se penso a quando ho letto i testi narrativi di María Teresa Andruetto scopro che per me sanno di primavera perché è sempre questa la stagione in cui li ho assaporati, in giornate di sole nuovo, in notti tiepide e stellate. Mi piace particolarmente quindi la copertina che Peppo Bianchessi ha disegnato per questa raccolta di saggi, una collina di alberi giovani ancora così ordinati che puoi immaginare le linee lungo le quali sono stati piantati, ben prima che lo sguardo curioso di un bambino si affacciasse a guardarli.

Sono semi anche questi saggi critici che fanno riflettere sulla letteratura, sulla lettura, sull’azione di chi scrive e in particolare su quel che si scrive destinandolo a bambini e ragazzi: l’autrice infatti costruisce buona parte del pensiero qui raccolto intorno all’idea che questa letteratura è letteratura e basta, senza necessità di aggettivi o specificazioni, pari alle altre, e conduce il lettore attraverso tematiche decisamente attuali, come l’interrogarsi sulla dubbia qualità di una certa produzione per ragazzi, ma anche sulla mancanza di spazi e critica che l’hanno resa possibile, sui libri scritti a tema e quelli a comando, su quelli “vuoti” e su quelli brutti che vogliono insegnare a tutti i costi qualcosa. Portando la sua esperienza di autrice, ma anche di chi ha scelto testi per organizzare una collana di qualità per ragazzi e raccontando dell’editoria della sua Argentina, Andruetto allarga lo sguardo alla figura dello scrittore, alla necessità di esercitare lo sguardo, di non essere legato a un genere o a una tipologia, alla predisposizione all’incertezza che deve avere, allo scrivere per scrivere e basta, alla ricompensa che non si può comprare e che arriva solo dal lettore.

Una riflessione che si allarga a tutti coloro che si occupano di lettori, di ragazzi e di lettura per cui scrive: “Un bambino, un ragazzo, ha il diritto di diventare un lettore, ma questo diritto, se veramente vorremo sostenerlo, ha bisogno di molteplici occasioni e di tanti luoghi di incontro, come ha detto anni fa Graciela Montes (quantità, persistenza e continuità, d’altra parte, possibili solo con mediatori qualificati e progetti a lungo termine, mai con azioni occasionali che producono solamente effetti mediatici ingannevoli), e include l’accessibilità a una gran quantità di buoni libri e alla qualità e diversità di voci che i buoni libri di una cultura possono offrire” (p. 65).

Non è sempre semplice concentrarsi su una raccolta di saggi che spezzano in più parti argomenti così intensi e fondamentali per chi di questo si occupa; molti di quelli raccolti in questo libro sono però stati scritti per essere presentati in occasioni pubbliche di incontri, convegni, seminari: portano in sé la passione contagiosa e la forza del pensiero di chi li ha pensati e pronunciati; sembra di ascoltarla, María Teresa Andruetto, di essere seduti davanti a lei, o meglio con lei, in una dimensione più intima che porta a condividere e a fare proprio quel che ci dice. Prendete questa raccolta come una busta di semi e lasciate che trovino terra fertile in questo inizio di primavera.

Il saggio sarà presentato in Fiera a Bologna, martedì 25 marzo prossimo (Sala Melodia, Centro Servizi, Blocco B, ore 10,30).

Il sito dell’autrice, vincitrice dell’Hans Christian Andersen Awards 2012. Della sua produzione per ragazzi, Mondadori ha pubblicato La bambina, il cuore, la casa e un nuovo lungo racconto è atteso nelle prossime settimane.

María Teresa Andruetto, Per una letteratura senza aggettivi (trad. di Paola Donatiello, a cura di Gabriela Zucchini, contributi di Anselmo Roveda e Grazia Gotti), Equilibri 2014, 128 p., euro 16