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La mia famiglia selvaggia

15 Dic

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Vi è mai capitato di esser stati paragonati ad un animale? Forse perché siete lenti come un bradipo o grossolani come un elefante nel proverbiale negozio di cristalli o per il naso che pare il becco d’un tucano o magari, più poeticamente, perché parete una gazzella che scatta e si allunga per prendere il bus in corsa. La famiglia della protagonista di questo albo – che ancora una volta ci regala i colori forti, folli e allegramente contagiosi di Laurent Moreau – è eccezionale e animalesca per davvero: un fratello forte e uno canterino, un papà peloso, una zia che si pavoneggia, uno zio goloso e così via. Il testo indica le caratteristiche di ogni parente; le immagini rivelano a quale animale appartengono e sono intanto una galleria di ritratti, di situazioni, di ambienti in cui trovare particolari o su cui inventare storia. Infine lei, eccola in un ritratto su cui scoprire cos’ha di speciale. Ovviamente si finisce con una domanda che interroga il lettore e allora il gioco di indovinelli e paragoni può ripartire e continuare fuori dalle pagine.

Il sito di Laurent Moreau. Un’immaginedell’albo forse vi sembrerà familiare (!): sì, campeggiava sulla copertina di Andersen di aprile 2014, presentato in Fiera a Bologna.

Laurent Moreau, La mia famiglia selvaggia (trad. di Paolo Cesari), Orecchio Acerbo 2014, 28 p., euro 15,50

Dopo

29 Gen

Dopo

Dopo la galleria di teste e pensieri omaggiataci in A che pensi?, ecco una nuova infilata di attimi, in pagine su cui Laurent Moreau fa crescere selve fiorite e boschi di funghi o di alberi uno diverso dall’altro, infila il vento, sgrana la sabbia della spiaggia, dà materia ai sogni e forma alla rabbia; regala caschi quasi da astronauta al protagonista quando guarda liti e lacrime.

La scansione generale è temporale: nello scorrere delle pagine passano le stagioni – dalla primavera all’inverno; passa anche la giornata – e il blu della notte si condensa nella ali degli uccelli che leggeri fanno spazio al mattino; passa il tempo della vita – compreso quando ci si interroga di fronte alla morte o su come si cambierà negli anni.

Il filo dei pensieri è quello logico dei bambini: la semplicità cioè in cui la pelle raggrinzita dopo il bagno sta accanto alla sveglia che suona, ma anche alla linea dell’orizzonte, allo stupore dell’inverno, al seme che cresce, all’attimo che passa per sempre.

Illustrazioni che parlano di quel che viene dopo per dire l’adesso, per dire le conseguenze ma sempre vivendo quel che c’è ora. Illustrazioni che amo, proprio come le teste colorate dell’albo citato in apertura, perché a ciascun attimo posso dare un nome: perché so chi è il bambino che non vorrebbe mai tornare a casa dopo un pomeriggio coi cugini; perché so la bellezza della testa che gira perché sei rotolato in capriole lungo un pendio fiorito; perché so la maestosità del mare; perché so chi rabbrividisce nell’asciugamano; perché c’è qualcuno che mi aspetta; perché dopo un lungo silenzio non si sa più cosa dire, ma per fortuna si può stare in silenzio pieno e sorridersi.

Le illustrazioni di Laurent Moreau. Il suo sito.

Laurent Moreau, Dopo (trad. di Paolo Cesari), Orecchio Acerbo 2014, 44 p., euro 15,50

A che pensi?

15 Feb

More about A che pensi?

L’ho sfogliato, risfogliato, cullato per poi accorgermi che non ne avevo mai parlato. Ma come si fa a parlare di quel che c’è dentro una testa, dove frulla di tutto: idee, pensieri, sogni? Perché questo è un libro di teste, con tante finestre che permettono di fare quello che ogni tanto ognuno desidererebbe: diventare una proverbiale mosca bianca ed insinuarsi addirittura non solo tra le conversazioni delle persone, ma proprio tra i pensieri. Alziamo le finestre e scopriamo i pensieri: i grovigli che disegnano le preoccupazioni, i serpenti colorati che fa nascere la gelosia, il volo leggero che regala l’evasione di leggere un libro, l’insinuarsi nella mente della persona di cui ci si sta per innamorare, i leggeri ghirigori della musica in testa, l’ammucchiarsi delle lettere quando non si trovano le parole., la pioggia della tristezza che allaga la mente. Per poi scoprire, sulle ultima carte di guardia, che tutte le persone di cui abbiamo scoperto i pensieri sono insieme su una piazza e che c’è un filo, un legame tra alcuni di loro.

La mia testa preferita? Il prato di erbe fiorite di Lorenzo che, coccinella sul dito, non vede l’ora che torni l’estate. O forse Nina che sogna una passeggiata in campagna e quel sogno di fiori e fringuelli somiglia così tanto alla fisionomia del suo volto da farmi venire in mente quando si dice che quel che pensi te lo si legge in faccia!

Il sito di Moreau. Le sue illustrazioni.

Laurent Moreau, A che pensi?, Orecchio Acerbo 2012, 44 p., euro 16,50