Tag Archives: La Nuova Frontiera Junior

Più libri più liberi 2013 / 2

23 Gen

Concludiamo la nostra rassegna delle novità nel settore non fiction presentate dagli editori per ragazzi durante la dodicesima edizione della Fiera “Più libri più liberi” di Roma.

geis_numeriDue proposte molto colorate da parte de Il Castoro per i più piccoli con Il mio primo libro dei numeri e Il mio primo libro dell’ABC di Patricia Geis per una prima conoscenza dell’alfabeto e dei numeri puntando sulle forme e i colori garbatamente vivaci e brillanti. Due cartonati con le pagine tagliate orizzontalmente in due o tre strisce a scalare, sagomate sul margine destro nella forma della lettera dell’alfabeto o del numero di cui si parla, un solo appunto su questa caratteristica: le pagine tendono ad aprirsi insieme presentando qualche difficoltà soprattutto per i più piccoli, proprio di questo si è lamentato con me un piccolino di due anni.  Continua a leggere

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Andirivieni

14 Giu

andirivieni_200pxDell’edizione originale di questo libro parlò Gaia in un post di circa un anno fa a cui vi invito a ritornare, dove sottolineava come Isabel Minhos Martins abbia avuto un’idea narrativa potente – “un rapidissimo excursus, una moviola della storia dell’umanità (dai due piedi tonanti ai razzi, passando per le quattro ruote), e poi un violento confronto tra gli umani (e i loro mezzi inquinanti) e la bellezza di altre specie animali nomadi” – accompagnata da immagini che non stanno ferme e che tirano in avanti.

Oggi arriva la traduzione italiana e così possiamo tutti gustare di questi voli e balzi e migrazioni di animali che si muovono nel rispetto dell’intorno e del tempo, come le farfalle monarca che impiegano generazioni per raggiungere la meta, dicendoci che la meta è importante e che la naturale breve vita di una farfalla non le impedisce di compiere un tratto di viaggio e di costruire percorsi di avvenire per le generazioni che seguiranno. Animali che compiono tragitti enormi con nobili scopi e lo fanno con discrezione ed eleganza, come la balena grigia, e senza scomodare nessuno, senza gridarlo al mondo, senza fare la ruota dei pavoni.

Per dire che l’uomo non è l’unico a percorrere grandi distanze; per dire delle modalità del muoversi; per dire che la testa non serve solo ad usare il cappello…

Bernardo Carvalho sul sito di Planeta Tangerina, dove trovate anche l’autrice. Qualche pagina da sfogliare sul sito dell’editore italiano.

Isabel Minhós Martins – Bernardo Carvalho, Andirivieni (trad. di Francesca Di Giuseppe), laNuovafrontiera junior 2013, 48 p., euro 16

Emma ride (e mangia!)

7 Mar

Emma lachtArrivano in libreria per le edizioni LaNuovafrontiera junior i librini da cui si affaccia Emma, l’orsetto disegnato da Jutta Bauer. In “Emma ride” una successione di situazioni in cui la protagonista ha motivo di ridere e sorridere: aprire un pacco regalo, salire in alto sull’altalena accarezzata dal vento, scavare tra la sabbia, dividere una mela con un amico, donare un fiore, leggere al calduccio col papà, fare battaglia di cuscini. In “Emma mangia”, invece, gli schizzi di sugo al pomodoro e l’anguria che gocciola, il pesce, il gelato, ma anche una serie di cose buone tra cui scegliere. E la soddisfazione di spaparanzarsi tranquilla con la pancia piena. Angoli stondati, illustrazioni accompagnate da una brave frase perché il piccolo lettore si riconosca nelle diverse situazioni.

Sfoglia qualche pagina sul sito dell’editore.

Lo stesso orsetto è protagonista anche di un’app per iPad e iPhone, realizzata proprio sul testo di “Emma mangia”. Disponibile in inglese e tedesco, dà la possibilità al bambino di aiutare Emma a mangiare, a bere, a dare un bacio al suo peluche, di far muovere i vari personaggi accompagnati da rumori (il miagolio del gatto, lo schiocco di un bacio, la danza dei fagiolini prima di entrare nella bocca di Emma, i rumorini della pancia piena), musica, descrizione della situazione.

Jutta Bauer, Emme ride (trad. di Anna Zuliani), LaNuovafrontiera junior 2013, 16 p., euro 5,50

Jutta Bauer, Emma mangia (trad. di Anna Zuliani), LaNuovafrontiera junior, 16 p., euro 5,50

Pedali e papere

18 Feb

pedali_papere_200pxLe pagine di questo albo hanno i quadretti rossi esattamente come quegli albi su cui, in prima elementare, facevamo le cornicette: file di ciliegie, di coccinelle, di festoni, tutti perfettamente eseguiti seguendo i quadretti. E così tutto diventava squadrato, proprio come nei disegni che Madalena Matoso regala al protagonista: un’anatra geometrica, una bicicletta rigida che sono poi quel che il bambino vorrebbe vedere. Perché tutto quello che sa su anatre e biciclette (e ne sa tanto) l’ha imparato a scuola, ne ha letto, scritto, parlato. Ma Per essere una persona completa gli serve vederle davvero.

Per dire che, al di là di tutto quel che possiamo leggere, vedere, imparare, è la realtà che ci insegna davvero le cose. E il protagonista grida addirittura: “ora sì che il mondo è nelle mie mani!” 🙂 E consiglia: mai sprecare occasioni del genere…

Portfolio di Madalena Matoso. Sfoglia qualche pagina dell’albo sul sito dell’editore.

Isabel Minhós Martins – Madalena Matoso, Pedali e papere (trad. di Francesca  Di Giuseppe), LaNuovafrontiera junior 2013, 32 p., euro 15.

Bravo Bruno!

4 Feb

More about Bravo Bruno!Di Sandra Cisneros ho amato alla follia le pagine dei suoi romanzi “da grandi” e il suo sguardo sul mondo. Cercate “Caramelo”, i racconti di “Fosso della Strillona”, le pagine de “La casa di Mango Street” e perdetevi in quegli occhi bambini che guardano il mondo dei grandi, che dicono che cose tipo che “la cosa che la gente non capisce dei compleanni e che nessuno dice mai è che quando si hanno undici anni se ne hanno anche dieci, nove, otto, sette, sei, cinque, quattro, tre, due e uno. E quando ci si sveglia la mattina dell’undicesimo compleanno ci si aspetta di sentirsi come se si hanno undici anni e invece neanche per niente”.

Questo albo mette accanto alle illustrazioni collage di Leslie Greene un breve ritratto di cane, un barboncino nero di nome Bruno che vive sotto il cielo di Roma e vaga alla ricerca di chissà cosa. In realtà di quel che ognuno, animale in senso tondo a inglobare anche l’umano, cerca: sentirsi bene, sentirsi voluto bene, sentirsi a casa. Per Bruno tutto ciò significa pancia piena, tetto sopra la testa, pace, girasoli, bacetti, salsicciotti, acqua fresca, libri di poesia, sole, canzoni. E per l’umano che l’accompagna? Forse anche.

Sfogliate qualche pagina sul sito dell’editore.

Sandra Cisneros – illustrazioni di Leslie Greene, Bravo Bruno! (trad. di Riccardo Duranti), La Nuova Frontierajunior 2012, 40 p., euro 14.

Il mio amico Tartattà

20 Mar

Arrivò a scuola all’inizio dell’anno, con dei capelli selvaggi da non credere.

Arriva così nella storia e sulla pagina il protagonista di questa piccola e deliziosa storia; arriva coi suoi capelli scompigliati che ha cercato inutilmente di appiattire con l’acqua; arriva e a guardarlo vien da ridere a tutti i suoi compagni e il riso aumenta quando apre bocca. Perché il nuovo ragazzino balbetta. Incespica incerto sulle Ta, sulle Ba, sulle Po, sulle Do. E per tutti diventa Tartattà, addirittura per se stesso. Le cose non migliorano nemmeno quando comincia a prender lezioni di logovattelapesca: ci vuol tempo e Tartattà vorrebbe far presto, vorrebbe salvarsi dalla cattiveria dei compagni. Finché un giorno, sparito dalla ricreazione, se lo ritrovano sul tetto della scuola, che grida – senza balbettare – di voler essere lasciato solo e in pace, con la sua balbuzie e con la storia che ci sta dietro. Le illustrazioni di Marc Boutavant ci regalano bambini nasuti con pantaloni a zampa e una splendida immagine del protagonista seduto sul tetto, appollaiato in meditazione come un uccello sul ramo, solo contro il cielo blu.

Sfogliatene qualche pagina qui.

Béatrice Fontanel – Marc Boutavant, Il mio amico Tartattà (trad. di Lucia Roca), LaNuovafrontiera junior 2012, 44 p., euro 12,50

Il mio vicino è un cane

16 Feb

Detto così, effettivamente, “il mio vicino è un cane” può essere inteso in senso metaforico. Questo divertente albo ce ne restituisce un’interpretazione metaforica unita a quella letterale. Nel palazzo in cui abita la protagonista della storia, un palazzo a detta sua sempre molto tranquillo, arriva un enorme camion dei traslochi insieme al nuovo vicino: un cane educato, simpatico, che suona il sassofono e porta il giornale a casa tutti i giorni. Ovviamente alla protagonista piace da matti, mentre i suoi genitori, come gli altri vicini di casa, lo trovano strambo, dicono che perde il pelo sulle scale e che si gratta in modo poco educato. Lo stesso sguardo diffidente viene riservato agli altri nuovi vicini: una coppia di elefanti (che intrecciano le proboscidi in modo non convincente…) e un gentilissimo alligatore che si prodiga in regali senza venir ringraziato. Dal punto di vista degli animali sono i genitori della bambina ad essere strani, con quello loro sguardo dall’alto al basso… Un albo sui pregiudizi e sui preconcetti, sulla diffidenza e sui punti di vista, sul modo di intendere l’altro e sull’immagine che abbiamo di noi stessi (date un po’ un’occhiata ai genitori della protagonista…). Ma anche una storia su chi sa pensare con la propria testa e guardare coi propri occhi, una storia sulla capacità dei bambini di non avere filtri né idee precostituite, ma buone idee per il futuro: tipo tornare a vivere in quel palazzo per fare una sorpresa ai fantastici vicini!

Sfogliatene qui qualche pagina. Occasione per andare a fare un giro (e rifarsi gli occhi) sul sito di Planeta Tangerina.

Isabel Minhós Martins – Madalena Matoso, Il mio vicino è un cane (trad. di Francesca  Di Giuseppe), LaNuovafrontiera junior 2012, 32 p., euro 14.

Gigi Baruffa

9 Nov

Questa è la storia di Gigi Baruffa /Nato a Roma in un giorno d’aprile / Vita nuova che batte, che stantuffa /Nel cofano del tempo a venire.

Gigi Baruffa ha un monte di capelli neri indiavolati, gli occhi come due fornelli accesi, le gambe sempre in movimento, l’inventiva sempre in marcia, lo strillo acuto e la rabbia pronta a manifestarsi con grida, baraonde, distruzione, calci e pugni. A scuola è tutto un picchiare e uno scontrarsi (nei tre giorni di sospensioni poi fa fuori il televisore), amici non ne ha, se qualcuno gli risponde morde. Una disperazione insomma per le maestre e soprattutto per la sua mamma che avrebbe tanto voluto un bambino-passerotto che cinguettasse allegro e calmo e si è ritrovata invece un ciclone che rompe, distrugge e si azzuffa. Finché un giorno in cui Gigi è solo a casa bussa alla porta la Morte, venuta a prendersi la sua mamma e il suo papà, quei due che lui ama tanto e che ha giurato a se stesso di difendere sempre. Allora la rabbia di Gigi si scatena contro la morte,  fino a placarsi in sguardi belli e baci per i suoi genitori. Di Gigi Baruffa, nelle rime di Marco Lodoli e nelle illustrazioni di Valerio Vidali, ci piace tanto il papà: a differenza della mamma, che si mette le mani nei capelli e si fa venire l’asma a causa di quella disperazione di figlio, questo papà un po’ poeta, che ama le cose che poi il mare riprende e che desidera quel che ha, guarda il suo bambino arrabbiato, il suo bambino che gli piace tanto. Perché il papà sa che tutti i bambini sono un po’ arrabbiati / stavano in cielo con gli angeli e il mare / Poi cadono in terra sconocchiati / Non sanno più come si fa a volare. E probabilmente, ci piace pensare, il papà di Gigi è stato da piccolo un po’ “baruffa” anche lui.

Qui un assaggio dell’albo.

Marco Lodoli, ill. di Valerio Vidali, Gigi baruffa, la Nuova Frontiera junior 2011, 36 p., euro 14.

Il più grande calciatore di tutti i tempi

28 Set

More about Il più grande calciatore di tutti i tempiEssendo appena stata resa edotta della storia del Peñarol di Montevideo (ed avendo solennemente promesso di spendermi questo sapere in  qualche assemblea maschile ultracalciofila 🙂 ), ero in atmosfera per affrontare l’ultimo arrivato in casa LaNuovaFrontiera junior! Letto con gioia in realtà non tanto per motivi di argomento calcististico quanto piuttosto perché è uno dei due romanzi per adolescenti  scritto finora da Germano Zullo, di cui lo scorso anno abbiamo apprezzato la poesia de Gli uccelli  (Topipittori, con Albertine).

Il ragazzo protagonista, di cui non conosciamo il nome, racconta al lettore il suo estraniamento rispetto a quel che fino ad allora è stato il suo mondo, i dubbi dell’età adolescente, le domande, i perché.  Da quando ha due anni, in casa sua il pallone è un oggetto essenziale, come il frigorifero. Suo padre ha un’estrema fiducia in lui, è convinto delle sue doti calcistiche eccezionali e non sa nulla né dei brutti voti a scuola né del disagio crescente che il figlio prova davanti alla vita di tutti i giorni, davanti alla madre che vede una volta al mese al ristorante, davanti ai compagni di squadra che lo emarginano. Sì, perché questa stella nascente del calcio, nel giorno del derby con la squadra avversaria fa un pasticcio  durante un rilancio favorendo il gol avversario e perde di colpo la fiducia in se stesso. è mediano difensore in una squadra che gioca un sofisticato 4-1-3-2 nel campionato juniores, ma moltiplica gli sbagli inutili e improvvisamente perde anche il diritto a sbagliare: tutta la squadra lo identifica con il colpevole della storica sconfitta, gli allenatori lo mettono in panchina e il calcio per lui diventa un dovere, come la scuola. Tutto succede molto in fretta, come capita nell’adolescenza: poche settimane prima scherzava coi compagni che ora l’umiliano, condivideva fatiche, vittorie e sconfitte. Ora tutto questo non ha più senso, come non hanno senso le aspettative del padre che lo vuole all’università mentre lui sogna un futturo nella ristorazione.  E allora se ne va.

Me ne vado e non so neanche dove. Me ne vado il tempo che se va la verifica di matematica. Me ne vado il tempo che se ne va la mattinata. Me ne vado il tempo che se ne va la giornata. Me ne vado.

Andarsene da quel che non sente più suo significa saltare la verifica di matematica, significa lasciare la squadra, significa sentirsi stordito, cresciuto troppo in fretta. Significa incrociare la storia di Wamai, compagno di lavoro del padre, rifugiato politico del Rwanda, una storia di dolore immensa sulle spalle. Significa incrociare finalmente i passi di Giuliana, la compagna di classe che sembra essere di un mondo diverso e che a un mondo diverso appartiene davvero ed è un mondo futuro. Significa mettersi a leggere libri, divorarli in una notte perché sono quei libri a formare delle strade che portano verso di lei. Significa anche riconoscere che da certe cose poi non scappi: anche se sei uscito dalla squadra per tua volontà, rimani un calciatore nell’animo, mantieni il dono dell’intuizione anche se lo applichi non alle traiettorie del pallone ma alle persone. Così il protagonista coinvolge i suoi scompagnati compagni di quotidianità in una torneo amatoriale di calcetto, con lo scopo di arrivare primo non per desiderio di vittoria o di vendetta, ma per fierezza. Di essere l’amico e compagno del più grande calciatore di tutti i tempi.

Istantanee di adolescenza in capitoli brevi, in un romanzo utile a catturare e conquistare facilmente lettori maschi, che si legge veloce e che semina domande e respiri. Pagine dove si cresce, si accetta, si cambia. Dove si raccolgono buoni consigli di lettura validi per tutti. Dove ci si bacia  come ne avessimo voglia da sempre, senza dover pronunciare neanche una parola.

Qui un’intervista (in francese) a Germano Zullo, che parla anche di questo libro, il cui titolo si è portato dietro a lungo, e di Quelques années de moins que la Lune, di cui aspettiamo la traduzione 😉

Germano Zullo, Il più grande calciatore di tutti i tempi (trad. di Maria Teresa Carbone), LaNuovafrontiera junior 2011, 94 p., euro 12, ebook euro 6,99

La battaglia del sole

4 Mag

More about La battaglia del sole
“Quando una cosa è scomparsa è scomparsa” disse Jack testardo (…) “Nemmeno questo è semplice come credi” disse il Drago.”Perché qualsiasi cosa sia stata al mondo lascia un’impronta, un’eco, un profumo, uno spirito. Ciò che è distrutto è anche reclamato. Ciò che è perduto aspetta di essere trovato. “

Per tutti quelli che sono in crisi d’astinenza da L’alchimista, per quelli che senza John Dee non sanno più stare, vi presentiamo questo interessante romanzo di Jeanette Winterson appena uscito.

Siamo nel 1600 a Londra e il giovane Jack è un ragazzo come tanti, orfano di padre, che aspetta con ansia il suo compleanno per ricevere in dono il piccolo spaniel nero che la madre gli ha promesso. Il giorno del suo compleanno viene però rapito e condotto nella casa Oscura, dimora del Magus, uno strano personaggio che crede  che Jack sia il mitico “Ragazzo radiante”, grazie al quale potrà finalmente compiere “l’ Opera”: trasformare l’intera Londra in oro.

Un romanzo che parla di alchimia e lo fa, a differenza dei libri di Flamel, ponendo l’accento sulla metamorfosi interna dell’alchimista e quindi su quest’arte intesa come mezzo per migliorarsi, per trovare l’oro all’interno di noi. E poi c’è John Dee, l’alchimista della Regina Elisabetta, che questa volta veste i panni del buono.

A metà romanzo compare anche Argenta,  protagonista del precendente libro della Winterson  “Argenta nel tornado del tempo” (non  indispensabile per comprendere le vicende) che aiuterà Jack nella sua impresa affrontando insieme a lui  antichi nemici.

Una lettura avvincente, scorrevole e con interessanti punti su cui riflettere: insomma un buon libro per ragazzi!

Jeannette Winterson, La battaglia del sole (trad. di Fabio Paracchini), La Nuova Frontiera junior 2011, 304 p., euro 17