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La mia nave

21 Ott

Un uomo se ne sta in piedi, tra altri seduti, su una scialuppa di salvataggio in mezzo alle onde alte; giubbotto arancione indosso e occhi che guardano la nave cargo che sta affondando. Per dire addio alla nave Clementine con cui ha trascorso tutta la sua vita lavorativa in mare, il capitano ne racconta la storia: dagli anni Trenta in cui è stata costruita al giorno in cui ci ha messo piede per la prima volta, dai porti visitati fino alle vicende di guerra. Intanto evoca la sua vita, gli incontri, le lontananze, le avventura.

Con la somma maestria di sempre, Innocenti regala ai lettori un universo di particolari minuti e preziosi in cui immergersi; al lettore adulto in particolare – oltre a un nuovo albo gioia per gli occhi – anche un nuovo invito a misurarsi nel gioco di citazioni e rimandi. Un’evocativo racconto che si ampia a seconda dei molteplici sentieri suggeriti che si sceglie di osservare.

Per gli appassionati di navi, le pagine finali raccontano la storia di questo tipo di nave, le sue rotte a seconda delle merci trasportate, e la raffigurano da poppa a prua, da babordo a tribordo, identificandone i singoli ambienti e componenti.

Roberto Innocenti – Amy Novesky, La mia nave, La Margherita 2018, 40 p., euro 19

Quando sarò grande

11 Ott

Ettore e il suo papà sono in riva al mare e guardano le rondini che si preparano a migrare; il bambino incuriosito chiede se anche lui andrà lontano quando sarà grande. Persino più lontano delle rondini, risponde il babbo. Ecco allora un dialogo serrato in cui Ettore fa domande su tutti le situazioni o i pericoli che possono presentarsi, ricevendo una risposta pronta e fiduciosa. Il papà infatti ricorda che il vento si calma, che le onde che bagnano son poi solo acqua, che se ci si annoia ci si può sorprendere e che quando si cade è permesso – se non auspicabile – piangere prima di rimettersi in piedi e in cammino.

Le immagini delicate di Pauline Martin accompagnano con colori pastello dal sapore di caramella o ghiacciolo (anice, giallo pallido, rosa confetto) la passeggiata dei due e danno forma ai diversi stati d’animo che Ettore immagina. Certamente è un libro che piacerà ai grandi innanzitutto e che, per qualcuno, suonerà un po’ di frase fatta zuccherosa: in realtà si enunciano le piccole verità sulla vita che si vorrebbe tenere a mente sempre, come la capacità – ne scegliamo una tra tutte – di non permettere alla paura di vincere.

Ci piace metterlo in vetrina perché rappresenta un bel dialogo e un buon confronto tra grande e piccolo (il titolo originale dell’albo è “Ce que papa m’a dit”), dove il bambino viene considerato, come ribadisce sempre Alain Serres, un interlocutore valido fin da subito. Ci piace perché alle domande fatte si risponde. Ci piace che stia in vetrina proprio oggi in cui sui social postate la vostra a proposito della circolare che impedisce ai ragazzi fino a 14 anni di percorrere da soli il tragitto casa-scuola; questo papà invece sospinge il suo bimbo nel mondo, gli dà una spinta per il momento con le parole, ma si intravede benissimo che non avrà remore a lasciargli andare la mano e a guardarlo da lontano.

Astrd Desbordes – Pauline Martin, Quando sarò grande, La Margherita 2017, 36 p., euro 12

Cani & gatti sotto la lente della scienza

6 Nov

cani-e-gattiRealizzato in occasione di Chiens & Chats L’expo realizzata  a Parigi tra aprile 2015 e febbraio 2016, ecco un approfondimento in grande formato per gli appassionati di cani e gatti. Costruito in maniera chiara e ordinata, riporta sulla sinistra un testo a tema e sulla destra un’illustrazione che strizza l’occhio sorridendo a quel che è appena stato riferito. Si passa dalla grammatica dell’abbaiare alle comunicazioni con la coda, dai retroscena delle passeggiate ai palati raffinati, affrontando anche la sessualità di cani e gatti, l’aggressività di questi animali e la loro socialità. Sicuramente una lettura interessante per chi vuole saperne di più e ha così la possibilità di affrontare l’argomento in modo tematico e di scoprire curiosità e particolarità delle bestiole con cui  condivide spazio e tempo. Tra l’altro il libro si prefigge anche di spiegare i comportamenti di cane e gatto, sfatando falsi miti e ricorrenti modi dire; un esempio su tutti: consideriamo pigro il gatto perché passa l’80% del tempo a dormire, ma in realtà ciò nasconde valide ragioni biologiche…

Il blog dell’illustratore.

Antonio Fischetti – ill. Sébastien Mourrain, Cani & gatti sotto la lente della scienza, Editoriale Scienza 2016, 64 p., eurofinalmente-ho-un-cane 16,90

Accompagniamo la segnalazione con quella di un altro testo dedicato ai lettori più piccoli e ai cani, che parte proprio da una situazione conosciuta a molti: la richiesta ripetuta di poter avere un cane. L’albo Finalmente ho un cane, di Amanda McCardie e Salvatore Rubbino, edito da La Margherita (48 p., euro 12,50), procede su due piani: uno narrativo in cui la protagonista racconta dell’arrivo in famiglia del cucciolo Teo, e uno didascalico che fornisce brevi informazioni su come trattare il cane e come rapportarsi con lui.

La maestra è una marziana?

21 Ott

maestra è una marzianaUn albo che è una camminata e che si sviluppa dunque in una sorta di continuo nel panorama cittadino tra marciapiedi, scale, parchi, fermate di metropolitana e negozi. A tratti però il paesaggio si fa più scuro ed ecco apparire Via dei gatti neri, Viale oscuro, Strada stregata: tutto dipende dai bambini che stanno percorrendo la strada verso la scuola, nel primo giorno del nuovo anno scolastico. Due bambine, a cui se ne aggiungono altre cammin facendo, parlano della nuova maestra e cominciano ad elencare le informazioni raccolte: tra sentito dire, cattive interpretazioni e solito ingigantirsi delle notizie che passano di bocca in bocca, l’insegnante viene ritratta come un mostro, una strega dai poteri soprannaturali, un’aliena affamata; lo sfondo rimanda piedi di orchessa, incredibili corna, alieni vari. Dietro di loro cammina Marco, un po’ isolato, fuori dal gruppo, che cerca di dire la sua (voce fuori dal coro ad ogni doppia pagina) , lasciato in diparte dalle femmine. Proprio lui però ne sa più di tutti e sta semplicemente cercando di dire che la nuova insegnante non sarà affatto come se la immaginano, ma anzi molto peggio. Perché non è una maestra…

Il testo è scritto in stampatello maiuscolo e in forma di fumetti che riproducono il dialogo tra i bambini. Non c’è quindi alcuna descrizione della situazione che è lasciata ovviamente all’illustrazione del contesto in cui si muovono, alle loro facce, alle loro espressioni.

Il blog di Escoffier. Il sito di Lefèvre.

Michael Escoffier – Clément Lefèvre, La maestra è una marziana?, La Margherita 2015, 32 p., euro 14

Cappuccetto e il viaggio in autobus

8 Set

cappuccetto autobusMarianne Dubuc, illustratrice dal tratto delicato ma riconoscibile, torna con una declinazione di Cappuccetto, albo illustrato, quasi silent-book. La narrazione, favorita anche dal formato del libro, è cinematografica e consente di organizzare una lettura da proporre anche a un gruppo nutrito di bambini. Il momento del distacco dalla mamma e la prima esperienza di un viaggio in solitudine sono, apparentemente, descritti con leggerezza, quasi con distacco.

Alcuni topoi (il cesto della merenda e la mantella) e una narrazione che si preoccupa di descrivere la sequenzialità del tempo e dello spazio, introducendo diversi personaggi (animali umanizzati) all’interno dell’abitacolo. Ci sono “comparse” che scendono subito, altri che resteranno fino alla fine e nuovi arrivi in corso. Alcuni animali si muovono molto (le talpe), altri sembra dormano sempre (la tartaruga e il bradipo). Dai finestrini, il paesaggio cambia e il bosco si infittisce.

Sale una famiglia di lupi. Ma il lupo più giovane fa amicizia con la bambina protagonista; condividono la merenda messa a disposizione da lei. Poi l’autobus entra in galleria e succede qualcosa. Il lupo scende, la bimba gli grida dietro il suo indirizzo, la promessa del rivedersi.

E’ con la luce che troviamo un nuovo personaggio e una nuova, impercettibile inquietudine. L’autobus si riempie, poi, verso la fine è quasi deserto e la storia si avvia, lentamente, verso la conclusione.

Possiamo leggere questo libro come un albo che sollecita l’osservazione dei particolari, la scoperta dei cambiamenti, il nominare diverse situazioni. Ma possiamo anche vedervi una delicata metafora onirica, una narrazione molto più sofisticata di quella che appare in superficie.

Possiamo giocare o farci portare in giro dall’autobus in territori sconosciuti, dove Cappuccetto non è quella a noi nota, il lupo tanto meno.

Il sito dell’illustratrice e il suo blog.

Marianne Dubuc, Cappuccetto e il viaggio in autobus, La Margherita 2015, 40 p., euro 14

Grande, Medio e Piccolo

25 Feb

Più riguardo a Grande, medio e piccoloLasciatevi incantare dalle illustrazioni di questo albo che dice quanto spesso le proporzioni debbano essere sproporzionate per essere giusta. C’è un albero fiorito che fa primavera (potrebbe essere un pruno bianco oppure un melo dai fiori leggeri o forse un ciliegio, magari selvatico) che ci aiuta a capire le dimensioni di oggetti e personaggi e che si fa grande o piccolo nelle illustrazioni a seconda di ciò a cui è avvicinato.

I protagonisti sono tre amici: uno minuscolo, uno a metà e uno alto. Anche le loro case e le loro coperte sono proporzionate, ma non come il lettore si aspetterebbe: infatti Piccolo vive in una casa gigantesca in cui ospita per la notte Medio che nella sua piccola casa alleva farfalle, mentre Grande vive in una casa media dove non fa mai freddo (e la coperta piccola quindi gli serve come berretto). I peluche invece sono una cosa seria: a ciascuno il suo e della debita misura! la luna poi è una sola e un grande + un medio + un piccolo fanno l’altezza esatta per arrivare a donarle un fiore.

Poesia e bellezza nelle illustrazioni dai particolari nascosti: un acquario nel caminetto, panni ad asciugare, fiori-farfalle (o farfalle-fiori?).

Il blog dell’autrice.

Célia Chauffrey – Alice Brière-Haquet, Grande, Medio e Piccolo, La Margherita 2012, 28 p., euro 14

Che fatica mettere a letto… papà!

13 Apr

Il lungo rituale dell’andare a nanna: una storia, due storie, ancora una, un sorso d’acqua, un bacio, la lucina accesa, una finta lacrima, un tentativo di infilarsi ne letto altrui. Insomma, “è parecchio stancante” dice la voce che racconta. La voce di un bambino che tenta di mettere a letto il suo papà, grande e forte, ma che non si riesce a convencere che deve fre tanta nanna per essere in forma il giorno dopo. Così si ribalta il gioco delle parti e, in questo divertente albo, è il papà a fare capricci e piroette, moine e tentativi stucchevoli pur di non andare a dormire. Il bambino prova tutti i toni, dall’autoritario al comprensivo, per poi convencersi a vegliare e a tenere la luce del corridoio accesa finché il babbo non crolla definitivamente a letto…

Il blog di Coralie Saudo. E quello di Kris Di Giacomo (di cui mi piace tanto il Loup Tralala per Kaléidoskope)

Coralie Saudo – Kris Di Giacomo, Che fatica mettere a letto… papà!, La Margherita 2012, 30 p., euro 14

Il signor senzatesta

6 Feb

La Margherita traduce in questo inizio anno, insieme agli albi di Janik Coat, un altro mio libro del cuore, premiato lo scorso anno col Bologna Ragazzi Award per l’Opera Prima e il Prix Premier Album a Montreuil. Il signor senzatesta di Ghislaine Herbéra nella versione originale è un signor cent têtes che si alza la mattina con il pensiero fisso dell’appuntamento serale e cammina, addormentato e un po’ bradipesco, fino a una cabina armadio degna di una fashion victim, piena al soffitto di cappelliere tonde di tutti i colori e di tutte le dimensioni. In un’agitata sfilata, comincia a provarsi ogni testa possibile e il libro diventa allora un pretesto per farci fare un giro del mondo tra le maschere usate nelle varie tradizioni, elencate poi nelle pagine finali con indicazione della provenienza, dalle maschere della commedia dell’arte a quelle del teatro giapponese, dalle maschere messicane indossate il giorno dei morti alle espressioni degli idoli: una sfilata di colori, forme, fogge e un suggerimento a saperne di più. Queste maschere danno al signor senzatesta la possibilità di far sfilare nel tempo di una giornata tutta la gamma di emozioni: si fa timido, arrosisce, si sente ridicolo, poi si offende, fa il broncio e fa le bizze e poi scoppia e dice anche le cose che non vuol dire, piange e ha paura, si sente solo e poi vola con la fantasia e torna simpatico, sorride e ride leggero e finalmente la porta si apre e non importa che testa ha indosso. L’autrice ci fa fare il giro delle emozioni e degli stati d’animo che proviamo in un albo che è di una ricchezza semplice, dicendo sotto sotto che a volte gli stati d’animo sono come le maschere… basta il gesto della mano e li possiamo buttare via, cambiare e tornare calmi e ridere.

Al signor senzatesta che conosco io, che spesso perde non solo la testa ma anche i maglioni, la strada e qualche volta pure la voce, che ha alcune cappelliere piene di musi e parecchie piene di sorrisi, regalerei un mascherone di quelli di queste valli alpine, una piccola collezione di tètes coupées, per essere libero di farci sotto tutte le facce che vuole, anche quelle che fa più fatica a lasciar vedere, a patto che mi ci lasci sbirciare.

Ghislaine Herbéra, Il signor senzatesta, La Margherita 2012, 116 p., euro 18

Il carnevale degli animali

1 Feb

Il carnevale degli animali non è questa volta una qualche versione illustrata dell’opera di Camille Saint-Saëns, ma un simpatico quadrotto cartonato (un po’ spesso e un po’ pesante, a dire il vero, per le manine del piccolo lettore a cui è rivolto) in cui tutti gli abitanti del bosco e dintorni vengono invitati a una festa di carnevale. Maschera obbligatoria, inutile dirlo. Così ognuno cerca un travestimento adatto e pagina dopo pagina cadiamo in una catena che va – di travestimento in travestimento – dal leone all’ornitorinco passando per Cappuccetto rosso, l’orsetto lavatore e l’armadillo. Simpatiche trasformazioni, col testo che segue in alcuni casi il mascheramento: si fa ondulato col serpente a sonagli, a testa in giù col pipistrello, a strisce con la zebra. C’è anche chi non si maschera perché è un po’ tonto e chi non si maschera perchè… è già buffo così!

Per divertirsi sfogliando. Qui il sito di Marianne Dubuc con sfilata in maschera.

Marianne Dubuc, Il carnevale degli animali, La Margherita edizioni 2011, euro 12,50.