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La grande fuga

19 Mag

la-grande-fuga-starkEssendo un grande autore, un autore che conosce bene i suoi lettori e che sa costruire storie in cui possono specchiarsi grazie anche alla profonda leggerezza dell’ironia, Ulf Stark non li lascia soli: anche se lui non c’è più, ecco un romanzo che esce postumo e che ancora una volta vede il piccolo Ulf farsi carico di dire com’è la vita.

Il nonno Gottfrid, ben noto per il caratteraccio, è in ospedale, non fa che lamentarsi, insulta chiunque gli passi a tiro e nessuno lo sopporta: persino suo figlio, il padre di Ulf, si rifiuta di andarlo a trovare. Il nonno dovrebbe fare attenzione al cuore, stare a riposo e guardar scorrere le giornate; lui invece ha un solo desiderio: tornare nella sua casa sull’isola dove ha vissuto felicemente con la nonna, morta da tempo. Allora Ulf si erge a paladino del sogno del nonno: intesse una fitta rete di bugie, organizza un piano meticoloso, ingaggia il giovane amico panettiere come autista e parte per l’avventura con il nonno. Non si nasconde nulla: le domande che frullano in testa (ma la nonna è in cielo? E come sarebbe questo aldilà?), le parole e i loro significati che possono autare a dir bene la vita, il dolore fisico (il nonno fatica e arranca) e quello dell’animo, l’avvicinarsi della morte, la bellezza di far felice qualcuno.

Ancora una volta Stark riesce con luminosa grazia a fermare sulla pagina ogni sfaccettatura di quel prisma che è la vita: parla di libertà di scegliere, di felicità, di necessità di accettare e di trovare un proprio modo per vivere anche la morte, anche il distacco. Dice dell’importanza che hanno il prendere parte, le grandi fughe da complici e i piccoli gesti; dice della bellezza che sta nella parola “melangolo”, di quanto sia meraviglioso essere ammaliato da qualcuno e dell’indicibile potere magico che può avere un barattolo di composta di mirtilli rossi.

Valore aggiunto: le illustrazioni di Kitty Crowther che accompagnano il testo con la medesima poesia utilizzata dall’autore.

Ulf Stark – ill. Kitti Crowther, La grande fuga (trad. Laura Cangemi), Iperborea 2020, 154 p., euro 12

Mentre tutti dormono

24 Nov

mentre tutti dormonoAnche questa notte, per la prima volta in questi mesi, è stata una notte gelida e scintillante di stelle. Nelle valli la neve è bassa e le persone sono rintanate al caldo nelle loro case, esattamente come si legge nelle prime righe di questo albo che subito rimanda a un’atmosfera da leggenda. Ecco che Astrid Lindgren fa apparire un tomte, un piccolo gnomo guardiano di una vecchia fattoria, che vive in un angolo del fienile da cui esce solo quando tutti dormono. Ecco che lo gnomo e con lui la fattoria e la natura assopite appaiono nelle immagini di Kitty Crowther per regalare una breve storia senza tempo; ecco la faccia, il berretto rosso, gli zoccoli e la lanterna dell’omino di cui tutti conoscono l’esistenza senza averlo mai visto.

Mi piace pensare che questo sia un albo da leggere mentre fuori nevica, il fuoco scoppietta, lasciandosi cullare dalla bellezza curiosa di sapere che quando si dorme c’è qualcuno che veglia; proprio questo infatti fa il piccolo vecchissimo gnomo che passa attraverso ambienti e stanze e rassicura gli animali, usando la sua lingua semplice e silenziosa, la lingua degli gnomi che tutti possono capire. Mucche, cavalli, pecore, galline, cane e gatti, mentre gli umani dormono. A ciascuno lo gnomo, in un ritornello che dà cadenza e ritmo alla lettura, ricorda gli inverni e le estate che nei suoi tanti anni ha visto passare, rassicura del ritorno della primavera e poi, saggiamente , si mette anche lui sotto le coperta con un buon libro.

La struttura del racconto è circolare per cui, arrivati in fondo, il testo richiama in parte le parole iniziali e allora è facile ricominciare e rileggere ancora, dall’inizio.

Kitty Crowther ha vinto nel 2010 l’ALMA, Astrid Lindgren Memorial Award.

Astrid Lindgren & Kitty Crowther, Mentre tutti dormono (trad. di Roberta Colonna Dahlman), Il Gioco di Leggere 2015, 28 p., euro 15