Tag Archives: Kite

Il venditore di felicità

9 Giu

Tornano insieme le quattro mani di Davide Calì e Marco Somà per le edizioni Kite; a differenza dei precedenti – La regina delle rane e Il richiamo della palude –  questa volta il testo è più breve, ma inteso e parla ancora una volta di cosa mica da poco: la felicità. La vende e la consegna a domicilio il signor Piccione, dotato di un furgoncino scoppiettante e di uno zaino razzo per raggiungere più facilmente i suoi clienti. Somà ha infatti immaginato una galleria di ritratti di uccelli e un villaggio di case sospese ai rami degli alberi di una foresta. Ecco allora affacciarsi cinciallegre, fagiani, upupe, luì, storni e via così. C’è chi ne compra in quantità, chi in formato famiglia, chi può permettersi solo un piccolo barattolo, chi non ne vuole, chi finge che per principio sia un articolo che non interessa per poi correre a comprarne su internet. Finché un barattolo cade dal furgone, rotola ai piedi del signor Topo e svela il contenuto e l’inghippo: la felicità si annida già nelle case e nelle vite apparse tra le pagine, nelle pieghe del quotidiano, nelle piccole cose come si dice.

La felicità del lettore di questo albo sta nei particolari piccini e minuti che ancora una volta, come suo solito, Somà inserisce nei suoi disegni, nel mondo animale a cui dà vita, in questo caso con una ricerca architettonica che mette in fila stili diversi, ispirazioni liberty, decori alpini, virtuosismi a piani sovrapposti o in funivia!

Davide Calì e Marco Somà, Il venditore di felicità, Kite 2018, 36 p., euro 18

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Il richiamo della palude

29 Nov

richiamo-della-paludeBoris viene ritrovato vicino alla palude da un uomo e una donna che, non potendo avere figli, lo adottano e lo crescono, senza badare alle branchie, all’aspetto , alle differenze che ci possono essere. Boris cresce, impara cose, vive avventure e poi un giorno sente nostalgia; il vento porta un odore salmastro che sa di conosciuto e l’odore suscita domande: come sarebbe stato rimanere nella palude? Perché non lo hanno lasciato lì. Allora Boris parte seguendo la traccia profumata, fino a immergersi nella palude e a ridere insieme a chi gli somiglia, nell’aspetto fisico e nelle cose che piacciono. Questa è la sua famiglia? Oppure è quella in cui è cresciuto, di cui pian piano comincia a sentire mancanza?

Quanta somiglianza ci deve essere con le persone per voler loro bene? Quanto bene sta nel somigliarsi e quanto invece nell’amore incondizionato, che non chiede, che non fa paragoni, che supporta sussurrando felicità per la tua felicità?

Un testo che parla del voler bene, del senso di casa e di famiglia, del sentirsi davvero se stessi, delle legittime domande che ciascuno di noi affronta mentre cresce. Un albo in cui le immagini di Marco Somà, ricche come sempre di particolari, sfumature ed evocazioni, contribuiscono alla poesia, disegnando un mondo dove possiamo veder sotto la linea dell’acqua; un paesaggio autunnale di vento, foglie che volano e cieli lividi, dove i sussurri di speranza aiutano a far crescere radici: quelle salde del riconoscersi se stessi, di trovare propria forma e proprio posto; le radici di ognuno di noi, ben piantate nella certezza che c’è chi ci vede come siamo davvero e che di noi, di noi veri, è fiero.

Il sito di Davide Calì. Il blog di Marco Somà.

Davide Calì & Marco Somà, Il richiamo della palude, Kite 2016, 32 p., euro 16

Indovina chi viene a cena?

4 Mar

Indovina_chiQuesta storia me l’ha letta mia sorella al telefono, in una mattina piena di sole e di aria fredda, con l’abbraccio delle montagne bianche di neve all’orizzonte e il vocio di bambini che correvano nel cortile di una biblioteca. Quindi per me questa storia è principalmente una voce, una storia letta ad alta voce e direi che ben si accorda col suo finale.

La signora Olga è cieca e ogni sera condivide la cena con un ospite diverso, a volte anche con più d’uno. Ospiti usciti dai libri per venirsi ad accomodare alla sua tavola e raccontarle la loro storia o magari cercare rifugio. Sono omini di latta, cavalieri che si battono contro i mulini a vento, leoni, burattini, sirene, ragazzini ribelli, signori che da tanto tempo stanno su un albero. Personaggi che sono usciti dai libri per arrivare fin lì, accompagnati dalla voce di una bambina che sa che, anche se la signora Olga non ci vede, il suo udito è il migliore. Sentirebbe anche il fruscio della pagina che viene girata. Cosa di meglio quindi di andare in biblioteca a imparare storie da restituirle ogni sera ad alta voce?

Sfilano nelle aeree immagini di Eva Montanari i protagonisti di romanzi e racconti. Sfilano dalla cucina al tavolo del salotto. La signora Olga ha ceste di mele e ciotole di ciliegie, zuppe che cuociono piano piano e torte da tagliare a fette, chicchi di uva e melograni per augurare fortuna. La signora Olga ha orecchie che sanno ascoltare e che sanno riconoscere ogni passo diverso, ogni sfumatura dell’incedere che dice già di quell’ospite in arrivo…

Eva Montanari, Indovina chi viene a cena?, Kite 2013, 28 p., euro 16

Le paure di Gaia

17 Ott

Una paura, un imbarazzo, un disagio che non si sa come affrontare e che finiscono per condizionare lo stare con gli altri perché i bambini, quando vogliono, sanno essere anche impietosi nell’isolare i compagni. Questo è ciò che capita anche alla puzzola Gaia che si spaventa per una ghianda che cade all’improvviso, molla una puzzetta e, traumatizzata, inizia a avere paura di tutto (mollando continuamente puzzette, of course). Finché, un giorno, il mefitico odore mette in fuga la volpe che voleva assalire i compagni e Gaia diventa l’idolo della classe.

Una storia fatta di elementi semplici, ingredienti classici delle fiabe che ci consegna una di quelle narrazioni che ci aiutano a verbalizzare coi bambini il loro disagio e a provare a affrontarlo trasformando un apparente svantaggio in un punto di forza.

Zac Baldisserotto– ill. di Marco Trevisan, Le paure di Gaia, Kite, 2012,  24 p., 11,50 euro

Il mio migliore amico

13 Mag

“Quando ero piccola avevo un libro che parlava di una patata dolce. Mi piaceva e lo guardavo di continuo. Ci ho fantasticato molto sopra. Una volta ho anche disegnato una patata dolce, proprio come il bambino della storia e ho chiesto a mia mamma di cucinarla, per vedere se succedeva la stessa cosa del libro.”
Satoe Tone

20120513-200050.jpgLe storie di Satoe Tone, giovane e talentuosa autrice selezionata quest’anno alla mostra degli illustratori di Bologna, portano subito su una nuvola, in una dimensione fantastica che è radicalmente diversa dai mondi immaginari a cui siamo più o meno abituati.
Sarà perché le vicende si svolgono su infiniti prati di verzure umide e delicate, sarà perché sono popolate da uccellini teneri e ieratici, sarà perché l’autrice è giapponese, o perché i suoi personaggi hanno una devozione così grande da sembrare fiabeschi, fatto sta che i contorni delle sue storie appaiono sfumati e sfuggenti. In senso positivo. Forse anche per un bambino un certo senso di incompletezza e di mistero portano a desiderare di rileggere e rileggere un albo.
Voi non vorreste sapere perché un coniglio abita in una enorme mela? E perché adora mangiarne, con tanto di forchetta e coltello?
In Il mio migliore amico c’è un coniglio, un coniglio molto chic, che indossa dei pantaloni a pois e un papillon, che si imbatte in un uovo abbandonato. Lo porta a casa e lo adotta. Fa con lui ogni cosa, gli regala un cravattino, gli presenta i suoi amici, condivide con lui ogni pasto e vanno insieme anche a fare le passeggiate (il coniglio teme sempre che si rompa). La pacchia però dura appena un lampo perché la mamma riesce a convincere l’uovo che è ora di andare. E lui, un po’ crudele (?), volando via perde anche il papillon. Il coniglio, abbandonato, piange tutte le sue lacrime e cerca di rassegnarsi finché…

A voi che prima o poi sfoglierete le pagine del libro chiedo:
Come è fatta la sedia del coniglio che gli permette di sedersi malgrado la sua enorme coda?
Un amico che torna cambiato è lo stesso amico?
Bisogna sempre accettare un amico che ritorna?
Il coniglio si innamora di un uovo perché è un amico che può diventare qualsiasi cosa?
Il vostro bambino si innamorerebbe anche lui di un uovo un giorno di pioggia?
Sareste mai capaci di disegnare degli occhietti così piccoli ma così espressivi come quelli dei personaggi di Satoe Tone?

Buona lettura!

Il mio migliore amico, Satoe Tone, Kite Padova 2012, cartonato, 22×22 cm, 32 pp., euro 14,50
Della stessa autrice, Questo posso farlo, Kite Padova 2011, cartonato, 22×22 cm, 24 pp., euro 14
recensito qui.

Un’intervista a Satoe Tone di Davide Calì.

Il pentolino di Antonino

15 Dic

Al Pentolino di Antonino devo riconoscere il merito, tra le altre cose, di avermi introdotto al significato di resilienza in psicologia ovvero, in parole povere, avete presente quando diciamo che, dopo un’esperienza traumatica qualcosa si è rotto in noi? Bene, non tutto è perduto perchè spesso qualcuno si autoaggiusta.
Il pentolino di Antonino parla di questo: dell’universo affettivo e dei facilitatori che aiutano Antonino a uscire dal disagio. Lo fa attraverso una storia disegnata in maniera essenziale e delicata che riesce a caratterizzare personaggi e situazioni.
Antonino viene presentato come un bambino che trascina sempre con sè un pentolino che un giorno, chissà come e perchè, gli cade in testa. Allora tutto cambia e Antonino non è più come gli altri. Nonostante le sue buone qualità tutti vedono in lui solo l’anomalia del trascinarsi dietro un pentolino che ingombra e fa rumore. Così Antonino si arrabbia perchè “il pentolino gli complica la vita”. […] “Pochi si accorgono che Antonino deve faticare molto più degli altri per farcela” e la sua frustrazione non viene compresa, lui si mette il pentolino in testa per nascondersi e sparire e tutti si dimenticano di lui. Ma un giorno si avvicina a lui una donna che svela di avere anche lei in tasca un pentolino, solo più piccolo e meno ingombrante del suo e gli insegna come conviverci. Prima di lasciarlo gli dona una saccoccia, in cui mettere il pentolino non per nasconderlo ma per portarlo con più agio. Così Antonino riprende la sua vita in mezzo agli altri.

Al libro viene abbinato il Quaderno Pedagogico Educazione, pentolini e resilienza (a cura di Marco Ius e Paola Milani), uno strumento per insegnanti, educatori e genitori che propone un approccio teorico alla resilienza, un approfondimento sulle dimensioni del testo e delle attività pratiche da realizzare con i ragazzi e con gli adulti.
Isabelle Carrier, Il pentolino di Antonino, Kite edizioni 2011, 40 p., 16 euro. 

Il libro che vola

17 Nov

More about Il libro che vola

Aprire un libro – ci dice questa storia – è come aprire una finestra. Un finestra nella mente che accompagna verso il sogno. Il viaggio di un piccolo libro rosso, un libro sulla storia di Icaro e del suo desiderio di volare, che cade dalla cartella di Marion, viene preso da una gazza, letto dai suoi piccoli, vola con loro, finisce nel cesto di una mongolfiera e torna, a chiudere il cerchio, nelle mani della sua piccola proprietaria. Una storia che vola attraverso le magiche illustrazioni di Rébecca Dautremer.

Pierre Laury – Rébecca Dautremer, Il libro che vola (trad. di Marinella Barigazzi), Kite 2009, euro 15.