Tag Archives: Jutta Richter

La signora Lana e il profumo di cioccolato

17 Ott

Il nuovo romanzo di Jutta Richter è il primo di una trilogia che segue le avventure di due fratelli, Merle e Moritz, nel mondo dell’Incredibile alla ricerca della misteriosa signora Lana, in conflitto con i terribili Zannaguzza che vogliono rimpinzare i bambini di cioccolata per farli cadere in loro potere. Il mondo magico dell’Invisibile, dove i nani parlano in rima e le volpi d’argento danno una mano, non è sconosciuto ai bambini: il papà raccontava loro di Fanciullopoli (proprio come il papà dell’autrice le leggeva “I racconti di Fanciullopoli” di Hans Fallada) e quei racconti improvvisamente si ritrovano dietro la porta intagliata che una notte compare nella stanza al posto della solita porta bianca: è un attimo attraversarla e imemrgersi in un mondo magico, affascinante e pericoloso. Tutto succede però da quando la sera, visti i turni notturni della mamma in ospedale, i due fratelli sono affidati alle cure di una “dama di compagnia”, guarda caso la signora che possiede uno dei negozi della cittadina, misterioso quanto lei, e su cui girano voci terribili: il negozio nero di NUvaolana Wolkenstein inghiotte i bambini. Chi è davvero quella donna dagli occhi che cambano colore, dai golfini leggeri come intessuti di piume d’uccello, che sa esattamente a cosa pensa Merle e quali avventure stanno affrontando? Cosa sa del loro papà che da tempo non vive più con loro ma il cui programma radio ascoltano ogni sera rannicchiati sotto le coperte grazie a un ricevitore universale?

Con la consueta grazia, l’autrice costruisce un testo ritmato da ripetizioni che rendono perfetta la lettura ad alta voce, infila il mistero nel reale, parla del potere delle fiabe e del racconto (per fuggire ai nani i bambini devono ricordarsi come si comportavano i protagonisti delle fiabe che hanno ascoltato) e dice dela forza dei legami, in questo caso quello dei due bambini con un padre speciale, anche quando si nutrono di ricordi più che di presenza fisica.

Jutta Richter in video al recente Festival Tuttestorie a Cagliari.

Jutta Richter – ill. Gunter Mattei, La singora Lana e il profumo della cioccolata (trad. di Bice Rinaldi), Beisler 2019, 142 p., euro 14,90

La storia di Robert dai calzini rossi che si innamorò della strega

15 Giu

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Robert il carbonaio effettua volentieri consegne al numero 35 di via della Farmacia perché la signora Schlott ha sempre delle storie da raccontare e ciascuna legata a uno dei tanti oggetti che ha accumulato in casa. Quando vien fuori una collezione di calze, la signora Schlott comincia a narrare della strega che vive nel bosco, vicino alle tre querce, che raccoglie fiori e frutti in ogni stagione e che sferruzza calze di lana rosse convinta che facciano camminare molto più velocemente di quelle marroni. Sono rosse anche le calze che la vecchina regala a Robert, non tanto magiche quanto – dice – calze che aiutano a ricordare. Di sicuro fanno sognare e fanno un po’ di solletico e comunque spingono Robert ad addentrarsi nel bosco oltre i campi dell’azienda agricola per arrivare a una casetta dove una donna fa magie come frittelle ai mirtilli, corone di fiori, torte e temporali nel tentativo di riuscire prima o poi a vincere la bestia uggiosa della malinconia che deve essere ricacciata nello stagno.

Storia circolare dal sapore di fiaba, dove la magia sta dove non te lo aspetti, dove bisogna saper riconoscere la verità; storia che racchiude altre storie, della giusta misura per leggersela insieme ad alta voce in un incontro di lettura (mettete in cantiere per il prossimo anno scolastico!).

Il sito dell’autrice.

Jutta Richter – ill. di Jörg Mühle, La storia di Robert dai calzini rossi che si innamorò della strega (trad. di Alessandro Peroni), Salani, 88 p., euro 10, ebook euro 6,99

Io sono soltanto un cane

23 Apr

Più riguardo a Io sono soltanto un cane

Permettete che mi presenti? Mi chiamo Brendon e vengo dall’Ungheria. Antica razza di cani pastori.

La stagione canina nella letteratura per ragazzi continua dall’autunno e propone questa volta – con un titolo davvero troppo simile al romanzo di Michael G. Bauer – un testo di Jutta Richter dove la voce narrante è quella di Anton, anzi di Brendon, cane pastore arrivato dal’Ungheria e adottato al canile dalla famiglia che gli ha cambiato nome. 

Con ironia, Anton racconta: i membri della sua nuova famiglia, la gatta con cui condivide gli spazi, la scuola dove lo addestrano per farne un buon cane, le passeggiate, le risate sotto il tavolo con la piccola bambina di casa, la volta in cui ha divorato un’oca arrosto e quella in cui ha assaggiato una scarpa, l’Ungheria e il lavoro dei cani pastore così come glieli ha raccontati lo zio Ferenc.

Dice che i cani sanno piangere e ridere; che si accorgono quando li inganni col rumore del cibo che poi viene negato; che avere a che fare con gli umani non è proprio come radunare un gregge di pecore racka.

Un libro che vola via in un attimo e che di sicuro piacerà ai lettori della scuola primaria.

Il sito di Jutta Richter.

Jutta Richter – illustrazioni di Hildegard Muller, Io sono soltanto un cane (trad. di Bice Rinaldi), Beisler 2013, 91 p., euro 10

Dio, l’uomo, la donna e il gatto

30 Giu

Jutta Richter ci racconta il momento della Creazione del mondo e dell’uomo e la vicenda di Adamo ed Eva con gli occhi di un gatto, un gatto dalle sette vite che insieme al cane ha seguito i due umani nel momento in cui Dio li ha cacciati dal giardino. Un gatto che, in cambio delle sue sette vite, non può parlare e quindi conforta Adamo con la sua presenza, con le fusa e intanto guarda e osserva e riflette su tutto quello che gli uomini fanno e che un gatto non riesce proprio a comprendere. Attraverso i suoi racconti, vediamo i giorni delle Creazione, con Dio che si diverte a creare gli opposti (perché dove ci sono i contrari non ci si può annoiare), si compiace di quanto ha fatto, ha in mente così tante idee che manco può addormentarsi. Fino al sesto giorno, quando crea Adamo a sua immagine e lo fa giardiniere del Paradiso Terrestre, di quella terra rigogliosa dove trovano posto un giardino, un orto, un frutteto e un giardino zoologico: quattro parti diverse, ognuna bella a modo suo. Adamo pianta, cura, ride con Dio mentre inventano nomi per le nuove varietà di frutta, guarda il passare delle stagioni, ciba i pavoni e le galline e sogna. E più sogna più cresce lo struggimento finché non trova Eva, che si meraviglia per ogni cosa, che riempie l’aria di profumo di torta di mele, che è come pioggia dopo lunga siccità, che rende le sue giornate piene di una felicità che non lo lascia dormire. E lo sguardo del gatto ci restituisce la mela mangiata metà per uno, la cacciata, la fatica, la nascita di Caino e Abele, le preferenze, l’ira, la rabbia che manda in pezzi, la mancanza di cura, la mancanza di ascolto. E tutto precipita. Gli uomini, dice il gatto, sono fatti così. Dicono sempre che non volevano. ma prima fanno quello che non vogliono fare, e questo nessun gatto al mondo riuscirà mai a capirlo…

Ancora una volta leggo Jutta Richter (Richter, e non Bauer come sul risvolto di copertina!), mi incanto sulla sua prosa e poi mi chiedo però a chi darei da leggere questo libro, questi pensieri di Adamo che parla con la luna. Non lo so, intanto però ne approfitto per ricordarvi che l’autrice sarà tra i protagonisti dell’ottava edizione de L’Isola delle storie, il festival di letteratura che si tiene a Gavoi dal 1° al 3 luglio: tanti ospiti, tanti libri, ma soprattutto prologo stasera con Paolo Fresu 🙂

Jutta Richter, Dio, l’uomo, la donna e il gatto (trad. di Alessandro peroni), Salani 2011, 83 p., euro 9