Tag Archives: Jorg Muhle

L’ultima pecora

7 Dic

Vi ricordate l’esilarante L’arca parte alle otto, pubblicato nel 2010 da Rizzoli? La coppia di autori, Ulrich Hub al testo e Jörg Mühle alle illustrazioni, torna con una nuova storia altrettanto divertente. Anche questa volta, come già nel precedente in cui si faceva riferimento all’arca di Noé, è necessario avere qualche nozione in tema: si parla infatti della nascita di Gesù bambino dal punto di vista di un gruppo di pecore che si ritrova in piena notte senza pastori, a quanto pare partiti di gran carriera in seguito a un fenomenale annuncio. Anche le pecore decidono di partire: si delinea così un’esilarante avventura dove i singoli animali sono tratteggiati con caratteristiche proprie e ruoli precisi (imperdibile la pecora che ha l’apparecchio ai denti e porta fiera la scatoletta al collo, quasi fosse la fiaschetta del San Bernardo! E imperdibile pure il momento in cui concede alle altre di provarlo…) nel tentativo di arrivare tutte insieme alla meta. Incontrano altri animali, incappano in pericoli, rischiano, ma si aspettano. E poi fraintendono: sono convinte di dover cercare una bambina e quindi il lettore che ha opportuni riferimenti potrà divertirsi sulla parodia fatta dall’autore.
Come il precedente, sembra perfetto per la lettura ad alta voce, specie in questo periodo di avvicinamento al Natale. Anche questo testo, come il precedente, è diventato una pièce teatrale in lingua tedesca.

Ulrich Hub – Jörg Mühle, L’ultima pecora (trad. di Alessandra Valtieri), Lapis 2019, 69 p., euro 13

La storia di Robert dai calzini rossi che si innamorò della strega

15 Giu

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Robert il carbonaio effettua volentieri consegne al numero 35 di via della Farmacia perché la signora Schlott ha sempre delle storie da raccontare e ciascuna legata a uno dei tanti oggetti che ha accumulato in casa. Quando vien fuori una collezione di calze, la signora Schlott comincia a narrare della strega che vive nel bosco, vicino alle tre querce, che raccoglie fiori e frutti in ogni stagione e che sferruzza calze di lana rosse convinta che facciano camminare molto più velocemente di quelle marroni. Sono rosse anche le calze che la vecchina regala a Robert, non tanto magiche quanto – dice – calze che aiutano a ricordare. Di sicuro fanno sognare e fanno un po’ di solletico e comunque spingono Robert ad addentrarsi nel bosco oltre i campi dell’azienda agricola per arrivare a una casetta dove una donna fa magie come frittelle ai mirtilli, corone di fiori, torte e temporali nel tentativo di riuscire prima o poi a vincere la bestia uggiosa della malinconia che deve essere ricacciata nello stagno.

Storia circolare dal sapore di fiaba, dove la magia sta dove non te lo aspetti, dove bisogna saper riconoscere la verità; storia che racchiude altre storie, della giusta misura per leggersela insieme ad alta voce in un incontro di lettura (mettete in cantiere per il prossimo anno scolastico!).

Il sito dell’autrice.

Jutta Richter – ill. di Jörg Mühle, La storia di Robert dai calzini rossi che si innamorò della strega (trad. di Alessandro Peroni), Salani, 88 p., euro 10, ebook euro 6,99

L’arca parte alle otto

30 Dic

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Da qualche parte sulla Terra c’è un luogo dove tutto è ghiaccio e neve. Ovunque ti volti, vedi solo neve e ghiaccio e ghiaccio e neve e neve e ghiaccio. Se guardi meglio, nella neve e nel ghiaccio scorgi tre piccole sagome che se ne stanno strette l’una all’altra e contemplano il paesaggio. Ovunque si voltino, vedono solo ghiaccio e neve e neve e ghiaccio e ghiaccio e neve.

Le sagome sono quelle di tre pinguini che stanno discutendo dell’esistenza di Dio, visto che il più piccolo si è appena seduto su una farfalla, probabilmente l’ha uccisa e ora verrà punito da Dio. I più grandi sostengono che Dio è potente, ha inventato un mucchio di regole, ha un udito finissimo, una vista acutissima e una memoria di ferro. Così litigano e il più piccolo si allontana. Intanto arriva una colomba bianca ad annunciare il diluvio universale e ad offrire due biglietti non rimborsabili, posti in piedi, solo trasporto, ai due pinguini. I quali, fatti i bagagli, non se la sentono di abbandonare il loro amico e lo nascondono nella valigia. Comincia così un esilarante viaggio verso la salvezza dove il pinguino più piccolo arriva addirittura a fingersi Dio per ingannare la colomba. Finito il diluvio, siccome tutti gli animali devono scendere a coppie dall’arca e la colomba è da sola e i pinguini viaggiano in pacchetto da tre, troveranno una fantastica soluzione per presentarsi a Noè. Non solo la storia, ma anche le illustrazioni ne fanno un testo comico da leggere insieme. Piccolo, divertente racconto pluripremiato: in Francia ha ottenuto nel 2009 il Prix Sorcières delle librerie indipendenti per ragazzi e il Prix Tam Tam Jeunesse. In Germania il premio per la miglior sceneggiatura radiofonica e per il miglior testo teatrale per ragazzi. Eccone un assaggio:

Ulrich Hub e Jorg Muhle, L’arca parte alle otto. L’esistenza di Dio spiegata da tre pinguini (trad. di Bérénice Capatti), Rizzoli 2010, 86 p., euro 10.