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Su nel cielo con gli uccelli

14 Gen

I talenti di Yeoman e Blake si uniscono ancora una volta per dar vita a un albo di giusta misura per essere guardato inzieme e condiviso nella lettura ad alta voce che prova a dare una spiegazione al come gli uccelli volino in cielo.

Un tempo, “molto prima che tu nascessi” dicono gli autori al lettore”, gli uccelli impararono a volare grazie alla famiglia Volavia che abitava in una piccola città e si trovava sempre tra i piedi questi uccelli ficcanaso: non solo intralciavano il traffico o beccavano le gomme delle bici, ma si infilavano in casa, curiosi, appena c’era una porta aperta e, trovando particolarmente confortevole casa Volavia, si accomodavano. Risultato: piume dappertutto, poca concentrazione e guai di vario genere. Fino al giorno in cui il papà Volavia decide di costruire un’Aero-bici perché gli umani possano spiccare il volo e lasciare la strada agli uccelli. Il giorno in cui la famiglia prova la novità, sollevata grazie a palloncini colorati, sarà mica che gli uccelli stanno a guardare: ecco allora che Blake regala ai lettori un cielo punteggiato da volatili, ciascuno ancorato al suo palloncino e poi incredibilmente consapevole di poter battere le ali e volare. Quando le bestiole si accorgono di quel che san fare, Yeoman regala loro una riga di poesia: “Il suono di quell’estasi cinguettante era assordante”.

Un bell’albo anche per imparare a nominare i volatili, a riconoscere le diversità e magari incuriosirsi al loro mondo. Allora si potrà approfondire con Uccelli dal mondo di Robert Hunet, edito da Editoriale Sceinza nella collana I suoni della natura: approfondimenti e notizie corredate da canti e richiami di oltre 60 uccelli da ascoltare premendo gli appositi tasti.

John Yeoman – Quentin Blake, Su nel cielo con gli uccelli ( trad. di Maria Pia Secciani), Clichy 2018, 36 p., euro 17

Il picnic acquatico dell’Orso

11 Dic

0096_Il_picnic_acquatico_dell'orsoTorna l’orso che nel precedente albo della collana di albi illustrati “Le piume” di Camelozampa accoglieva con gentilezza gli altri animali nel suo rifugio invernale. Questa volta è alle prese con un picnic che però – tanto per far semplici le cose – si svolge in mezzo al lago. Un posto ideale, secondo l’orso, che ha portato del cibo speciale e gradito per ognuno degli amici animali e persino i tovaglioli da annodarsi al collo. Non fosse che la zattera su cui sene stanno comodi comodi si incaglia: Ma per fortuna ci sono le rane ad aiutare, e poi un favo e le mosche e… gnam gnam, finisce bene se si mangia tutti insieme!

Un altro cartonato da mettere in mano anche ai piccoli lettori che, diventati autonomi, possono leggersi da soli una storia accompagnata da splendide illustrazioni.

Sempre il sito di Yeoman e il sito di Blake.

John Yeoman – Quentin Blake, Il picnic acquatico dell’orso (trad. di Sara Saorin), Camelozampa 2013, 32 p., euro 15

La casa invernale dell’orso

26 Ott

0095_La_casa_invernale_dell'orsoCambio di stagione: l’estate lascia il posto all’autunno, nel bosco cadono le prime foglie, funghi che spuntano qua e là e un indaffaratissimo orso raccoglie rami e muschio per seguire passo a passo il progetto che gli garantirà un letargo tranquillo e senza spifferi. La gallina, il maiale, lo scoiattolo e il riccio lo interrogano, ma non lo aiutano, gli danno dello stupido, salvo poi chiedergli asilo e riparo quando il vento dell’inverno comincia a soffiare e l’umidità a farsi sentire. Però loro non sono animali da letargo: vogliono giocare a mosca cieca e a “caccia al favo”, fare festa, cantare., farsi spazio dove spazio poco ce n’è, date le dimensioni della tana. Insomma si divertono ai loro ritmi, mentre l’orso sbadiglia e accumula sonno arretrato.

Versione de “la gallina rossa” in salsa invernale di letargo, dove tutti domandano, fanno i curiosi e poi accorrono al caldo profittando della gentilezza dell’orso.

Questo libro è stato pubblicato per la prima volta in Gran Bretagna nel 1969!

Il sito di Yeoman e il sito di Blake.

John Yeoman – Quentin Blake, La casa invernale dell’orso (trad. di Sara Saorin), Camelozampa 2013, 32 p., euro 15

Lavandaie scatenate

18 Mag

Nel 1985 la Bibliografica pubblicò La bibliotecaria rapita che lessi per caso (perché la stramba protagonista portava l’unico nome di battesimo che avrei voluto se non mi avessero dato quello che porto) scovandolo tra gli scaffali delle letture brevi della biblioteca e che poi sfogliai fino a saperne a menadito la storia. Per me quel libro era però un libro di Quentin Blake perché, pur leggendo in copertina che la storia l’aveva scritta Margaret Mahy, erano le immagini a farmi perdere. Così le illustrazioni di Blake cominciarono ad arrivare in casa in libri in francese e inglese e tra loro anche La révolte des lavandières, che oggi è tradotto in italiano nel suo matto turbinio di ribellione femminile.

Sette lavandaie decidono di ribellarsi, istigate dal filo di voce della più anziana tra di loro (Ma perché non ce ne andiamo e basta?) alla montagna di panni da lavare e al proprietario della lavanderia, il signor Ubaldo Manichestrette. La libertà ritrovata si trasforma ben presto in una frenesia di vita e di “liberi tutti!” che travolge ogni cosa al passaggio. Installate su un carretto condotto dalla capra di nome Lisistrata (!) attraversano i vilaggi scatenate, seminando fango, scompiglio e panico, rubando le mele dagli alberi e facendo suonare a festa tutte le campane. La gente terrorizzata chiede aiuto a sette taglialegna che si imbruttiscono, si anneriscono, si travestono pensando di incutere paura alle sette libertarie. Hanno però sottovalutato le ragazze in fuga…

Un turbinio di vitalità e di ribellione contagioso (e poi la lavandaia numero quattro non vi ricorda irrimediabilmente Costanza Gentilucci?!?).

Il sito di John Yeoman e quello di Quentin Blake.

John Yeoman – Quentin Blake, Lavandaie scatenate (trad. di Luigi Berio), Cult 2012, 36 p., euro 12