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Colpa delle stelle

15 Ott

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Premessa: non credo di essere la persona adatta a parlare di questo libro con una certa obiettività. Le granate (anche quando sono in pace con la loro storia) non possono essere molto obiettive e scovano i piccoli particolari che rendono quella storia diversa ai loro occhi rispetto alle letture altrui. Quindi sono molto curiosa di sapere le impressioni di chi leggerà questo libro, che fondamentalmente racconta una storia d’amore.

Ragazza bellissima coi capelli da folletto disprezza l’autorità e non riesce a evitare di innamorarsi di un ragazzo pur sapendo che le porterà solo dei guai. è la tua autobiografia, per quel che ne so.

Potrebbe essere l’autobiografia di milioni di lettori. Augustus è ironico, travolgente e va pazzo per The Price of Daw (il videogioco, ma anche la sua versione romanzata). Hazel Grace è una solitaria che legge e rilegge lo stesso libro (che peraltro non ha una fine vera e propria), fuori sincrono rispetto ai suoi coetanei e che secondo sua madre si meriterebbe una vita e  più amici. Ma Gus e Hazel non sono esattamente come milioni di lettori: si incontrano in un gruppo di supporto il cui numero di membri varia ogni mercoledì. E la variazione è una conseguenza collaterale del morire. Perché tutti i ragazzi che vi si incontrano sono malati di cancro, in forme e a stadi differenti. Hazel è una sorta di miracolata: tenuta in vita da un farmaco sperimentale, gira trascinandosi dietro la bombola dell’ossigeno. Gus ha subito l’amputazione di una gamba per un osteosarcoma. Il loro sguardo sulla vita è divertente,  spesso tagliente e spietato come può esserlo quello di chi non ha nulla da perdere e si sente in una posizione diversa rispetto a chi gli sta intorno. La storia d’amore che vivono è forte e assoluta, sospinta dalla certezza di Gus che cerca di spiegare alla ragazza che non è tenendolo lontano che cambierà quello che lui prova per lei. Una storia in cui ridono molto, in cui fanno cose normalissime e cose folli, in cui si giocano un Premio Cancro per inseguire il sogno di raggiungere ad Amsterdam l’assurdo autore della storia senza finale per chiedergliene conto.

La loro storia brilla, eppure continuo a chiedermi quale sia il vero motivo che ha fatto sì che questo libro scalasse delle classifiche ancora prima di essere messo in vendita, semplicemente grazie alle prenotazioni sul blog dell’autore. E mi viene il dubbio che la forza tragica della malattia dei protagonisti abbia il suo peso.  Il libro ha passi molto belli (come l’annuncio scritto per regalare un’altalena; come la scena in cui Hazel risponde alle precise domande di una bambina sull’utilità del sondino che porta nel naso e che davvero dà la misura di come è semplice il piacere di dire cose vere) e dice – in semplicità qualcosa di essenziale, affidato alle parole di Hazel nelle ultime righe: a me piacciono le mie scelte.

Però la forza assoluta di Cercando Alaska è un’altra cosa, forse impareggiabile; sicuramente indimenticabile.

Una cosa sola, John Green: ok, è una storia inventata; non cercheremo legami con fatti reali; non faremo supposizioni. Però il fatto che tu senta la necessità di scriverlo e di ripeterlo, ecco, qualche domanda poi la suscita.

Il blog di John Green, dove l’autore risponde a qualche domanda a proposito del libro. Questa è la fondazione nata dalla storia di Esther Earl, a cui il libro è dedicato.

John Green, Colpa delle stelle (trad. di Giorgia Grilli), Rizzoli 2012, 347 p., euro 16.

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Will ti presento Will

9 Mag

More about Will ti presento WillNon ho mai saputo prima cosa volesse dire volere qualcuno… non volerci fare qualcosa, ma volere proprio quella persona. Adesso lo so. Quindi forse credo nelle epifanie.

Devo confessare che ho impiegato alcune pagine per entrare nel meccanismo del romanzo e  mettere a fuoco i due personaggi che alternano la loro voce in questa storia: perché effettivamente i capitoli si succedono come fossero la storia di una stessa persona e perché i due si chiamano entrambi Will Grayson (gran bella pensata, ma era poi così necessaria o più un vezzo degli autori?). Il primo Will Grayson che incontriamo (quello dei capitoli dispari, quello che scrive ordinatamente in prima persona) ha due genitori molto impegnati, un amico fin dalle elementari che si chiama Tiny Cooper e che è gigantesco, gay e onnipresente con la sua personalità e i suoi problemi e i suoi innamoramenti fulminei. Will si sente spesso il piano B, il ripiego per quando Tiny non ha altri programmi, un “grande non”. Will si è dato due regole fondamentali che secondo lui preservano dalle cose brutte: 1. Fregatene 2. Stai zitto. Il secondo Will (quello dei capitoli pari e del flusso di pensieri rovesciato sulla pagina così come esce direttamente dal suo cervello) abita con sua madre, sostiene di vivere indeciso tra ammazzare se stesso e chi gli sta attorno e vede costantemente tutto nero. Non ha amici, non ha programmi e non ne vuole, pensa che le cose non potranno mai cambiare.  L’unico suo appiglio al mondo è un amico conosciuto via internet di cui è follemente innmorato e che scoprirà non esser altro che l’invenzione di una compagna di classe. Le loro vite si intrecciano improvvisamente per caso, a causa della loro omonimia e i loro inoppugnabili credo vanno in mille pezzi di fronte all’amicizia, di fronte all’innamorarsi, di fronte all’incredibile sincerità di Tiny e a Jane (e alle sue sconvolgenti scapole :-)). Un libro dove si ride e ci si arrabbia, fatto di amicizia e di amore, di delusione e di gioia, dove si ribadisce che il punto è prova-errore-prova e avanti così… e che certe regole ostinate non valgono proprio.

Credo sia per questo che gli ex si chiamano ex: perché le strade si incrociano nel mezzo e si separano alla fine. è facile vedere la X come una croce per cancellare qualcosa. ma non è così, perché non c’è verso di cancellare una cosa del genere. la X è il diagramma di due strade.

Il sito di Green, quello di Levithan, il blog di John Green e di suo fratello Hank dedicato ai nerd e il loro canale su YouTube.

John Green – David Levithan, Will ti presento Will (trad. di Fabio Paracchini), Piemme Freeway 2011, 329 p., euro 17,50

Anche questa è promozione!!!

11 Mar

Scusate, ma non ho resistito!

Magari ci fosse una gara come questa all’interno di uno dei vari programmi televisivi italici!!!Ma ci vogliono pure togliere “Per un pugno di libri”!

Città di carta

13 Nov

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“E’ una città di carta. Guardala, Q:guarda tutti quei viottoli, quelle strade che girano su se stesse, quelle case che sono state costruite per cadere a pezzi. Tutte quelle persone di carta che vivono nelle loro case di carta, che si bruciano il futuro pur di scaldarsi. Tutti quei ragazzini di carta che bevono birra che qualche cretino ha comprato loro in qualche discount di carta. Tutti rimbambiti dalla frenesia di possedere cose. Cose sottili e fragili come carta. E tutti altrettanto sottili e fragili.”

Quentin e Margo  da bambini fanno una scoperta agghiacciante che modificherà il corso delle loro vite.
Per anni non si parlano quasi, fino ai giorni prima del diploma quando Margo coinvolge Quentin in una notte selvaggia, per poi scomparire.
Da quel giorno Quentin non si da più pace e segue i piccoli indizi  che Margo ha seminato dietro di sè, sperando che lo portino da lei.

Il terzo libro di Green ci conferma il talento e la grazia di questo scrittore nel descrivere le vite degli adolescenti statunitensi e  la sua  grande capacità di raccontare storie avvincenti e al contempo di sollevare le grandi domande che tutti, non solo i giovani, prima o poi si pongono.
Una lettura piacevole, interessante e che non lascia tranquillo il lettore…

Teorema Catherine

12 Feb

Immagine di Teorema Catherine
“…pensava alla distanza fra ciò che ricordiamo e ciò che è avvenuto, la distanza fra le nostre previsioni e quello che succederà. E in quella distanza, pensò, c’era abbastanza spazio per reinventare se stesso: abbastanza spazio per fare di se stesso qualcosa di diverso da un prodigio, per riscrivere la propria storia meglio, in modo diverso; abbastanza spazio per rinascere e rinascere ancora.”

Il nuovo romanzo di John Green, autore del bellissimo Cercando Alaska, non smentisce le aspettative. 
Colin è un ragazzo prodigio, intelligentissimo, un po’ sfigato e soprattutto con una strana fissa: si innamora solo di ragazze che si chiamano Catherine, non di Katrine o di Katherine, solo esclusivamente di Catherine. La storia prende il via quando la 19° Catherine lo molla…come tutte le precedenti. Così in compagnia dell’amico Hassan decide di partire per un viaggio on the road durante il quale cercherà di inventare una formula matematica per prevedere l’esito delle relazioni sentimentali. Una storia divertente, leggera e con molte riflessioni sui “mollati” e sui “mollatori”, sulla fama e sulla ricerca dell’accettazione da parte degli altri. Mentre in Alaska il chiodo fisso del protagonista erano le ultime parole di personaggi famosi, qui il giovane Colin è un appassionato di anagrammi e di matematica. Conclude il romanzo un’appendice a cura di Daniel Biss, giovane talento matematico, in cui viene spiegata la formula creata da Colin nel libro…se non siete appassionati, potete tranquillamente saltarla 😉

John Green, Teorema Catherine (trad.  di Lia Celi), Rizzoli Oltre 2009, p.296,  euro 16,50