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Prima del Futuro

19 Giu


E’ il “lontano” 1996, anno in cui si sciolgono i Take That e i Ramones fanno il loro ultimo concerto. Anno in cui internet inizia a viaggiare sui modem a 56k, con il loro borbottio di connessione e una velocità che oggi non saremmo più disposti a tollerare. In questo periodo avere una mail e chattare sembra essere già avanti nel futuro, cosa succederebbe se si potesse accedere davvero al futuro, magari sbirciare le pagine di Facebook 16 anni avanti?

Il padre di Emma le regala un pc e il suo amico e vicino di casa Josh le porta un cd per connettersi ad AmericaOnLine. Solo che dopo il primo collegamento succede qualcosa di strano ed Emma si ritrova davanti la pagina di un sito che non ha mai visto. C’è una scritta bianca su fondo blu ,”Facebook”, e ci sono foto di tante persone accompagnate da frasi  del tipo “Che figata New York. Ho già mangiato due muffin nella pasticceria più buona della città” oppure “Sono appena passata attraverso una ragnatela e non me la sono fatta sotto. Urrà urrà!”. C’è anche la foto di una persona che si chiama come lei, solo con un cognome in più, come se fosse sposata, ed ha circa trentanni…

Josh ed Emma si ritrovano così di fronte ad uno schermo sul loro futuro e capiscono in fretta che possono modificarlo, anche solo con piccolissime azioni o addirittura pensieri.

Un romanzo per nativi digitali, scritto da  immigrati digitali, che riesce a parlare sia agli uni che agli altri, che ci ricorda che il futuro è sempre con noi e siamo noi a stabilire come potrà o non potrà essere. Tutto è importante, ogni piccola azione determina una reazione e ci cambia, cambia il nostro futuro.

Jay Asher, Carolyn Mackler, Prima del Futuro (trad. M. Rossari), Giunti, 2012, pp.399, € 12

13

23 Ott

More about 13Ci sono libri così vivi da far quasi male. Così forti da farci portare nella mente e nell’anima persone (non più personaggi), luoghi e istanti come se li avessimo conosciuti. A volte riescono a scuotere tutti i nostri tessuti, a farci vibrare, risuonare con loro.

13 storie per raccontare la deriva di una vita. 13 persone che nascondono qualcosa. 13 palle di neve che formano la valanga che travolgerà Hannah. Non è un thriller psicologico ad altissima tensione. È la storia di come una vita possa logorarsi a causa delle piccole cattiverie quotidiane, di come l’innocenza possa essere distrutta dalle malelingue, di come tutto alla fine influisce su tutti. È la storia di Hannah e Clay. Che ci commuove, che ci emoziona…

Asher Jay, 13 (trad. Stefano Borgotallo), Mondadori 2008, Shout, p. 236, 15 euro

How can they look into my eyes /And still they don’t believe me/ How can they hear me say those words/ And still they don’t believe me/ And if they don’t believe me now /Will they ever believe me?