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Orlando Curioso e il segreto di Monte Sbuffone

9 Mag

Una nuova uscita della collana BaBao, dedicata ai lettori più piccoli, quelli molto curiosi che – come il protagonista del fumetto – non tengono a freno la loro curiosità. Orlando si è trasferito coi genitori su una piccola isola caratterizzata da un vulcano spento, o almeno che spento pareva; quando si risveglia, le famiglie di pescatori lasciano le loro case e a lui restano alcuni giorni solitari prima di partire col traghetto. L’isola è deserta, non ci sono compagni di giochi con cui esplorare e a cui raccontare le storie che è bravissimo a inventare. Quando gli viene concessa un’uscita, ovviamente i suoi piedi si dirigono verso l’unico luogo proibito, il Monte Sbuffone. Per scoprire così il segreto degli sbuffi e trovare un nuovo amico.

Al fondo dell’avventura, un diario di viaggio sull’isola di Orlando che la fa conoscere al lettore, attraverso scorci, fotografie, francobolli, suggestioni, tutti indizi per scoprire qual è l’isola reale che ha ispirato quella disegnata 🙂

Il blog degli autori. Puoi sfogliare alcune pagine sul sito dell’editore.

Teresa Radice – Stefano Turconi, Il segreto di Monte Sbuffone, Bao Publishing 2017, 48 p., euro 12, disponibile anche per Kindle, Kobo e su GooglePlay e AppleStore

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L’isola dei conigli

20 Lug

isola dei conigliMescola i rimandi a tante isole del Mediterraneo quest’Isola dei Conigli immaginaria che ci fa pensare a Lampedusa perché anche qui arrivano barche e barconi dall’Africa e migranti che transitano cercando terre migliori. Fanno da sfondo, insieme al grande coniglio che scruta di nascosto, alle giornate di una banda di ragazzini che vive i tempi diversi del mondo isolano: l’isolamento invernale, l’arrivo dei turisti e l’allegra confusione della stagione estiva, la mancanza di collegamenti nei giorni di mare grosso, il rapporto con la terraferma e con la città, distante, attraente ma comunque lontana dalla propria misura della quotidianità.

Sono abituati a veder partire le persone che scelgono di vivere altrove o che altrove vanno per necessità (proseguire la scuola, trovare un lavoro, frequentare l’università); si sono abituati a veder arrivare dall’Africa chi vuole andare verso nord e riparte verso i centri di accoglienza in terraferma. Non è solo il futuro altrui a esser messo in gioco nella storia, ma anche il loro: quando scoprono che la maestra che hanno avuto negli ultimi due anni lascerà l’isola per poter terminare l’università, temono che la loro scuola sia condannata alla chiusura e si chiedono chi possa venire volontariamente in un luogo da cui tanti vogliono partire e in cui tanti non pensano neppure di fermarsi. L’idea è quella di convincere Giovanni, un napoletano che ha scelto l’ombra del vulcano siciliano per curare le ferite dell’anima e che un tempo era maestro, ad accettare di diventare il loro insegnante. L’avventura dei bambini sa di battaglia del cuore, di tentativo di trovare una soluzione al di là della burocrazia, degli iter di provveditorato e delle richieste di trasferimento. Sta nella logica semplice dell’accoppiare una persona che ama una certa terra alla possibilità di svolgere in quella stessa terra il mestiere che ha scelto e, così facendo, dare continuità alla vita sull’isola, mantenendo il presidio della scuola.

C’è Salvo, che va in quinta elementare e fa da perno della storia; accanto a lui il gruppo variegato di amici, i caratteri già ben distinti nelle forme bambine; il compagno che ha vissuto l’anno scolastico appena passato in città. E intorno la natura – il vento, il sole alto, i sentieri che si inerpicano in parti selvatiche più di altre, l’ombra del vulcano, le tartarughe che fanno il nido sotto la sabbia – e la lingua che schiocca toponimi, appellativi e modi di dire.

Chi è isolano o isolano si sente vi troverà inoltre una perfetta descrizione della vita quotidiana su una piccola isola, la bellezza, le difficoltà, quel che bisogna sempre e comunque mettere in conto, gli stupori.

Leggi qualche pagina del libro. L’illustrazione di copertina è di Gianni De Conno.

Zita Dazzi, L’isola dei conigli, Coccole Books 2015, 128 p., euro 10

L’isola di Arcangelo

2 Gen

L'isola di Arcangelo

La ragazza che guarda il lettore dalla copertina porta addosso i colori del mare, del bosco e dell’ombra che attraversi mentre cresci. Si chiama Kate e porta addosso i colori dei suoi due mari: quelli più freddi e scuri dei fiordi norvegesi tra cui è cresciuta e quelli limpidi e chiari delle acque toscane dell’isola su cui si trasferisce al seguito dei genitori. L’acqua qui è più chiara, ma l’isola le regala sprazzi di selvatico, stradelli tra boschi, richiami di animali, caprili abbandonati. Il selvatico lo porta cucito addosso, nella sua natura e nei modi di fare, anche Gelo che crescendo ha mantenuto del nome con cui è stato battezzato – Arcangelo – solo la parte che secondo la madre è emersa, dura e diversa, insieme all’adolescenza.

Gelo cammina scalzo, passa la notte a leggere in un caprile a lume di torcia, conosce gli animali dell’isola ed è fermamente deciso a difendere un vecchio muflone dagli attacchi dei contadini dell’isola, convinti che rovini i loro orti e i loro vigneti. Gelo è deciso anche a difendere la propria ruvidezza, il marcare la sua diversità e la sua indipendenza, orgoglioso in qualche modo persino del fatto che tutti lo additino a matto del posto. Finché quella ruvidezza incontra Kate, indipendente e selvatica a suo modo, che non invade, non cerca di mutare, ma cammina a fianco e prende parte, in un breve romanzo di crescita che affianca la riflessione sul modo di essere a quella sul modo di fare, dove fare è in questo caso vivere e convivere negli stessi spazi, essere attenti agli altri, che abbiano due o quattro zampe.

Ho assaporato questo romanzo sorridendo, girandomi in bocca i nomi familiari e pensando alle mie isole, in particolare a Capraia, da dove posso vedere e intuire all’orizzonte i passi dei protagonisti. Penso alla bellezza di certa selvatichezza, ai punti di vista che una piccola isola ti regala, alla misura che ti offre dell’essenziale, a quanto ti fa scarna – nel vento, nella luce e nel sale come nei pensieri -, alla distanza che offre occasione di dare giusta misura. Penso a come certe storie diventino tue, di te lettore che leggi al di là delle intenzioni di chi le ha scritte, perché ci leggi suoni, odori, dimensioni familiari che riconducono a qualcosa di tuo oltre la storia.

La copertina è di Francesco Fagnani; le illustrazioni interne sono invece di Marina Farsetti. Il sito di Luisa Mattia.

Luisa Mattia, L’isola di Arcangelo, Beisler 2014, 95 p., euro 13

Il piccolo capitano

26 Nov

piccolo_capitanoUn classico della letteratura olandese arriva per la prima volta in traduzione italiana, riproponendo alcuni dei temi più importanti della narrativa per l’infanzia: l’avventura, il desiderio di scoprire (e di disobbedire!), la voglia di crescere e insieme la paura di diventare adulti.

Come ogni epopea che si rispetti, comincia in una terra senza tempo e senza nome, dove un piccolo, curioso capitano vive in una barca arenatasi su una duna a causa di una tempesta. Un capitano bambino, che ignora le domande sulla sua provenienza e suona la sua tromba d’ottone. Sospetto ai più, ha come unico amico il vecchio navigante naufragato e trova appoggio nei bambini, affascinati dalla sua idea di riparare la barca e partire verso l’Isola dei Grandi, dove – se dormi una notte – ti ritrovi uomo grande. L’avventura sta già nel provare a riparare la barca con quel che si trova in giro e nel darsi un gran daffare per racimolare denaro da fondere per ottenere un’elica; poi prosegue con la partenza della Maiunafalla, a cui si aggregano altri tre bambini. Per scoprire che sulla famigerata isola si cresce in statura, ma non in età; per incontrare altri naufraghi, marinai perduti, animali da circo, regni dov’è bandito il colore, elefanti da cavalcare. E via così, verso altre e altre avventure, visto che Paul Biegel ha scritto altri libri dedicati al piccolo capitano e ai suoi amici.

Questo libro ha un solo difetto: fa sentire nella fattura delle immagini che lo accompagnano l’età che ha; è stato pubblicato nel 1970, ma – arrivando solo ora sui nostri scaffali – non è conosciuto, non ha lo status di un classico, quindi la sua copertina potrebbe costituire uno svantaggio perché, a prima vista, ben pochi lettori se lo fileranno. Starà alla bravura di chi propone, di chi invita a leggerlo mediante il racconto della trama e la lettura di brani ad alta voce, farlo apprezzare come merita.

Il sito sull’autore. Si possono sfogliare alcune pagine sul sito dell’editore.

Paul Biegel – ill. Carl Hollander, Il piccolo capitano (trad. di Anna Patrucco Becchi), La Nuove Frontiera junior, 173 p., euro 16,50

La casa per bambini speciali di Miss Peregrine

4 Set

la casa per bambini speciali Ci aggrappiamo alle favole finché il prezzo da pagare per le nostre illusioni diventa troppo alto, e per me lo diventò un giorno in seconda elementare, quando Robbie Jensen mi tirò giù i pantaloni in mensa davanti a una tavolata di bambine, annunciando che credevo nelle fate. Me l’ero cercata, raccontando ai compagni quelle strane storie. In pochi, umilianti secondi ebbi la certezza che il soprannome «ragazzo delle fate» mi avrebbe perseguitato per anni e, forse ingiustamente, diedi la colpa proprio al nonno.

Jacob ha un nonno, Abe, che si è salvato dai campi di concentramento e dalla guerra rifugiandosi su un’isola, nella casa di Miss Peregrine. Abe racconta al nipote di come fosse fantastica la vita in quella casa dove c’era sempre il sole e la guerra non li toccava, dove era protetto e in compagnia di ragazzi straordinari. Questi bambini “speciali” erano in grado di fare le cose più strane: levitare, generare il fuoco dalle mani, sollevare massi pesantissimi, leggere il pensiero… pergrines3 Jacob crescendo, smette di credere a queste storie, fino a quando trova il nonno morto in strane circostanze e decide di andare a vedere quest’isola, per capire se  Abe ha inventato tutto oppure qualcosa di vero c’è.

Ransom Riggs costruisce questo interessante romanzo a partire da una raccolta di foto d’epoca, quasi tutte originali e solo lievemente ritoccate. La storia è molto avvincente ed evoca molti dei classici temi della letteratura per ragazzi (l’isola, il viaggio nel tempo, il passaggio tra realtà diverse, i poteri paranormali, il limen da superare, etc. etc.) e lo fa con una discreta dose di horror e di mistero, al punto che il film che ne verrà tratto, sarà diretto da Tim Burton. Non mi viene in mente un regista migliore per rendere giustizia alle atmosfere del libro (forse solo il Guillermo Del Toro del Labirinto del Fauno).

Ransom  Riggs, La casa per bambini speciali di Miss Peregrine (trad. I. Katerinov), Rizzoli, 2011, p. 384, euro 18,50, ebook euro 6,99