Tag Archives: Isabel Minhos Martins

Qui dentro

22 Ago

“Il cervello è modellabile come la plastilina. Tutte le esperienze della nostra vita servono a modellarlo: ogni amico, ogni musica, ogni libro, ogni sfida”. Dalla nascita alla morte il nostro cervello cresce, si modifica. È instancabile nella sua evoluzione. E in questa evoluzione noi abbiamo un ruolo attivo perché il nostro cervello è quello che noi viviamo.

Il cervello è il protagonista di Qui dentro. Guida alla scoperta della mente scritto e illustrato dalle portoghesi Isabel Minhós Martins, Maria Manuel Pedrosa e Madalena Matoso in collaborazione con neuroscienziati, psicologi e filosofi. Sfogliare questo libro vuol dire tuffarsi nel mondo dei pensieri, delle emozioni, della memoria, dell’apprendimento… Come è fatto il cervello? Perché possiamo considerarci tutti degli “acrobati pazzeschi”? Cosa sono le emozioni e cosa succede nel cervello quando le proviamo? È vero che giocando si impara? Perché il nostro cervello ha bisogno dell’interazione con gli altri per crescere? In che modo gli scienziati hanno usato marshmallow e marionette per studiare il funzionamento del cervello?

La lettura di questi argomenti e di molti altri è godibile e accessibile. Le spiegazioni scientifiche sono semplici e mai banali. La narrazione è a misura di bambino: il cervello e il suo funzionamento sono ricondotti alle sue esperienze. In questa direzione anche le illustrazioni. Giocose rendono visibili i concetti astratti e li riportano alla quotidianità del giovane lettore. Fondamentale per la godibilità del volume è l’impaginazione: testo, immagini e spazi bianchi dialogano tra loro dando vita a una pagina nitida e accogliente.

Isabel Minhós Martins e Maria Manuel Pedrosa – Madalena Matoso, Qui dentro. Guida alla scoperta della mente (trad. di Daniela Petruccioli), Mondadori 2018, 368 p., euro 28

 

Grazie!

20 Gen

grazie

Imparare facendo, imparare guardandosi attorno, imparare da quel che gli altri dicono, magari senza parole, ma semplicemente facendo. Imparare senza rendersene conto, perché così è la vita: stare in mezzo agli altri, osservarli, vedere come si comportano genitori, nonni, fratelli, sorelle, vicini, amici, insegnanti e chi più ne ha più ne metta.

Imparare ad avere pazienza, a prendersi il tempo per ogni cosa; imparare che ogni cosa ha il suo tempo e come a volte serva andare di fretta, altre volte rilassarsi in pace; imparare a vincere e a perdere, ad ascoltare ogni forma di comunicativa, che usi parole, silenzi o espressioni del corpo. Imparare a fare attenzione (la prudenza, ma anche la cura degli altri) e imparare a prendersi i rischi quando sono necessari.

Un albo per i piccoli e un albo per i grandi, per ripercorrere il filo degli anni e pensare a quali persone e a quali circostanze, magari sottilmente, senza farsi notare, ci hanno segnati nei modi di essere e di fare, ci hanno cresciuti e hanno dato forma e impronta a quello che siamo. Ognuno può fare questo gioco, seguendo la voce del protagonista e le illustrazioni pastose di Carvalho, ricche di sole, di tempi lenti, di frutti succosi, di passi svelti, di vento sulla pelle. Gioco dell’aver imparato e della voglia di condividere. Magari leggendo vi verrà voglia di dividere con qualcuno la pazienza del giardiniere che fa piantare un seme per aspettare mesi a goderne il fiore o la bellezza di lasciar fuori il mondo e ritagliarsi qualche ora in cui riempire gli occhi di bellezza, di vento, di sole, di neve o di mare.

Isabel Minhós Martins – Bernardo Carvalho, Grazie! (trad. di Emma Vaccaro), Kalandraka 2015, 32 p., euro 14

Segui la freccia!

7 Apr

segui la freccia La città che ci viene presentata in questo albo grafico, giocato principalmente sui toni del blu, è piena di frecce:  indicano in quale direzione andare, dove e cosa  guardare, quali cose si trovano lì davanti (per esempio ti indicano che quella a cui sei arrivato è proprio una  rotonda). C’è una commissione di esperti che decide dove metterle e si consulta onde evitare di mancare qualche  fondamentale indicazione. Poi c’è un ragazzino che si fa una di quelle domande tipiche dei bambini quando chiedono tipo cosa c’è sopra il cielo e ancora più su: lui è curioso di quel che c’è nello spazio tra le frecce, in quel che non è indicato,  contrassegnato, nominato. Per cominciare, sbircia in un buco nel muro di fronte al palazzo dove abita; nessuno ci ha  mai guardato perché nessuna freccia invitava a farlo, lui con meraviglia scopre un orso che suona il pianoforte!

L’avventura allora è contravvenire (agli ordini delle frecce), sfidare (le loro indicazioni), scoprire (quel che nessun  altro guarda): impara nuovi luoghi, luoghi fuori stagione, passi in direzioni mai percorse, nuovi amici. L’avventura è  creare scompiglio girando le frecce, sostituendole, eliminandole: cercare di regalare una nuova geografia e un nuovo modo di vedere anche agli altri abitanti della città. C’è chi si spaventa, chi denuncia l’accaduto, chi si sbriga a far tornare tutto come prima. Intanto però qualcuno devia, fa strade nuove, si ribella alle frecce e incontra tra gli interstizi altri ribelli come lui: anche questa è resistenza.

Il sito dell’illustratore, dove fanno bella mostra le fotografie dei timbri utilizzati per realizzare questo libro. Questo video invece fa vedere l’intervento che Sandoval ha realizzato sui muri interni della piscina del SESC Pinheiros a San Paolo. Ha realizzato cinque murales tra interni e facciata e questo è “Pele de Baleia”: un pezzetto di questo albo nel mondo reale!

Sfoglia qualche pagina dell’albo sul sito dell’editore.

Isabel Minhós Martins – Andrés Sandoval, Segui la freccia! (trad. di Sara Ragusa), Terre di Mezzo 2014, 32 p., euro 15

Andirivieni

14 Giu

andirivieni_200pxDell’edizione originale di questo libro parlò Gaia in un post di circa un anno fa a cui vi invito a ritornare, dove sottolineava come Isabel Minhos Martins abbia avuto un’idea narrativa potente – “un rapidissimo excursus, una moviola della storia dell’umanità (dai due piedi tonanti ai razzi, passando per le quattro ruote), e poi un violento confronto tra gli umani (e i loro mezzi inquinanti) e la bellezza di altre specie animali nomadi” – accompagnata da immagini che non stanno ferme e che tirano in avanti.

Oggi arriva la traduzione italiana e così possiamo tutti gustare di questi voli e balzi e migrazioni di animali che si muovono nel rispetto dell’intorno e del tempo, come le farfalle monarca che impiegano generazioni per raggiungere la meta, dicendoci che la meta è importante e che la naturale breve vita di una farfalla non le impedisce di compiere un tratto di viaggio e di costruire percorsi di avvenire per le generazioni che seguiranno. Animali che compiono tragitti enormi con nobili scopi e lo fanno con discrezione ed eleganza, come la balena grigia, e senza scomodare nessuno, senza gridarlo al mondo, senza fare la ruota dei pavoni.

Per dire che l’uomo non è l’unico a percorrere grandi distanze; per dire delle modalità del muoversi; per dire che la testa non serve solo ad usare il cappello…

Bernardo Carvalho sul sito di Planeta Tangerina, dove trovate anche l’autrice. Qualche pagina da sfogliare sul sito dell’editore italiano.

Isabel Minhós Martins – Bernardo Carvalho, Andirivieni (trad. di Francesca Di Giuseppe), laNuovafrontiera junior 2013, 48 p., euro 16

Pedali e papere

18 Feb

pedali_papere_200pxLe pagine di questo albo hanno i quadretti rossi esattamente come quegli albi su cui, in prima elementare, facevamo le cornicette: file di ciliegie, di coccinelle, di festoni, tutti perfettamente eseguiti seguendo i quadretti. E così tutto diventava squadrato, proprio come nei disegni che Madalena Matoso regala al protagonista: un’anatra geometrica, una bicicletta rigida che sono poi quel che il bambino vorrebbe vedere. Perché tutto quello che sa su anatre e biciclette (e ne sa tanto) l’ha imparato a scuola, ne ha letto, scritto, parlato. Ma Per essere una persona completa gli serve vederle davvero.

Per dire che, al di là di tutto quel che possiamo leggere, vedere, imparare, è la realtà che ci insegna davvero le cose. E il protagonista grida addirittura: “ora sì che il mondo è nelle mie mani!” 🙂 E consiglia: mai sprecare occasioni del genere…

Portfolio di Madalena Matoso. Sfoglia qualche pagina dell’albo sul sito dell’editore.

Isabel Minhós Martins – Madalena Matoso, Pedali e papere (trad. di Francesca  Di Giuseppe), LaNuovafrontiera junior 2013, 32 p., euro 15.

Ir e Vir

14 Giu

20120613-222407.jpg“Com as pernas e os pés andamos, corremos… vamos.”
Non bisogna scomodare Marshall McLuhan per parlare dell’accelerazione del nostro tempo. I libri ogni tanto ci accompagnano mentre fuggiamo via, in treno o in aereo. Ma ogni libro ci chiede di stare seduti, o al limite sdraiati, possibilmente isolati. Quale medium migliore per riflettere sul movimento delle persone e delle merci che un libro, un testo a moto fisico ridotto, concluso in sé stesso?
“Ir e Vir” parla di come noi uomini ci muoviamo nel mondo oggi, di come ci siamo abituati ad andare e tornare, e a spostare le cose senza più renderci conto delle conseguenze di questo moto.
E qui, se siete esigenti e un po’ malvagi come me, potreste chiedervi: la solita storiella ecologista-moralista?
Niente di più falso, cari, perché Isabel Minhos Martins ha avuto un’idea narrativa potente: un rapidissimo excursus, una moviola della storia dell’umanità (dai due piedi tonanti ai razzi, passando per le quattro ruote), e poi un violento confronto tra gli umani (e i loro mezzi inquinanti) e la bellezza di altre specie animali nomadi. Verrebbe da dire magicamente nomadi, se non volessimo riconoscere un piccolo tributo al lavorio millenario di quella spietata della selezione naturale, che ci ha regalato le rondini, le farfalle monarca, le balene grigie e gli gnù. Degli artisti della migrazione, perché vanno con le stagioni, seguono le fasi riproduttive, inseguono l’acqua… Rispettano un ciclo: a volte migrano perfino di generazione in generazione! Fermatevi un istante e vedete la rondine che vola sull’acqua, la balena che nuota, lo gnù che galoppa e la farfalla monarca – solo apparentemente più scanzonata – che svolazza. Non sentite già un po’ più di spazio attorno a voi? E non vi elettrizza il selvatico? Ecco, soltanto per queste sensazioni il libro si meriterebbe l’acquisto… ma il patto di lettura non si ferma qui! Perché abbiamo anche le illustrazioni di Carvalho.
Che non stanno ferme neanche su una pagina! Ci tirano in avanti. Fanno sentire lo sfrecciare delle cose, un’ebbrezza della velocità che se la gioca con i futuristi. Ma se questi credevano nell’accelerazione e nella potenza della macchina, Carvalho galoppa con le zebre e nuota coi cetacei. Le illustrazioni non negano la gioia del correre, ma rendono stridente la nostra invasione di campo. Nelle tavole l’inquinamento compromette l’ordine dei colori della natura. I soggetti, apparentemente realizzati dalle sagome e dalle sovrapposizioni di retini (dei simil-acetati), sono così luminosi e brillanti da fare invidia alla retroilluminazione degli schermi. Bravo bravo allo stampatore e grazie ancora una volta all’illustratore.
Quindi, cari lettori, allacciatevi le scarpe, preparatevi a garrire, a dare una pinnata di balena e un colpo d’ala di farfalla, riprendetevi la bellezza e cominciate a correre. Siete così in copertina e ora che lo sapete non sfigurerete neanche un po’.

Isabel Minhos Martins, Bernardo Carvalho, Ir e Vir, Planeta 2012, 48pp, 22×26 cm, euro 12,50

Una mostra (purtroppo brevissima) in corso a Rovereto con opere di Bernardo Carvalho e Madalena Matoso
Il video di Carvalho per il progetto Bologna a testa in su girato nel periodo della neve