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Naked

11 Apr

5258-Sovra.inddKevin Brooks è riuscito a scrivere un libro magistrale a proposito degli anni Settanta, della musica e dell’ambiente musicale londinese di quel momento, sul terrorismo legato all’Ira  e parimenti su cosa significhi crescere, trovare una propria forma e innamorarsi profondamente. La voce della diciassettenne Lili ruota intorno all’estate del 1976 che cambia improvvisamente la sua vita e dei mesi che la anticipano e che la seguirono e che segnano la sua formazione e il suo destino; è un racconto per voce solista che, in prima persona, accompagna il lettore sulla scena musicale ed artistica di Londra a metà degli anni Settanta: sta nascendo il punk, i Sex Pistols hanno appena fatto il loro esordio, i Clash non sono ancora arrivati sulla scena; è appena uscito il primo album dei Ramones e il Sex, il negozio al 430 di King’s Road, di proprietà di Malcolm McLaren e Vivienne Westwood, è il luogo da frequentare per farsi notare.

Sicuramente le accurate descrizioni della scena musicale e delle atmosfere londinesi del momento faranno felici molti adulti appassionati e insieme daranno la possibilità ai ragazzi di ricevere dei riferimenti musicale che sovente non hanno e di andare ad approfondire. Per i giovani lettori, tutta la parte storica che fa parte integrante della narrazione (sia la questione musicale-artistica, sia quella sociale, sia il terrorismo e la questione irlandese) viene mediata dalla storia di Lili, ragazza ricca cresciuta con una madre fuori di testa e scelta dall’idolo della scuola per far parte di una nuova band che sta nascendo, i Naked. Fino a quel momento Lili suona il pianoforte e si prepara con scrupolo per gli esami i fine anno, non bada a quel che si mette addosso, ha pochi amici e la tendenza a rimanere da sola, ma Curtis Ray cambia la sua vita: non appena prova a suonare il basso e ad accompagnare le note degli altri musicisti, Lili prova senso di appartenenza e insieme euforia. L’ascesa della band è rapida tanto quanto la sregolatezza di Curtis: le canzoni che compone e canta sono dure, ipnotiche e a tratti bellissime, la sua vita è fatta di desiderio di fama e soldi, droghe, alcol e una stanza vuota in uno squat e Lili non è sempre fiera della loro storia e del loro rapporto. Fino a quando per caso, durante un’audizione per sostituire un membro della band, compare William Bonney. Che è l’esatto contrario di Curtis, che pare muoversi con una calma olimpica, mantenere sempre le promesse, scomparire per poi tornare al momento giusto e portarsi addosso un segreto che vela di mistero tutta la sua esistenza.

La capacità di Brooks è quella di rendere in modo vivido e decisamente reale sulla pagina ogni diversa sensazione, ogni tono diverso, ogni scena come un quadro che dice di quanto puoi fonderti con la musica; di quanto duri possano essere un tono di voce, una situazione famigliare, la vita; di quanto pieno possa essere un rapporto d’amore, quando ti fa felice al di là d ogni altra cosa.

L’incipit, quella pagina ritmata a incisi e frasi brevi e contrassegnata come primo capitolo, è perfetto per un’introduzione al romanzo, per essere letta ad alta voce e far venir voglia di entrare dritti e veloci nella storia.

Un’intervista all’autore. Un podcast in cui l’autore parla di questo libro.

Kevin Brooks, Naked (trad. di Giorgio Salvi), Piemme 2016, 383 p., euro 18,5, ebook euro 6,99

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Il riscatto di Dond

4 Dic

il riscatto di dond

Gli abitanti dell’isola di Inniscaul affidano la loro sorte ai dettami di Dond, il dio degli inferi, incisi sul menhir che si trova sul precipizio della scogliera e a cui è vietato avvicinarsi: il sacrificio di un tredicesimo figlio al compimento del tredicesimo anno di età garantirà all’isola tredici anni di buona sorte. Per sfuggire alla crudele regola, le donne non partoriscono più di dodici figli, ma Meb partorisce due gemelli inattesi: Bawn, il dodicesimo figlio maschio tanto atteso, e la sua gemella Darra, subito allontanata dalla madre e cresciuta dall’anziano del villaggio nella piena consapevolezza del destino che l’attende. Un destino che sta per compiersi, perché l’apertura di questo racconto ci regala Darra alla vigilia del suo tredicesimo compleanno e della mattina in cui sarà portata al largo e morirà annegata, con una pietra legata al piede, per obbedire alla superstizione dei suoi concittadini. Ma il fratello che lei non conosce sfida le regole e le va incontro; insieme scoprono la verità sulla notte della loro nascita e con la madre affrontano il destino e rompono la vera maledizione che grava sull’isola.

Un racconto lungo che dice di superstizione e magia; che parla di morte, ma anche di come chi muore possa tornare sotto altre forme per camminare accanto ai passi di chi resta. Un racconto accompagnato da illustrazioni superbe che scolpiscono i visi, raccontano emozioni, fanno sentire il vento, le grida dei gabbiani, la potenza delle onde.

Questo è l’ultimo dei libri scritti da Siobhan Dowd: l’ultimo ad essere tradotto in italiano e anche l’ultimo nel vero senso della parola perché sei sono stati i romanzi che ha scritto. Per chi non li conoscesse tutti o per chi avesse voglia di riprenderli in mano e di lasciarsi avvolgere dalla voce straordinaria di questa autrice, eccoli: Il mistero del London Eye (2011) , La bambina dimenticata dal tempo (2012) e Crystal della strada (2014), editi da Uovonero; Sette minuti dopo la mezzanotte, di cui l‘autrice lasciò traccia e trama riprese da Patrick Ness (Mondadori, 2011) e La carne dell’angelo  (Salani, 2008). C’è un’immagine, nelle prime pagine di questo libro, che assomiglia a quella della copertina e che ritrae la protagonista ferma sul bordo della scogliera, il mantello e la lunga treccia accarezzati dal vento e lo sguardo che intuiamo lontano: sa perfettamente qual è il destino che l’attende, ma è comunque lì, in piedi, vestita della sua dignità di fronte al vento e al precipizio. È così che mi immagino Siobhan Dowd quando ha scelto – negli ultimi giorni della sua vita –  di fondare l’organizzazione che porta il suo nome, quando ci ha lasciato delle storie grandiose e potenti che la rendono, ogni volta che vengono lette, voce viva.

Il blog dell’illustratrice. The Siobhan Dowd Trust, fondato dall’autrice per sostenere dei progetti di lettura a favore dei ragazzi svantaggiati, a cui vanno i diritti d’autore delle sue opere.

Siobhan Dowd – ill. Pam Smy, Il riscatto di Dond (trad. di Sante Bandirali), Uovonero 2014, 112 p., euro 14.

La bambina dimenticata dal tempo

8 Gen

More about La bambina dimenticata dal tempo… non c’era niente come l’odore della torba nel camino per dare conforto in un mondo oscuro.

Il mondo oscuro è l’Irlanda del 1981 e su una torbiera cammina il diciottenne Fergus, venuto ad aiutare lo zio a riempire  sacchi di torba da vendere illegalmente. Cammina sul confine nord-sud pensando all’illogicità che vive il suo Paese, a suo fratello imprigionato nello stesso carcere in cui i membri dell’IRA hanno cominciato lo sciopero della fame, al suo desiderio di fuggire lontano dopo l’estate.

Proprio sul confine Fergus si imbatte in un cadavere e per caso innesca un ritrovamento straordinario: lo scheletro mummificato di una bambina vissuta quasi duemila anni prima e probabilmente uccisa in sacrificio. Comincia così un periodo in cui Fergus si trova a tener insieme la sua famiglia lacerata per il dolore del fratello che si unisce allo sciopero in carcere; ad affrontare gli esami di maturità; a fare i conti con le voci che gli arrivano dal passato e che gli raccontano la storia della bambina ritrovata; a vivere l’amore per Cora arrivata al seguito della madre antropologa; a dover cedere, per paura di ricatto, alle richieste di un conoscente legato all’IRA.

Così Fergus corre sulla collina, la mattina presto, nascondendo con la sua passione per la corsa il traffico di pacchetti che sposta da una zona all’altra e intrecciando il suo percorso con quello di Owain, che dovrebbe essere un soldato nemico, ma è semplicemente un ragazzo gallese arruolatosi per sfuggire al lavoro in miniera. Corre chiedendosi cosa sia giusto fare, se ci sia davvero una parte giusta e una sbagliata quando il confine è così incerto che non sai nemmeno dov’è, visto che vedi solo una collina dal paesaggio splendido.

Come sempre la scrittura di Siobhan Dowd scivola via a meraviglia, tessendo trame su piani temporali diversi e osservando dal di dentro (gli occhi di una famiglia, di una madre, di un fratello) lo sciopero della fame dei membri dell’IRA in carcere per ottenere dal governo britannico lo status di detenuti politici, e a questo proposito la lettera che Fergus scrive per Margaret Thatcher è di una cruda bellezza imperdibile.  L’unica nota interrogativa allora può essere questa: quanto dei lettori di quindici, sedici anni possano sapere del clima di quegli anni e dell’Irlanda di oggi, dell’IRA, di Bobby Sands. C’è un glossario finale, è vero, ma è sufficiente? O forse sarà proprio il romanzo a dare voglia di sapere.

La Siobhan Dowd Trust,  fondazione di beneficenza creata dall’autrice appena prima della morte per migliorare le possibilità di accesso al piacere della lettura da parte dei ragazzi che vivono in aree socialmente disagiate. Il sito della casa editrice uovonero.

Siobhan Dowd, La bambina dimenticata dal tempo (trad. di Sante Bandirali), Uovonero 2012, 328 p., euro 14