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Il ragazzo che dormiva con la neve nel letto

16 Feb

In quell’ultimo anno era successo qualcosa. Qualcosa che aveva dato uno scossone a tutto il suo mondo. Qualcosa dentro di lui. Falle che si erano aperte, porte segrete che si erano spalancate. Le emozioni erano come porte, Joel lo sapeva. Il dolore aveva la sua stanza, e così la delusione, e la gioia. La vita era come un lungo corridoio. Ogni porta, quando si passava, nascondeva qualcosa che si poteva scegliere o non scegliere, se si bussava e ci si faceva avanti, sempre ammesso che ti facessero entrare. però anche le porte che speravi restassero chiuse a volte potevano spalancarsi senza preavviso (p. 47).

Immagine di Il Ragazzo che Dormiva con la Neve nel Letto

In questa sua nuova avventura, Joel sta in bilico tra i tredici e i quattordici anni, ma vorrebbe arrivare a vivere fino al 2045 per diventare centenario. L’unico modo per riuscirci è temprarsi, possibilmente riuscendo a dormire in cortile mentre nevica. Joel va a scuola, prepara la cena per suo padre e sogna di diventare il Re del Rock. Vuole imparare a suonare la chitarra e a baciare. Entro la fine dell’anno vuole mantenere tre promesse: imparare a resistere al gelo e al caldo, vedere il mare per la prima volta (così suo padre tornerà a fare il marinaio) e vedere una donna nuda. Anche se, lungo il corridoio della vita, si aprono porte che proprio non si aspetta.

Henning Mankell, Il ragazzo che dormiva con la neve nel letto (trad. di Laura Cangemi), Rizzoli 2009, p. 259, euro 15.