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La fabbrica dei colori

7 Mag

la-fabbrica-dei-coloriUn interessante strumento sia per chi vuole approfondire il lavoro di Hervé Tullet sia per chi vuole mettere in piedi un laboratorio artistico con bambini e ragazzi e si avvicina così al lavoro di questo artista. Chi ha avuto modo di assistere ad un’attività guidata da Tullet sa il divertimento, il coinvolgimento che la caratterizzano e soprattutto la forza creativa straordinaria che ne nasce.

Tullet parla nel libro della propria esperienza laboratoriale, dando consigli generali sia sui materiali che sulle modalità e sui partecipanti a  cui fa seguire una serie di schede, ciascuna descrittiva di una tipologia di attività: dal prato fiorito al ritratto, dal dipingere in musica al dado magico, con tanto di varianti, suggerimenti, nuovi temi da sperimentare.

Questo libro non è solo il racconto del lavoro dell’artista né una traccia per mettersi in gioco; è prima di tutto un libro curatissimo, piacere per gli occhi dal punto di vista grafico, fotografico, cromatico. E ovviamente un invito a partire dalla produzione editoriale di Tullet, tutta da presentare a bambini e ragazzi e su cui sbizzarrirsi.

Il sito di Tullet.

Hervé Tullet, La fabbrica dei colori (trad. di Lucia Corradini), L’Ippocampo / Phaidon, 72 p., euro 18

Cucù, sono Turlututù!

7 Mag

Sulla scia di “Un libro”, un altro libro interattivo che Hervé Tullet pensa per quei piccoli nativi digitali abituati a interagire con lo schermo di un tablet (e che si divertono decisamente con l’app “Un jeu” tratta appunto dal libro già citato), sfidandoli a usare la loro fantasia per far accadere le cose utilizzando un libro esattamente come un tablet. L’invito è quindi a seguire l’alieno Turlututù e le sue indicazioni (schiaccia il tal pulsante, scuoti il libro, canta una canzone, ricantala in un’altra lingua, bussa alla porta, leggi queste parole, dì una formula magica…) per partecipare alle sue avventure, giocare a nascondino, compiere gli anni, sconfiggere il vomitolino.

Insomma la dimostrazione che quel che puoi immaginare, lo puoi fare.

Il sito matto di Hervé Tullet: potete “perderci” qualche oretta 🙂 Venerdì 11 maggio prossimo, Tullet sarà al Salone del Libro di Torino dove terrà un laboratorio alle ore 10,30 (Laboratorio Arte – Bookstock Village, leggi qui)

Hervé Tullet, Cucù sono Turlututù!, Panini 2012, euro 12.

La cucina degli scarabocchi

17 Gen

Accostamenti insoliti di ingredienti, sperimentazioni di nuove modalità di cottura, presentazioni fantasiose e singolari dei piatti sono elementi base della cucina creativa. Hervé Tullet, grande maestro di creatività che ha indicato prospettive di fantasia innovative e personalissime per i libri prescolari, si immerge anche nel campo delle nuove tendenze gastronomiche. Il suo La cucina degli scarabocchi – grande formato, copertina con i suoi inconfondibili segni e macchie multicolori – su ogni pagina riporta il disegno di un piatto vuoto con le posate. Ai lettori spetta il compito di trasformarsi in artisti-chef, di munirsi degli strumenti indispensabili per cucinare: matite colorate e fogli di carta sui quali provare le ricette per assicurare una buona riuscita dei piatti prima di intervenire direttamente sulle pagine del libro. Gli ingredienti sono elencati nei risguardi: punti, cerchi, macchie, impronte di dita, sgorbi speciali, ombreggiature, linee ondulate, linee vaganti e tutte le altre composizioni di forme e colori che possano venire in mente per l’elaborazione nelle cucine-atelier di prelibatezze raffinate, come una delizia di scarabocchi, una minestra di zig zag, un soufflè di matite. Se poi si dispone anche di un aiuto cuoco che intervenga spostando velocemente il libro in tutte le direzioni, si può essere certi della riuscita della preparazione di un’eccellente “marmellata magica”. I piatti suggeriti da questo ricettario fantastico per gradevolezza, varietà, valore energetico e nutrizionale forniscono un apporto essenziale per la crescita dell’immaginazione.

Hervé Tullet, La cucina degli scarabocchi (trad. di Eleonora Zoratti), Phaidon, 2011, € 9,95

Il gioco delle differenze

12 Apr

Esce per i tipi di Phaidon la deliziosa collana di libri gioco per piccolissimi “A che gioco giochiamo” di Hervè Tullet (il suo sito è: http://tullet.free.fr/)

Si tratta di 6 prelibri che portano i bimbi a scoprire le sensazioni del libro e a leggerlo con le mani e con gli occhi prima ancora di saperlo leggere davvero . Nessuna parola in questi libri, ma tanti bellissimi viaggi cromatici e tattili.

Il gioco delle differenze, il libro che abbiamo visionato direttamente, propone una serie di immagini simili ma non identiche che il bambino deve individuare non solo per allenare lo spirito di osservazione, ma anche per familiarizzare con il concetto che siamo simili anche se diversi. Le immagini si combinano in un crescendo di difficoltà con il tratto caratteristico di Tullet che culmina nell’ultima immagine, quella in cui le differenze sono un po’ meno semplici da trovare, in un vero e proprio quadro astratto.

Gli altri titoli: Il gioco delle Vermidita, Il gioco di mescolare l’arte, Il gioco della luce, Il gioco delle combinazioni, il gioco di “Andiamo”

Hervé Tullet, Il gioco delle differenze, Phaidon 2011, 14 p., euro 6,95

I cinque sensi

28 Dic

Un altro capolavoro “matto” di Tullet che ci trascina questa volta nel mondo dei sensi, con immagini che danno lo spunto per altre attività che si possono inventare insieme ai bambini sfogliando questo libro. Elencando i sensi uno per uno, l’autore ci fa percorrere una galleria di sensazioni da immaginare e da ricreare. Innanzitutto la vista: cosa guardo ma anche chi mi guarda, esercizi per gli occhi, i colori, le illusioni ottiche, i modi di dire, l’invisibile, gli specchi. Poi l’udito:  il rumore, il silenzio, il suono dei segreti. L’olfatto ci travolge con profumi e odori che vengono dalla città, dalle stagioni: sono più o meno buoni, più o meno cattivi, ma nessuno – dice la mamma – è come l’odore del mio bambino. Il tatto è la mano colorata che lascia un’impronta sul foglio, è quella che si appoggia sulla fronte per vedere se hai la febbre. Sono le schegge, le cose che tagliano, quelle che non si toccano, ma anche il modo di sfiorarsi delle persone che si amano e tutti i modi per fare il solletico. Il gusto è mangio e non mangio, mi piace e non mi piace, ma anche lavarsi i denti, dare un morso e … dove va a finire quello che mangio??? E poi c’è il sesto senso. E anche la tua immaginazione, lettore, chiamato in causa nelle ultime pagine.

Perdetevi nel sito di Hervé Tullet oppure ascoltate una sua intervista.

Hervé Tullet, I cinque sensi (trad. di Cristina Scalabrini), Rizzoli 2010, 140 p., euro 16.