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Il ragazzo che voleva arrivare ai confini del mondo

22 Feb

More about Il ragazzo che voleva arrivare ai confini del mondo

Il confine del mondo non esiste.

Termina con questo volume la quadrilogia che Mankell ha dedicato a Joel Gustafson, cominciata con Il cane che inseguiva le stelle, proseguita con Joel e le lettere d’amore e Il ragazzo che dormiva con la neve nel letto. Proprio in questo romanzo incontravamo Joel con i suoi sogni:  imparare a resistere al gelo e al caldo, vedere il mare per la prima volta, diventare il Re del Rock, vedere una donna nuda. Ora è passato un anno, è il 1960. Joel ha quindici anni, sta per concludere la scuola e si interroga su cosa ne sarà di lui, su cosa potrà fare. Il sogno a lungo covato è quello di diventare un marinaio come lo era suo padre prima di sbarcare e fare il taglialegna. Magari Joel e suo padre potrebbero lasciare la loro casa tra il freddo e i boschi e imbarcarsi insieme. Ma spesso arriva un imprevisto che devia il cammino: una lettera che fornisce l’indirizzo dove vive a Stoccolma la madre di Joel, andatasene quando lui era piccolo. Il ragazzo e suo padre partono verso la città per incontrarla, verso pochi giorni che cambieranno le loro vite e che permetteranno a Joel di prendere il volo. Con fatica e con slancio.

L’autore è famoso in tutto il mondo per la serie di libri per adulti dedicati al commissario Wallander. Oltre a scrivere per adulti e ragazzi, dirige il teatro Avenida a Maputo, dividendosi tra la Svezia e il Mozambico. Usa spesso come motto queste parole: “I stay with one foot in the snow and one foot in the sand”, con un piede nella neve e uno nella sabbia. Questo è il suo sito.

Henning Mankell, Il ragazzo che voleva arrivare ai confini del mondo (trad. di Laura Cangemi), Rizzoli 2009, 251 p., euro 16,50

Il ragazzo che dormiva con la neve nel letto

16 Feb

In quell’ultimo anno era successo qualcosa. Qualcosa che aveva dato uno scossone a tutto il suo mondo. Qualcosa dentro di lui. Falle che si erano aperte, porte segrete che si erano spalancate. Le emozioni erano come porte, Joel lo sapeva. Il dolore aveva la sua stanza, e così la delusione, e la gioia. La vita era come un lungo corridoio. Ogni porta, quando si passava, nascondeva qualcosa che si poteva scegliere o non scegliere, se si bussava e ci si faceva avanti, sempre ammesso che ti facessero entrare. però anche le porte che speravi restassero chiuse a volte potevano spalancarsi senza preavviso (p. 47).

Immagine di Il Ragazzo che Dormiva con la Neve nel Letto

In questa sua nuova avventura, Joel sta in bilico tra i tredici e i quattordici anni, ma vorrebbe arrivare a vivere fino al 2045 per diventare centenario. L’unico modo per riuscirci è temprarsi, possibilmente riuscendo a dormire in cortile mentre nevica. Joel va a scuola, prepara la cena per suo padre e sogna di diventare il Re del Rock. Vuole imparare a suonare la chitarra e a baciare. Entro la fine dell’anno vuole mantenere tre promesse: imparare a resistere al gelo e al caldo, vedere il mare per la prima volta (così suo padre tornerà a fare il marinaio) e vedere una donna nuda. Anche se, lungo il corridoio della vita, si aprono porte che proprio non si aspetta.

Henning Mankell, Il ragazzo che dormiva con la neve nel letto (trad. di Laura Cangemi), Rizzoli 2009, p. 259, euro 15.