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Il giorno che sono diventato un passerotto

7 Nov

il giorno in cui sono diventato passerottoLe illustrazioni di Guridi, tratti lievi che si fanno colore pieno nella galleria di volatili, nelle piume azzurre che il protagonista indossa, per dire di un amore bambino, ma anche di amore assoluto, quello che non lascia il posto ad altro, che fa dimenticare l’intorno, che mette le ali.

Il protagonista è innamorato di Candela, una bambina della sua classe che non lo degna manco di uno sguardo, appassionata di ornitologia tanto da sembrare lei stessa un usignolo. Decide allora di far leva su questo interesse e si traveste da uccello sperando di finire inquadrato dal binocolo con cui Candela osserva il mondo. Il costume è bello, ma un po’ pesante, puzza di cane bagnato quando piove, fa ridere i compagni. Ma sono gli occhi veri del bambino e non quelli gradi del passerotto a incrociare finalmente lo sguardo di Candela, che lo libera dal costume, lo abbraccia per quel che è e gli regala le ali.

Una poesia lieve e piccina che dice della bellezza dell’essere riconosciuti, del poter essere se stessi, del sapere che c’è qualcuno che ti conosce davvero e allora… via, a volare alto!

Il blog dell’autrice.

Ingrid Chabbert – Guridi, Il giorno che sono diventato passerotto (trad. di Maria Pina Iannuzzi e Giulio Casella), Coccole Books, 2015, 40 p., euro 12,90

Guarda qua!

5 Ott

guarda quaSe conoscete dei bambini che amano i libri attività e si lasciano facilmente intrattenere dalle indicazioni date tra le pagine nelle giornate di pioggia o nelle sere invernali (“Cosa fare quando piove” era proprio il titolo del libro di attività di Scarry proposto da Mondadori  e sempre in catalogo) o se voi stessi amate i testi di Keri Smith e le sue folli trovate, avete ora a disposizione un quaderno di grande formato con tanto d’elastico (un quaderno d’artista, verrebbe da dire) in cui le attività proposte sono legate al personaggio di un coniglio nero di cui vengono descritte le caratteristiche, gli amici, le preferenze, i viaggi, le feste a cui partecipa. Le pagine però raccolgono solo alcuni elementi e quindi è chi ci mette le mani a diventare coautore della storia del coniglio, dando un muso agli animali evocati e ritraendo i propri, disegnando quel che vede mentre passeggia, aggiungendo insomma tutto quel che manca.

Il libro si presta a diventare un quaderno di attività per la classe, spunto per gli insegnanti per invitare i bambini a utilizzare tecniche diverse e a lasciar andare l’immaginazione, magari proponendo anche di cucire delle storie intorno ad alcune pagine (l’arrivo del primo rabbit di Londra; la pulce Enrichetta che esibisce nel triplo salto impossibile…). E poi è bello tenerli occupati con un’offerta grafica di alta qualità; tra le uscite prossime di Coccole Books il tratto di Guridi tornerà ad affiancare il testo di Ingrid Chabbert in un albo intitolato “Il giorno che sono diventato passerotto”.

Il blog di Guridi.

Guridi, Guarda qua! un libro per immaginare (trad. Maria Pia Iannuzzi), Coccole Books 2015, 112 p., euro 13