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Di qua e di là dal mare

23 Feb

Nel 2012, Carlo Marconi pubblicava per Emme edizioni Lo stato siamo noi, una raccolta di rime sui dodici primi articoli della Costituzione italiana, nati dal lavoro in classe con i suoi alunni della scuola primaria. Anche questa volta, lo spunto viene dal confronto in classe e, ancora una volta, la filastrocca diventa la forma scelta per rendere più vicino un tema sempre e sempre più quotidiano. Sono ventuno, una per ogni lettera dell’alfabeto, come la parola che dà il titolo a ciascuna, messe in fila come a voler dare un ordine, a cercare un filo anche tra lo scombussolamento che certe immagini creano, che certe domande provocano. Ci sono rime baciate e alternate; riflessioni intorno a parole come casa, lingua, barcone e zattera; ci sono soprattutto le illustrazioni di ventiquattro artisti differenti, a dire l’importanza della diversità e a fare di questo volume anche un catalogo di stili e di visioni. Verso il fondo c’è una doppia pagina illustrata da Gianni De Conno che, dalla sua assenza, illumina ancora una volta l’opera a cui viene accostato: c’è un faro acceso nel suo disegno ed è significativo che stia al fondo, dopo la zeta, dopo che tutto si è detto e non servono più parole, ma un rassicurante fascio di luce.

Come la precedente, anche questa raccolta di filastrocche servirà probabilmente come spunto per molti lavori in classe.

Carlo Marconi, Di qua e di là dal mare. Filastrocche migranti, Edizioni Gruppo Abele 2018, 80 p., euro 12

Abbracci

4 Ago

abbracciUn post per ricordare una possibilità. Jimmy Liao sarà a Cagliari ad ottobre, in occasione del Festival Tuttestorie e, oltre gli incontri con le scuole e con il pubblico del festival,  domenica 11 ottobre terrà un workshop destinato a un massimo di 10 illustratori. Chi è interessato deve presentare la propria candidatura entro il 29 agosto: tutte le informazioni nella sezione News del sito di Tuttestorie.

Così, vista l’occasione, mettiamo in vetrina la galleria di abbracci che Liao illustra nell’omonimo libro, supportati dalla storia del leone dalla rossa criniera che riceve un pacco e comincia a sfogliare il libro che contiene; un libro sdolcinato, ripugnante, caramelloso tanto da fargli venire la nausea e mandarlo di corsa a vomitare nel fiume. Perché chi si abbraccia sulle pagine del libro è così ridicolo e ha espressioni assurde? Le pagine inanellano abbracci di piccoli e grandi, bestiole e bambini, bambini e doudou, consigli, formule, suggerimenti e riflessioni sullo stringersi reciprocamente tra le braccia. Però, nota il leone, tutti sembrano sereni, naturali, contenti. Allora via con le domande e poi coi tentativi, prima poco fortunati con altri animali della savana, poi una serie di prove e infine il ricordo dell’abbraccio ricevuto cucciolo da un bambino.

Non sono solo le immagini e i loro colori a colpire i lettori, come avviene negli altri libri dell’illustratore (assaggi qui e e qui), ma in questo caso è il fatto stesso di sfogliare il medesimo libro del leone: il frontespizio del testo che abbiamo in mano appare infatti quando il leone apre e sfoglia; più avanza nella lettura più il mondo del libro occupa l’intera pagina per poi ritornare – come immagine fisica – nelle ultime pagine che portano verso la chiusura da parte del felino. Il gioco allora è doppio, una storia dentro una storia e, anzi, si fa triplo sul finale, quando una scatola altrettanto infiocchettata casca sulla testa di una maialina impegnata in un pisolino…

Ad ottobre verrà pubblicato in italiano un nuovo libro di Liao, dal titolo “Se potessi esprimere un desiderio”.

Jimmy Liao, Abbracci (traduzione e adattamento di Silvia Torchio), Edizioni Gruppo Abele 2014, 136 p., euro 22