Tag Archives: Grande Depressione

La galleria degli enigmi

20 Mar

Ho apprezzato molto, lungo e non felice titolo dell’edizione italiana a parte, L’incredibile caso dell’uovo e del Raffaello scomparso edito da Fabbri due anni fa; ora un nuovo romanzo della stessa autrice ripropone gli azzeccati ingredienti del precedente: una approfondita conoscenza della storia dell’arte, in particolare pittorica, una protagonista divertente e intraprendente, un’ottima ambientazione storica. Se nel primo libro il lettore camminava nella New York contemporanea con rimandi al periodo della Seconda Guerra Mondiale, qui c’è la Grande Mela del 1928 e del 1929, con il fermento sociale, l’immigrazione, i contrasti politici (si è in piena campagna elettorale per l’elezione a sindaco che vedrà trionfare Hoover).

La dodicenne Martha vive con la madre e due fratelli gemelli, il padre sempre in giro per i suoi spettacoli di vaudeville; è una ragazzina dalla risposta pronta, curiosa, ma anche attenta e piena di domande e non riesce a tenere a freno la lingua nella scuola rigidamente cattolica che frequenta. Ha una certa tendenza a combattere gli stereotipi e i ruoli di genere, cominciando dalle questioni bibliche che la sua insegnante sottopone alle allieve e il suo costante contraddire – a ragione peraltro – le costa l’espulsione. La madre le prefigge un duro ingresso nel mondo del lavoro e la sistema come lavapiatti nella grande dimora in cui è a capo dei domestici: la casa di Mr. Sewell, proprietario di uno dei maggiori quotidiani, grande sostenitore di Hoover e dell’etica del guadagno. La casa nasconde una sorta di mistero: la signora Sewell, una ricca ragazza che prima del matrimonio ha viaggiato molto e scandalizzato la società statunitense con comportamenti giudicati non adatti a una donna, vive reclusa all’ultimo piano, circondata da quadri preziosissimi, mangiando sempre le stesse cose, prigioniera della pazzia di cui tutti sono a conoscenza. Se si aggiunge che il valletto ha strani comportamenti, che in casa esplode una bomba lanciata dall’esterno e che nella galleria apposita arrivano a rotazione dei quadri inviati dalla signora Sewell, la fantasia di Martha non può mettersi in moto. Proprio aiutata dal valletto Alphonse, un italiano che si finge francese, ex insegnante di latino e greco immigrato da poco, scopre le storie dei miti che sono raffigurati nei quadri e ne coglie il significato: sono messaggi inviati da Rose Sewell per denunciare la propria prigionia e l’avvelenamento a cui è lentamente sottoposta.

Laura Marx Fitgerald trova posto per descrivere grandi biblioteche e collocazioni Dewey, per parlare delle Metamorfosi di Ovidio e del melting pot della società newyorkese dell’epoca, per dire di cinema, di politica, di lotta di classe e di affermazione del ruolo della donna; racconta la storia di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, regalandosi la licenza di dare un fratello a Vanzetti per potergli dare un ruolo di primo piano (e a me, che dalla terra di Vanzetti vengo, ciò è particolarmente caro). L’affresco dell’epoca, la fotografia che ne nasce è dettagliata e viva, ribolle di fermenti rivoluzionari e di scoperte: per Martha la verità sul proprio amato papà, su come vanno le cose nel mondo e su com’è la sua città fuori dal quartiere in cui vive.

L’autrice è abilissima non solo a dare mille informazioni e ad approfondire su arte e letteratura, ma ancora una volta disegna un personaggio anziano assolutamente verosimile e fantastico: se nel precedente romanzo era il nonno della protagonista, qui è Martha stessa che accoglie il lettore alla soglia delle cento candeline, parlando in modo caustico, veritiero e imperdibile della sua condizione di vecchia. Sempre lei del resto, dichiara di aver imparato che se si chiede la verità ad un adulto si ottiene di solito una storia; lei vuole raccontare la verità sui fatti a cui ha preso parte; ne fa nascere un splendida storia di verità che non potete far mancare ai lettori amanti di misteri e di colpi di scena.

Il sito dell’autrice dove è possibile vedere insieme alcuni dei quadri “prestati” alla galleria di Rose, quelli che usa per tramettere messaggi a Martha, e saperne di più in personaggi e immagini degli anni Venti.

Laura Marx Fitzgerald, La galleria degli enigmi (trad . di Maria Concetta Scotto di Santillo), Fabbri 2017, 268 p., euro 15,90

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L’indimenticabile estate di Abilene Tucker

29 Mag

More about L'indimenticabile estate di Abilene TuckerLe storie sono potenti. E se qualcuno ti fa la cortesia di inventarsi una storia che tu ti possa godere mentre mangiucchi un biscotto allo zenzero, ti abbandoni a quella storia e te la godi fino all’ultimo morso. Shallallà shallallà.

Un libro lungo un’estate. L’estate di Abilene, mandata dal padre per qualche mese nella cittadina dove lui è cresciuto ragazzo. Abilene è abituata a crescere da vagabonda, a incontrar gente, a seguire i binari del treno, ad ascoltare storie, specie quelle che suo padre le ha raccontato a proposito di quella città, Manifest, come diceva il cartello all’ingresso, con un ricco passato e un luminoso futuro. Ma quando la ragazzina arriva pare che dal futuro nessuno attenda più nulla e che il passato sia semplicemente passato: è il 1936, l’anno della grande siccità (la stessa di cui ci parla Lucy in Ultraviolet) e Abilene è ancora una volta la nuova arrivata. Ferma nelle sue certezza che ovunque ci siano degli “universali” che valgono sempre e comunque, è diffidente e sospettosa, sulle spine, ma anche curiosa e incantata da quel che le viene incontro. Cosa nascondono i racconti della donna dai mille braccialetti tintinnanti e dall’accento ungherese? Chi è la Talpa citata nelle lettere che trova sotto l’asse del pavimento? Suo padre che ruolo ha avuto nell’incredibile e avventurosa storia che le si dipana sotto gli occhi, successa appena diciotto anni prima?

Coinvolgendo due nuove amiche, la ragazzina cerca, indaga, prova a cucire i pezzi di racconto, ad andare oltre le facce delle persone che incontra per scoprire la magia e il coraggio di tanti anni prima.

Clare Vanderpool ci ha davvero fatto la cortesia di inventarsi una storia godibilissima partendo dalla vita dei suoi nonni e dei suoi prozii, cresciuti, come i protagonisti del libro che ha vinto nel 2011 il Newbery Award, in una cittadina mineraria piena di immigrati che venivano da tanti Paesi del Vecchio Continente. Questo è il suo sito.

Un libro che ci ricorda qualcosa che ci ha appena detto anche Il mistero del London Eye: che non sempre le cose sono quel che appaiono. E, a proposito, “Stai facendo buon uso della tua estate?” chiede suor Redenta ad Abilene. Stiamo facendo buon uso del nostro tempo (caccia di rane, caccia di storie, rabbie giuste, solchi nell’orto, sguardi oltre lo scontato) ? Shallallà shallallà.

Clare Vanderpool, L’indimenticabile estate di Abilene Tucker (trad. di Aurelia Martelli), EDT 2012, 384 p., euro 15

Ultraviolet

4 Mag

Tredici anni oggi. Finalmente! Fine dell’infanzia. Aspetto questo giorno da così tanto tempo e ora che è arrivato … Be’. andiamo… Non è poi così grave. Sarebbe un peccato volere di più per il mio compleanno. 

29 luglio 1936. Lucy compie tredici anni nel pieno dell’estate della grande siccità. Il Canada è immobile nella morsa della polvere e della Grande Depressione: i raccolti perduti, i campi ridotti in distese di polvere, le auto ferme perché non c’è più benzina, persino le parole come cioccolato evocate per sentire gusti e sapori rimangono sospese nell’aria. Lucy invece ribolle. Finalmente ha tredici anni, finalmente si sente grande e ha un diario su cui le piacerebbe riuscire a scrivere tutti i giorni. Un diario non sgrida, non arrossisce, non si gira dall’altra. Un diario-rifugio, vorrebbe farne. Rifugio da sua madre che non perde occasione per evocare la vita migliore degli anni della giovinezza, rifugio da un padre pastore della chiesa locale che giustifica ogni cosa col volere di Dio, rifugio dalle regole, dalle domande senza risposta. Perché – si chiede Lucy -se Dio ha fatto gli uomini non li ha fatti migliori? Perché la madre ha scelto un matrimonio consapevole che avrebbe peggiorato la sua condizione? Perché la gente rimane ingabbiata in una vita che non si sente propria? La risposta arriva da un mendicante accolto in casa: non uno dei soliti ubriaconi, ma un medico radiato dall’albo. Un uomo bello, dall’accento francese e dal passato misterioso, un uomo che affascina la ragazzina perché le parla come ad un’adulta, con un’onestà e una parità che lei non conosce, regalandole la fiducia che le manca per scartare e scegliere la propria vita.

Questo libro inaugura la nuova collana di Camelozampa, “Gli arcobaleni”, dove la casa editrice si propone di pubblicare libri scritti bene che affrontino ogni argomento, con l’idea che coi ragazzi si possa parlare di tutto, che hanno il diritto di leggere tutto. Sono romanzi brevi e sono scomodi. Scomodi nel senso migliore, che mi piace: storie che dicono, con sincerità, con onestà, storie scritte bene. Storie che mi ricordano quelle che ragazzina incontravo nei libri pubblicati nelle collane “Frontiere” o “ex libris”. Storie che fanno sentire il giovane lettore a suo agio nel mondo. Storie che – come dice Lucy del suo diario -non hanno paura di dire, non arrossiscono, non girano la faccia dall’altra parte, come certi adulti.

Questo è il blog dedicato alla collana. Questo il sito della casa editrice.  Questo è il primo romanzo per adolescenti di Nancy Huston tradotto in Italia, mentre invece sono tradotti i suoi pluripremiati libri per adulti.

Nancy Huston, Ultraviolet (trad. di Mirella Piacentini), Camelozampa 2012, 79 p., euro 9.