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Vorrei essere libera

15 Nov

More about Vorrei essere liberaLa prima cosa che dovete sapere, riguardo alla scatola con le rose rosse, è che non mi aspettavo niente. Immagino sia proprio in quei momenti che ti capitano le cose belle: quando non le cerchi.

Quando Leah compie dieci anni riceve inaspettatamente un regalo dalla zia Olivia, la sorella della madre di cui nessuno a casa parla mai: un bauletto che si chiude con la chiave, pieno di piccoli gioielli, una mantellina da notte, un orologio vero, dei trucchi, un foulard di seta e dele pantofole di satin rosa. Uno scrigno delle meraviglie per una bambina afroamericana che vive in Lousiana in pieno regime segregazionista. Siamo a metà degli anni Cinquanta e Leah e sua sorella Ruth sono abituate a vedere negozi dove i cartelli avvertono che i neri non possono entrare, a non bere alle fontanella riservate ai bianchi, a sedersi in fondo agli autobus, a viaggiare su treni segregati. Con quella scatola però arrivano anche quattro biglietti del treno e un gesto di pace: la madre e la zia si sono riappacificate e le due ragazzine, con la nonna e la madre, partono alla volta di Los Angeles, dove vivono la zia e il marito. Scoprono così un mondo dove non c’è segregazionismo, dove i neri possono avere gli stessi sogni dei bianchi e bere insieme dalla stessa fontana. Il libro è una sorta di diario di Leah, il racconto degli avvenimenti che seguono nella sua vita e che la portano a respirare l’idea della libertà. Ci sono risate e lacrime, una grande biblioteca, degli amori che cominciano con uno sguardo e un sorriso, la bellezza del sabato passato a stendere i panni con la sorella, New York, la certezza che il destino abbia in serbo una sorte migliore, la signora Pittman che non si può definire attraente ma che ha tanta bellezza negli occhi. Ci sono alcune buffe sagge domande, tipo dove vanno a finire le lacrime quando non le si piange o dove va il tempo quando passa; qualche descrizione su come sia quando si riesce a sorridere dentro e fuori; la miglior descrizione di come ci si sente quando ci si ferma dopo un lungo viaggio: esausta, come una bustina di tè usata due volte!

Un romanzo scritto (e tradotto) davvero bene, che si legge di un fiato e che lascia sospesa una sorta di bellezza: quella delle cose semplici, dette bene. Con questo libro, Brenda Woods ha vinto il Coretta Scott King Awards; è l’autrice anche de Il lungo viaggio di Sally, pubblicato sempre da Giunti.

Brenda Woods, Vorrei essere libera (trad. di Duccio Viani), Giunti 2010, 219 p., euro 8,50.

Mr Stink

10 Nov

Una zaffata, un lezzo, un tanfo, una puzza. E poi la puzza più puzzolente del mondo.
Nelle prime righe di questo romanzo saliamo subito lungo i vari gradi che un odore cattivo, un odore maleodorante, un odore mefitico può avere perché la prima cosa che ci viene detto del protagonista è appunto che puzza, anzi che fete. Il Signor Puzzone, come tutti lo chiamano, è un barbone, con la giacca di tweed e il farfallino, ma pur sempre un barbone che passa il suo tempo in compagnia di un cane sulla stessa panchina ad aspettare che la pioggia lo lavi. Chloe invece ha dodici anni, una sorella perfetta, una tremenda madre candidata al Parlamento, una scuola privata con delle compagne che la prendono in giro, la passione per inventare storie. Tutti i giorni passa davanti alla panchina del signor Puzzone e finalmente si decide a rompere le regole che le ha dato sua madre e gli rivolge la parola. Chloe è decisamente incuriosita dal barbone: chi sarà davvero? Che vita avrà avuto? Immagina per lui un passato da pirata , da cantante d’opera, da bucaniere, da agente segreto, da ladro, da avventuriero, fino a scoprire che ha delle posate d’argento per mangiare (quando ha da mangiare) e che le cede il lato interno sul marciapiede perché è lì che deve camminar una dama mentre un gentiluomo deve sempre stare su quello esterno. Chloe nasconde il barbone nel capanno del giardino proprio il giorno in cui la madre presenta il proprio programma elettorale che prevede, al punto 20, che tutti i barboni o “schiva-sapone” siano banditi dalle nostre strade… una bella sfida.
Una storia divertente, con un finale che sa un po’ di Mary Poppins (il suo compito è altrove, eh, signor Puzzone?!?), sicuramente impreziosita dalla illustrazioni di Quentin Blake.

David Williams – Quentin Blake, Mr Stink. L’esilarante storia del signor Puzzone (trad. di Angela Ragusa), Giunti junior 2010, 220 p., euro 14,90.

L’elefante del mago

3 Dic

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E se? Perché no? Sarebbe possibile?

Questo è un libro sul “se fosse” e sul “sarà”, sulle cose che diventano vere anche se sembrano impossibili e lo diventano perché ci si crede talmente che la speranza vince l’impossibile. Un paio di secoli fa, nella città di Baltese, alcune persone sperano che si verifichino avvenimenti al limite del credibile, al limite del miracolo. Un mago vorrebbe fare la magia della vita, quella così incredibile che si realizza una volta soltanto. Peter, orfano che vive con un soldato che in guerra ha perso la ragione, vorrebbe ritrovare la sorellina che dicono morta. Un poliziotto speranzoso vorrebbe dei bambini ad allietare la sua casa. E quando il mago si concentra in teatro per fare la magia più magia allora gli ingranaggi della possibilità cominciano a muoversi e il destino prende vita: perché al posto del mazzo di fiori con cui omaggiare una nobildonna, il mago fa comparire… un elefante. Un elefante che rompe le gambe della nobildonna e la costringe in sedia a rotelle, che porta all’arresto del mago, a un verbale di polizia, all’invidia di un’altra nobile che decide di prendersi l’elefante in casa e metterlo in mostra. Un’indovina aveva predetto a Peter che seguendo un elefante avrebbe ritrovato la sorella. La piccola Adele in orfanotrofio aveva sognato un elefante che l’avrebbe portata “nel posto a cui apparteneva”. L’elefante è la chiave di tutto: un triste elefante nostalgico di casa, messo in vetrina come attrazione per il popolo. Rimane solo da fare combaciare i vari pezzi, i vari destini, incorciare le strade diverse per ottenere la vera magia. Ma tutto, non dimenticate, è possibile.

Sembrava tutto troppo impossibile per essere accaduto realamtne o per essere stato vero. Eppure accadde.

Sul sito dedicato al libro potete anche scaricare un poster con una delle immagini più suggestive del libro: Peter che sussurra all’orecchio dell’elefante. Sul sito dell’illustratrice potete vedere tutti i suoi lavori; questo invece è il sito personale di Kate DiCamillo, autrice de Lo straordinario viaggio di Edward Tulane.

Una piccola nota. Effetti del traduttore automatico: nel risvolto di copertina si parla Maltese: non è una città-cioccolatino, non prende nome dalla razza canina né dal personaggio di Hugo Pratt, la città in cui si ambienta la storia si chiama Baltese.

Kate DiCamillo – ill. Yoko Tanaka, L’elefante del mago (trad. di Stefania De Franco), Giunti junior 2009, 210 p., euro 14,90.