Tag Archives: Giorgio Salvi

Lucas

9 Set

Ecco un nuovo romanzo di Kevin Brooks e vien da dire che è il Brooks migliore, quello apprezzato in Naked e ne L’estate del coniglio nero. Un romanzo duro, dove sai fin dall’inizio che la vicenda non avrà certo quel che si definisce lieto fine, anzi, ma che ha un profondo significato innanzitutto per la scelta di far raccontare in prima persona dalla protagonista e di mettere sulla pagina il suo sguardo, i suoi sentimenti, il deflagare degli avvenimenti sul suo corpo e sul suo animo.

Caitlin vive sulla minuscola isola di Hale, collegata da un ponte alla terraferma, insieme al padre che scrive romanzi per ragazzi e cerca di sopravvivere alla morte della moglie avvenuta quando i figli erano piccoli. La conosciamo sulle soglie dell’estate, quando il fratello torna a casa dall’università e comincia a frequentare la cattiva compagnia di un gruppo di ragazzi del luogo, intorno a cui bazzica anche Bill, la vicina di casa e amica da sempre di Caitlin. Ma è un’amica che lei non riconosce più, che passa il tempo a vestirsi in modo provocante, a cercare l’attenzione dei più grandi, a bere al pub per finire a vomitare sul ciglio della strada. Lo sguardo di Caitlin invece è catturato dalla figura di un ragazzo biondo, con lo zaino in spalla che vede sul ponte. Scoprirà poi che il giovane è sull’isola da qualche tempo, fa lavoretti nelle fattorie, vive in una radura quasi magica nascosta nel bosco. Lo conosce sulla spiaggia e il sentimento magnetico che la travolge non ha pari. Ma il candido e misterioso Lucas è al centro dell’attenzione degli abitanti dell’isola che lo additano come vagabondo, rom, insomma il diverso da allontanare. Un incidente durante l’annuale regata diventa il pretesto per scatenare contro di lui l’odio, accresciuto dai ragazzi della banda che vogliono montare ad arte delle accuse e incolparlo di reati che non ha commesso. Nel tentativo di difenderlo, Caitlin proverà tutta la forza della violenza, del pregiudizio e della facilità con cui le persone fanno massa credendo a fatti assolutamenti inventanti ed illogici.

Molto bella la figura del padre di Caitlin, descritto nella sua umana debolezza, nella fatica del vivere, ma anche nella capacità di crescere la figlia con uno sguardo aperto e attento a ciò che è giusto, alle scelte necessarie. E un applauso per la riga finale 😉

Kevin Brooks, Lucas. Una storia di amore e di odio (trad. di Giorgio Salvi), Piemme 2019, 334 p., euro 17, ebook euro 7,99

Il coraggio di un campione

17 Ago

4431-Sovra.inddIl piccolo Arcady è un talento del calcio, per lui riuscire a fare gol non significa soltanto il piacere del bel gioco e della sfida, ma la possibilità di sopravvivere: nell’orfanotrofio in cui cresce, diviso dai suoi genitori considerati nemici del popolo, vincere la sfida con un compagno vuol dire avere una razione di più di pane. Quando il temibile direttore gli ingiunge di esibirsi durante la visita degli ispettori, Arcady vede il suo destino cambiare: poco tempo dopo, l’uomo che lo ha colpito in quell’occasione per i suoi modi così distanti dalla brutalità degli altri, lo viene a cercare per adottarlo e portarlo a vivere in una linda casa ai confini con la campagna. Arcady è convinto che sia un allenatore colpito dal suo talento e che possa aiutarlo a coronare il sogno di giocare nella Società sportiva della casa dell’Armata Rossa. Il loro duplice percorso sarà alla scoperta del momento storico che vivono, del valore della libertà e del significato dell’amicizia, in un reciproco addomesticarsi a vicenda.

Pur essendo ispirato ad una storia vera, il romanzo si distingue dai tanti che vengono in questi mesi pubblicati (a sfondo storico; con al centro della narrazione un personaggio realmente esistito) perché non è didascalico, ma cattura l’attenzione del lettore con una prosa fluida e soprattutto con le illustrazioni dello stesso Yelchin che accompagnano tutto il testo, impreziosendo il volume fin dalla copertina.

Il sito dell’autore.

Eugene Yelchin, Il coraggio di un campione (trad. di Giorgio Salvi), Piemme 2016, 187 p., euro 16

Quando il diavolo mi ha preso per mano

26 Mag

3254-Sovra.inddLa prima volta che ho guardato la copertina di questo libro ho pensato che raffigurasse la prua di una nave su un mare in tempesta; in realtà è un’alta scogliera, ma Candalù – la vecchia casa di famiglia in cui vive la protagonista diciassettenne Violet insieme al fratello gemello Luke – potrebbe ben essere una vecchia nave solitaria, trascurata alla soglia dell’abbandono e sferzata dai venti, isolata rispetto al piccolo paese non solo per la posizione in cui è stata costruita, ma anche per una sorta di snobismo in particolare del padre dei gemelli che lo ha portato a tenersi lontano dagli altri.

Ai margini sta anche Violet, taciturna, con la testa fra i libri e i pensieri rivolti all’adorata nonna Freddie, morta da poco, che l’ha cresciuta tra racconti di un passato ricco e misterioso e che ha lasciato in casa  delle lettere che la ragazza – nonostante le ricerche in ogni angolo – non riesce a trovare.

Per far fronte alle necessità economiche, Violet decide di affittare per l’estate la dépendance della villa a un ragazzo con una curiosa auto d’epoca che pare piombato dal cielo, tanto è misterioso e contraddittorio quel che di sé racconta. Ma River è anche affascinante, in grado di far sorridere chiunque e a chiunque essere attento e non è semplice per Violet credere che gli avvenimenti strani e soprannaturali che improvvisamente si verificano in paese possano essere messi in relazione con lui: bambini scomparsi, strane visioni, voci di chi dice di aver visto il diavolo, violenze improvvise dagli strascichi profondi. Il tutto si complica quando dovrebbe semplificarsi: l’arrivo del fratello di River, che spiega la sua vera identità, la sua storia e il potere particolare con cui è nato, in realtà apre nuovi scenari sulla famiglia di Violet, sui legami con alcune persone che vivono in paese, sul passato che ritorna sotto forme diverse.

La trama – con i suoi risvolti di mistero, poteri sovrumani e sangue – potrà affascinare i giovani lettori amanti del gotico; tenete conto che tutto questo si innesta su una base descrittiva che cita film come “Quarto potere”, “Casablanca”, “Sabrina” e altri classici del cinema con carrellata western, accanto a libri, da Tolkien a Narnia, da Dickens a Hawthorne passando per Auden: sicuramente una buona base per giocare coi rimandi, per incuriosire i lettori a cercare oltre, a vedere e a leggere altro.

Il libro, che ha una conclusione propria, lascia comunque aperto uno spiraglio che ci dice che è il primo di una serie di cui per ora sono usciti negli Stati Uniti due titoli.

Il sito dell’autrice.

April Genevieve Tucholke, Quando il diavolo mi ha preso per mano (trad. di Giorgio Salvi), Piemme Freeway 2014, 269 p., euro 16, ebook euro 9,99