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Fred l’amico immaginario

13 Lug

fred-l-amico-immaginarioAl tratto di Oliver Jeffers è difficile resistere, figuriamoci se poi accompagna un testo di Eoin Colfer. Si parla di amicizia e amici immaginari, di cui l’editoria ci ha recentemente assai deliziati (il romanzo Il mio amico immaginario, ma anche Le avventure di Jacques Papier fresco di Premio Andersen, e il Che cos’è un amico di Carminati e Valentinis). Si dice della solitudine che punge e fa male e si evocano gli ingredienti magici che, presenti nel medesimo momento, possono dare vita a un amico immaginario. Il problema è che sovente questo viene in fretta dimenticato per un repentino ritorno alla realtà e alle amicizie reali, e allora è lui a provare solitudine. Si parla anche di gelosia, di quel che succede quando arriva un terzo amico e sembra che l’equilibrio si guasti, mentre invece se ne sta semplicemente assestando uno nuovo, sempre che non si rovini tutto con pensieri bui anzitempo, musi e ripicche (come non ricordarci dell’albo Sulla collina pubblicato da EDT Giralangolo e recente Premio Andersen?).

L’albo racconta di Fred e delle caratteristiche di un amico immaginario, di Sam, l’amico reale che lui ha sempre sognato e di quel che succede quando entra in scena Sammy. Racconta di progetti, di spettacoli, di scherzi, di piani, di entusiasmi e fatiche, di un quartetto e di un duo. E di come non sia poi detto che gli amici immaginari spariscano per forza.

Il libro ha una giusta lunghezza per essere letto agevolmente da chi si muove a passi spediti nella lettura appena appresa e a cui quindi può far piacere leggersi una storia in autonomia, una storia illustrata.

Il sito di Jeffers. Il sito di Colfer.

Eoin Colfer – Oliver Jeffers, Fred l’amico immaginario, Mondadori 2016, 48 p., euro 15

Fragile come noi

9 Mag

5257-Sovra.inddUn romanzo che descrive come ci si sente da sedicenni senza nulla di particolare, ma soprattutto che ha la capacità di dire della gelosia che nasce nell’amicizia più consolidata, quando tra due amiche del cuore ne spunta una terza, l’equilibrio che dura da anni cambia fino a rompersi.

Cad ha appena compiuto sedici anni, frequenta una scuola femminile molto prestigiosa, ha buoni voti e, direbbe lei, nessuna caratteristica particolare che la faccia notare. I suoi genitori si aspettano molto, mentre lei vive in negativo la scuola in cui è stata ammessa e che l’ha separata da Rose, l’amica inseparabile da più di dieci anni, che va alla scuola pubblica, mista, e ha un buon giro di amici. Quindi Cad promette a se stessa nel giorno del suo compleanno un grande cambiamento per l’anno successivo: vuole arrivare a festeggiare i diciassette anni con tre obiettivi raggiunti: avere un ragazzo, perdere la verginità, vivere un “evento significativo”, ovvero qualcosa che ti rende interessante, che ti permette di raccontare la tua storia ponendoti al centro dell’attenzione degli altri. Non ha fatto il conto con Suzanne, una nuova compagna di classe di Rose, che presto ne diventa grande amica: Cad si sente esclusa, è gelosa e insieme affascinata da questa ragazza bella, spigliata, che parla poco del suo passato. E inaspettatamente amica: perché Suzanne si interessa a Cad, si appoggia a lei, si confida e allora tutto si ribalta: è Rose a diventare gelosa, a sentirsi messa da parte.

Nel sottile gioco dell’amicizia nuove che si scontra con un rapporto consolidato da tempo, il tutto incastrato nella crescita adolescente, nella scoperta di sé, nel necessario e doloroso confronto con gli adulti e coi coetanei, ecco inserirsi prepotentemente anche il passato di Suzanne, le violenze familiari, il non risolto che mina qualunque cosa. Un romanzo che regala un finale non scontato, ma profondamente onesto che dice del rispetto dell’autrice verso i suoi lettori (o meglio, le sue lettrici probabilmente vista la trama) e verso la descrizione della vita, così com’è.

Il sito dell’autrice.

Sara Barnard, Fragile come noi forte come l’amicizia (trad. di Valentina Zaffagnini), Piemme 2016, 319 p., euro 16, ebook euro 7,99

Sulla collina

25 Giu

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La collina del titolo è il luogo dove si svolgono le avventure dei protagonisti di quest’albo, bambini abituati a giocare in libertà selvatica, a disporre del loro tempo e ad accordarlo con la propria inventiva trasformando la scatola di cartone che ciascuno si porta dietro in una nave di pirati, un destriero, un’astronave. Uto e Leo sono grandi amici da sempre e sanno stare bene in baldoria ed in silenzio. Un giorno però sulla collina arriva Samu: li ha osservati da lontano e per parecchio tempo, ha capito che per entrare a far parte della banda serve uno scatolone che si è prontamente procurato e probabilmente si è armato di tutto il coraggio che ha per chiedere ai due di poter giocare con loro. Ma mentre Leo è gentile e disponibile, Uto patisce il nuovo arrivato, un po’ si sente escluso, un po’ si esclude da sé e la gelosia vince su tutto.

Gelosia, ma anche nostalgia dei giochi con Leo, fino a quando gli viene offerta un’opportunità tutta nuova: gli amici lo solleticano non con uno scatolone, ma con una sorta di mega macchina speciale e dotata di ruote su cui si può giocare a lanciarsi nello spazio, a proiettarsi verso il cielo e persino bere limonata. Insomma, gioco nuovo e modo nuovo: il ritmo a due diventa ritmo a tre e Uto ben si accorda a ciò che è – appunto – cosa nuova, amicizia diversa rispetto alla precedente, senza necessità di confronti, ma pronta a essere vissuta per quel che è, piena di nuove avventure.

Il sito dell’illustratore, autore dell’albo La balena della tempesta, sempre Edt Giralangolo, il cui tratto ritrovate anche in una recente uscita Emme Edizioni: “Orazio Maisazio” col testo di Elli Woollard, storia di un gigante deciso a mangiarsi qualche bambino che dovrà ripiegare su una succulenta torta.

Linda Sarah e Benji Davies, Sulla collina (trad. di Anselmo Roveda), EDT Giralangolo 2015, 34 p., euro 13,50