Tag Archives: fumetto

Al sole come i gatti

22 Lug

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Il fumetto di Marta Baroni è una guida alla città eterna, alla città amata attraverso i propri luoghi del cuore e i ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza.

Il racconto della città prende il via dall’allontanamento dell’autrice da Roma per trasferirsi a vivere altrove e già nelle prime paginebaroni20 viene esplicitato l’intento e il punto di vista dell’autrice che ricorda di come fin da piccola sia stata una fiera cittadina romana ;-). Le vicende personali si intrecciano ai luoghi e questi hanno storie da raccontare .

Inizia così una carrellata dei quartieri e dei luoghi più cari, partendo da Garbatella fino alla Via Prenestina, passando per San Paolo, San Lorenzo, il Pigneto, Rione Monti e Trastevere, soffermandosi sulle particolarità, sulle storie e sulle leggende dei quartieri, raccontando spazi che solo chi ha vissuto a Roma o ha amicizie romane può conoscere (il CSOA La Strada, il Bar San Callisto solo per citarne alcuni). In questo senso è una guida, alternativa e assolutamente non turistica, alla romanità. Con tutti i vezzi e le peculiarità tipiche di chi è nato e cresciuto nella capitale (come il non uscire dal proprio quartiere fin dopo la maggior età 🙂 ) e con le indicazioni per scoprire davvero le anime di questa bellissima e contraddittoria città.

E’ un racconto solare e innamorato, che vi guiderà alla scoperta di una Roma poco conosciuta, ma autentica e molto viva.

Il sito di Marta Baroni.

Marta Baroni, Al sole come i gatti, Bao Publishing 2015, pp. 152 , €15

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Herobear e il bambino

8 Apr

imageLa storia di Herobear e il bambino, vincitrice per ben due anni consecutivi (2002-2003) del premio Eisner Award, come miglior albo per ragazzi, è un delicatissimo e commuovente fumetto sull’innocenza di quando si è bambini e sul potere della speranza e della fede.

Alla morte dell’amato nonno, Tyler e la sua famiglia si trasferiscono nella grande villa di famiglia. Al giovane Tyler spettano anche due particolari oggetti in eredità: un orso di pezza e un orologio rotto. Cosa farsene, quando i problemi che deve affrontare sono ben altri? Ci sono la nuova scuola, i nuovi compagni e i bulli della zona che inevitabilmente lo prendono di mira. Ma quando tutto sembra volgere al peggio, Tyler scopre il potere nascosto dell’orso e dell’orologio: il giocattolo in realtà si trasforma in un vero e proprio orso polare in grado di volare (con tanto di mantello), e l’orologio è una bussola cerca cattivi. Questi sono solo i primi segreti che il nonno ha lasciato al nipote, che si ritrova anche investito del compito di difendere la città dal temibile robot a molla X -5.

Mike Kunkel, Herobear e il bambino (trad. L. Favia) Bao Publishing 2015, pp. 168, € 15 (anche in ebook € 7,99)

 

Il ragazzo invisibile

25 Dic

IMG_0251Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores non è solo un film,non è solo un fumetto e non è solo un libro. È soprattutto un esperimento di cross-medialità come già era stato Nirvana nel 1997. Un esperimento che dal mio punto di vista è sicuramente riuscito e che non vedo l’ora prosegua. Ma andiamo con ordine e partiamo dal libro.
La storia è un classico del genere superoistico: Michele è un ragazzo sfigato, vittima dei bulli della scuola (come Peter Parker, il mito del protagonista) che il giorno dopo l’ennesima umiliazione scopre di avere un potere speciale, può diventare invisibile. Ma per farlo ovviamente deve essere nudo. Michele sperimenta il suo potere come qualunque adolescente farebbe, vendicandosi dei bulli e andando dove a nessun maschio è concesso dì entrare: lo spogliatoio delle femmine! Tutto questo per lui non sarà altro che fonte di guai, ma quelli veri e più pericolosi devono ancora arrivare…
Il romanzo è scritto molto bene, è ricercato,non scontato e si legge d’un fiato, con belle citazioni musicali e grande sensibilità nel narrare l’età di mezzo, con i pensieri e i dubbi che si affrontano quando tutto intorno e dentro di te cambia molto,troppo in fretta. Gli scrittori, nonché sceneggiatori del film, hanno impostato libro come uno strumento per approfondire la psicologia e le vicende dei personaggi che nel film per ovvie esigenze di tempo,possono solo essere accennate. Un utile mezzo dunque per andare ancora più a fondo nella storia.
il ragazzo invisibile 1_cover.inddIl fumetto invece ci offre una visione parallela, con il focus incentrato su vicende collaterali alla storia principale, il tutto appunto per fornirci una veduta più ampia di quella esclusivamente filmica. Per il fumetto sono stati coinvolti alcuni fumettisti italiani che da anni lavorano per le major del fumetto Usa, è il risultato si vede eccome. Ma la cosa secondo me più importante è che tutti e tre i prodotti non sono delle semplici trasposizioni “all’italiana” di un genere tipicamente nord americano, ma sono una vera e propria rilettura del genere attraverso una sensibilità sicuramente diversa,non antitetica ma complementare.

Approfittate delle feste per andare al cinema, e dopo leggete il libro e il fumetto, per assaporare a 360 gradi la storia di Michele e del suo incredibile cambiamento.

Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi, Stefano Sardo, Il ragazzo invisibile, Salani 2014, pp.299, € 13.90

Diego Cajelli,Giuseppe Camuncoli, Werther Dell’Edera e Alessandro Vitti, Il ragazzo invisibile, Panini Comics 2014, pp.128, € 15.90

Il sito ufficiale è questo, dove potete trovare anche le storyline del film 🙂

Montreuil 2013 / 1 – Bande dessinée et immigration

1 Dic

Apriamo i resoconti dei giorni del Salon du livre et de la presse jeunesse di Montreuil con un annesso e connesso: la mostra Albums. Bande dessinée et immigration 1913-2013, allestita al Palais de la Porte Dorée (12ème), ideata sulla scorta dell’idea che il fumetto sia un linguaggio riconosciuto che può parlare di qualsiasi tema in modo accessibile a tutti. Il percorso segue un andamento cronologico che si sviluppa però attraverso temi diversi: aperta dalla figura di George McManus e chiusa da Shaun Tan con una parete intera occupata dai volti disegnati per “L’approdo”, ripercorre non solo il tema dell’immigrazione nelle storie, ma sottolinea anche la condizione di immigrati di molti illustratori. Si viaggia così su un binario doppio – le storie e chi le crea – attraverso tavole originali, video, attività ludiche che invitano a scoprire particolari nascosti non solo ai piccoli visitatori ma anche agli adulti, curiosità, vetrine che affiancano particolari della vita privata dell’autore a particolari delle sue tavole, pensando a quel che scrisse Reneé Goscinny: “J’aime beaucoup les étrangeres, j’ai longtemps été étranger moi-même” e ripercorrendo le condizioni di sans-papiers, i visti negati, l’essere additati come diversi che molti di questi autori hanno vissuto sulla propria pelle. Insomma, una mostra di storie Storie di autori di origini algerine, italiane, senegalesi, vietnamite, portoghesi; storie dei loro genitori, dei loro nonni.Storie reali che si mescolano alle storie immaginate nei fumetti. Per raccontare di chi si muove e muove la storia.

Il catalogo merita di essere sfogliato, studiato, riletto: Albums des histories dessinées entre ici et ailleurs. Bande dessinée et immigration 1913-2013, sous la direction de Vincent Marie et Gilles Olliviers, Futuropolis-Musée de l’histoire de l’immigration 2013, 191 p., euro 26.

La mostra è allestita all’interno del percorso permanente del museo, intitolato “Repères”, che illustra due secoli di storia dell’immigrazione in Francia (tanto per capirci, circa dal massacro di Aigues Mortes del 1893 ai giorni nostri), offrendo uno scenografico, interessante allestimento che attraversa nove aree differenti, occupandosi del significato dell’emigrare attraverso oggetti e testimonianze delle persone che ne hanno fatto un legame con la terra d’origine; attraverso il racconto dell’evoluzione della legge, della partecipazione dei migranti alla storia della Francia (alle guerra, alle Resistenza, alle lotte sindacali), dello sport come modo di emergere, delle logiche (spesso illogiche) urbane che vanno a delinearsi. Il tutto avvicinando fotografie, filmati, oggetti esposti e appesi (un soffitto pieno di utensili da cucina delle varie provenienze, ad esempio), manifesti, canzoni, schermi interattivi dove giocare con le parole per capire come le migrazioni modificano la lingua.

La mostra, aperta fino al 27 aprile 2014 è un’ottima occasione per scoprire questo museo, la cui facciata porta scolpiti i volti e i frutti della terra e del mare di tutto il mondo, ma anche la mediateca luminosa ed ospitale e la galleria dei doni, dove chiunque può portare fotografie, oggetti di famiglia o legati alla professione, archivi che testimonino un aspetto dell’immigrazione. Intanto visitate il ricco sito. Imperdibile l’opera di Barthélémy Toguo che accoglie i visitatori nell’ingresso.

N.B.: oltre gli originali in mostra, lungo gli spazi sono diseminati originali sedute di legno dove fermarsi, ciascuna con uno spazio a lato dove chi si siede trova uno o due libri da sfogliare. Poi nell’ultima sala trovate questo contenitore rosso con coperchio; una soluzione per mettere comunque tutti gli albi a disposizione, che a noi è piaciuta molto: si segnala che i volumi dentro la scatola sono “suscettibili di urtare la sensibilità di un pubblico giovane”.

Un polpo alla gola

20 Nov

 A 16 anni non è solo questione di conformarsi, l’omologazione e bla bla cazzate sociologiche. E’ proprio che non puoi deludere nessuna aspettativa, c’è un intero pantheon di figure mitologiche che vede in te il suo erede.

Il secondo lavoro di Zerocalcare è una storia che passa attraverso tre periodi della vita del protagonista (Zero) e dei suoi compagni di scuola.
Il ritrovamento di un teschio nel bosco vicino alla scuola elementare è l’evento che mette in movimento i destini dei protagonisti e che appioppa anche il polpo alla gola di Zero. Il polpo altro non è che quella sensazione di strozzamento che ci prende quando siamo autori di una vigliaccheria, di un atto vergognoso delle cui conseguenze sono vittime altre persone (insomma quando inguaiamo altri per evitare di venire puniti). E così seguiamo la vita di Zero e dei suoi amici attraverso gli anni delle elementari e delle superiori, fino all’arrivo all’età adulta, quando finalmente verrà svelato il mistero del teschio e tutte le vicende troveranno un loro (precario) epilogo.

Un fumetto notevole, come tutti i lavori di Michele Rech, che riesce a farci ridere davvero e che lascia in bocca il sapore dolce-amaro delle storie ben raccontate e che sanno colpire il lettore.

Qui potete leggere alcune pagine e qui trovate il sito dell’autore con tutti i web comics che pubblica.

Zerocalcare, Un polpo alla gola, Bao Publishing, pp.192, € 16

Aya

25 Feb

Chez nous, il y a un proverbe célèbre qui dit : «lorsque un bébé est dans le ventre, il appartient à la mere. Lorsque il naît, il appartient à tout le monde».

Quando mia sorella faceva l’università e io le medie, guardavamo Beautiful dopo pranzo distese sul tappeto della sala, lontane dallo sguardo bonariamente severo di mia madre. Qualche anno dopo, ho seguito, come ogni adolescente intruppata dell’epoca, Beverly Hills 90210 e per un po’ io e mio marito non ci siamo persi le Desperate Housewives. Non ho ancora comprato un cofanetto di dvd con nessuna serie… Con Aya de Yopougon, invece, mi accingo a collezionare l’intera saga fino al sesto volume, pubblicata in Francia da Gallimard.
Vediamo perché è un peccato che sia stato solo pubblicato il primo volume da Rizzoli Lizard in Italia di questo libro pluripremiato (300.000 copie, tradotto in 12 lingue)… Come potreste altrimenti ficcarvi in un quartiere popolare di una città della Costa d’avorio tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli ottanta, prima che la guerra civile dilaniasse la nazione?
Chi mai potrebbe mostrarvi di cosa sono capaci le carismatiche donne di Yopougon?
Come potreste godere di un brillante frullato di feuiletton+soap opera+McCall Smith se non nelle pagine di un coloratissimo fumetto made in France?
Buffo, tenero, sensuale e ironico, lo scenario di Yopougon sembra un cortile di paese e allo stesso tempo un luogo immaginario incredibile. Diamo un’occhiata al cast della saga: le protagoniste sono tre diciannovenni: Aya (una sorta di Madonna laica, saggia, inarrivabile per bellezza e virtù), Bintou (determinata e disinibita alla ricerca di presunti riccastri che la portino via dall’Africa) e Adjoua (una “gatta morta”, mamma di Bobby – nome ispirato da Dynasty – e sogna di aprire un bar).
Ma tra le dramatis personae di Aya compaiono anche parrucchieri gay, sarti sotto pressione dal concorso di Miss Yopougon, uomini di potere e figli sfaccendati, seconde mogli tenute nascoste in paesini, padri che vorrebbero sposare seconde mogli, ragazzotti buoni venuti dal villaggio che tengono i soldi sotto al cuscino…
Guardando le tavole, Oubrerie ha recentemente illustrato Zazie dans le métro per Gallimard, ci si accorge come anche lui, piano piano, è diventato di casa laggiù in Africa. Ha messo radici tra i cavi della luce sospesi, i tramonti e le strade di terra battuta. Forse molto materiale iconografico originale ha acceso la sua immaginazione (i ringraziamenti al II e al III volume lo lasciano intendere). Nelle sue vignette, dal secondo libro, si sente la polvere tra i denti, si mettono le mani tra le pieghe dei vestiti colorati, si sente gridare e chiamarsi.
La vita ordinaria è piena di sorprese? A Yopougon non finiscono mai. Perché in fondo ai libri ci sono anche Le bonus ivorien: glossario, proverbi, ricette e istruzioni… per fare un marsupio o una gonna da un pezzo di stoffa.

 Marguerite Abouet – Clément Oubrerie, Aya de Yopougon,Gallimard-Bayou (voll. 1-6)

Il booktrailer dell’edizione italiana
L’edizione francese
Sezione del blog di Clément Oubrerie dedicata alla saga
Un’intervista televisiva all’autrice
A luglio 2012 dovrebbe uscire in Francia un film d’animazione Aya de Yop City prodotto da Autochenille Productions.