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Il coraggio di Ilaria

10 Mar

copertina_ilaria_altarisoluzioneIl 20 marzo 1994 era domenica e c’era sole di primavera, i verbi di greco da studiare per la verifica del giorno successivo si accavallavano sugli appunti e nelle ripetizioni ad alta voce. Il volto di Flavio Fusi in edizione speciale rompeva la normale programmazione per annunciare l’uccisione della collega Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin,  l’operatore che l’accompagnava.

A distanza di vent’anni questo racconto lungo racconta la vita di Ilaria Alpi attraverso la scoperta che di lei fa una ragazzina impegnata nella redazione del giornale della scuola in cui si è appena trasferita. Claudia è sempre pronta a salire sulle barricate, a prendere le difese dei compagni, a spendersi per quelle che ritiene parti giuste e buone cause, come l’impegno sul fronte ecologico. Complice l’assenza di un compagno, le viene commissionato un articolo per il paginone centrale che vada a sostituire quello previsto su Vittorio Alfieri (a cui la scuola è dedicata); il professore che segue l’attività del giornale le propone – vista la sua passione per il giornalismo – di raccontare di Ilaria Alpi. Le ricerche portano Claudia a scoprire come Ilaria è diventata giornalista, il suo modo di lavorare, quello in cui credeva, fino all’ultimo servizio in Somalia e alle ricerche sulla pista dei rifiuti tossici e dei miliardi della Cooperazione italiana.

Il testo non ricorda solo Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, ma anche persone come Maria Cristina Luinetti e Vincenzo Li Causi, uccise in Somalia, la cui vicenda si intreccia con i fatti su cui Ilaria cercava di scoprire di più, e altri giornalisti come Maria Grazia Cutuli, Peppino Impastato, Giancarlo Siani, Mauro Rostagno, morti mentre raccontavano verità scomode.

L’associazione Ilaria Alpi e il premio a lei dedicato. Il blog dell’autrice. A proposito di Paolo d’Altan. Il sito della casa editrice Pratibianchi.

Fulvia Degl’Innocenti – Paolo d’Altan- prefazione di Antonio Di Bella, Il coraggio di Ilaria, Pratibianchi 2014, 72 p., euro 8

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Che ora è?

13 Mag

Più riguardo a Che ora è?Un cartonato per leggere dello scandire della giornata e del passare delle ore e per prendere familiarità con l’idea del tempo che passa e con l’orologio. Il piccolo lettore può infatti seguire sulla pagina di destra lo scorrere delle lancette su una bella sveglia panciuta e sulla pagina di sinistra vedere le azioni che l’orso protagonista associa a quel momento e provare con lui a stiracchiarsi, leccarsi le briciole dai baffi, rotolarsi nel prato, galleggiare tra le bolle di sapone. Azioni quotidiane che vengono dette con parole più dolci. Una giornata in cui c’è l’ora delle stelle e quella di salpare coi pirati e quella di lucidare il sorriso. E di mettere Dido e banana nello zainetto. Oh sì.

Il blog dell’autrice. Il blog dell’illustratrice.

Una nota: in questo libro, come in altri  (ad esempio alcuni testi della serie “Tre passi” di Emme, alcuni della collana “Anch’io so leggere” de Il Castoro, alcuni cartonati di Nicoletta Costa sempre per Emme) il testo imita la scrittura, utilizzando font in corsivo che non sempre risultano di così semplice e immediata lettura da parte di un lettore alle prime armi. In qualche caso sarebbero testi più fruibili se fossero scritti in stampatello maiuscolo.

Fulvia Innocenti – Francesca Carabelli, Che ora è?, Lapis 2013, 24 p., euro 8,5

Il segreto di Tom Ossobuco

29 Ago

Al numero 17 di via dei Cipressi apre un nuovo negozio. Gli abitanti della via subito si affollano curiosi pensando alle attività che l’hanno preceduto e che hanno fallito per problami vari, probabilmente legati allo sfortunatissimo numero civico. Invece la macelleria di Tom Ossobuco e della moglie sembra andare a gonfie vele, tutti apprezzano i loro prodotti e allora comincia a farsi strada qualche sospetto, alimentato anche dall’invidia del conocorrente dirimpettaio Al Scannabuoi: quali stregonerie hanno architettato i due nuovi vicini per essere immuni alla sfortuna del 17? In realtà nessuna stregoneria o incantesimo, semplicemente buoni prodotti a base non di carne, ma di farina e vegetali.

Storia vegetariana perché i due nuovi macellai amano troppo gli animali per mangiarseli a fettine. Anche se… io il macellaio dirimpettaio non l’avrei costretto a diventare il loro garzone, insomma avrei mangiato volentieri un po’ di questo e un po’ di quello… !

Fulvia Degl’Innocenti – ill. di Roberto Lauciello, Il segreto di Tom Ossobuco, Il gioco di leggere 2012, 32 p., euro 14,90