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Fratelli nella notte

21 Giu

Lo scorso autunno ho tenuto per la Fondazione Revelli una serie di incontri rivolti agli insegnanti della scuola primaria e secondaria sulla Resistenza e le resistenze raccontate nelle pagine di libri per bambini e ragazzi. Avrei voluto avere tra le mani questo libro, e allora lo segnalo qui, come pietra aggiunta a quella bibliografia, alla possibilità di raccontare una pagina di storia attraverso le storie dei singoli e, in questo caso, attraverso una scelta di parole e di ritmo che infonde alla narrazione inusuale bellezza.

Mario è piccolo di statura e fragile di aspetto e allora in brigata i suoi compagni, per prenderlo in giro, gli han affibbiato il nome di battaglia di Tarzan. Ha disertato a suo modo nel 1944 e a modo tutto suo è finito tra i partigiani. Il lettore lo incontra  ferito, mentre aspetta in una grotta, con un compagno cieco, che arrivi il fratello a prenderlo e a provare a salvarlo. Non è stata sua l’idea di chiamare Gianì, quel fratello più vecchio di quindici anni con cui non ha mai diviso nulla se non lo spazio della notte, visto che dormivano nella stessa stanza, parole ben poche, e che adesso ha sposato una fascista e chissà che se ne farà di lui

Si presta ad essere letta ad alta voce, questa storia, con i suoi rimandi nel tempo avanti e indietro. Ci si presta anche perché l’autore l’ha ascoltata – in frammenti diversi, magari tra un silenzio e l’altro – e la ripensa per raccontarla a sua volta, perché i suoi figli sappiano. Si presta ad essere assaporata, nel suo linguaggio scarno e bellissimo, nella scelta delle immagini che fanno le descrizioni: descrizioni fisiche, ma anche del rapporto tra i due fratelli, dei legami di famiglia, della difficoltà del momento  della contingenza dell’andare. Non perdetevi neppure le descrizioni del mondo di quegli anni, del mondo contadino in cui gli unici suoni “erano i muggiti sotto il peso dei giochi e i grugniti degli uomini aggrappati agli aratri. Le poche parole che servivano erano quelle del dialetto e nominavano gli attrezzi da lavoro”. E quando siete arrivati al fondo avrete ancora un angolo di bellezza nella chiusa,  la bellezza cruda che dice della difficoltà di scegliere, dell’infelicità di perdurare nello sbaglio, ma anche del portarsi dentro – sempre e comunque – quel che si è fatto, quel che si è stati nella scelta di un attimo.

Cristiano Cavina, Fratelli nella notte, Feltrinelli 2017, 96 p., euro 10, ebook euro 6,99

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