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Non chiudere gli occhi

26 Giu

La casa editrice Pelledoca ha debuttato da pochi mesi con l’intento di offrire ai ragazzi letture da brivido, capaci di tenerli con il fiato sospeso. Francesco Formaggi parte proprio da una situazione “nera” per dare filo alla trama: in paese spuntano a inizio estate un uomo e una donna che la notte camminano in direzione cimitero. Subito girano voci di messe nere e figurarsi quando sparisce un bambino: si alimenta la paura verso il diverso, si inventano dicerie sulla coppia che peraltro nessuno conosce e i bulli della situazione ci prendono gusto a sfruttarla. A osservare di notte la coppia ci sono anche Nicola e Giovanni, così amici e così diversi. Giovanni poi, da quando è morto il padre, ha sviluppato una sorta di sesto senso, una sensibilità che gli permette di individuare a un primo sguardo occhi negli occhi le persone negative, e di certo i due non lo sono.  Complice il ritrovamento di un quaderno con versi scritti in persiano e di una fotografia che identifica una specifica via di Roma, i due decidono di capirne di più, aiutati da Alice e da suo fratello maggiore.

Il romanzo ha una buona struttura narrativa (e una facilità di scrittura che vi manda dritti dritti, se non li conoscete, a leggervi i due libri che l’autore ha pubblicato per Neri Pozza); lungo la strada si perde un po’ il filo della paura e del noir che la serie promette e forse c’è tanta carne al fuoco, per cui alcune parti sono lanciate, anche interessanti, ma non sviluppate appieno. Come romanzo per quest’età ha un ingrediente interessante: molte storie parlano di sport e si sta cercando di uscire dai soliti, qui compare l’arrampicata che ha una parte importante nelle giornate di Nico (e mi sa anche di Formaggi!) che è stato iniziato da suo cugino Stefano: descrive la libertà che si prova arrampicando su roccia, ma anche la preparazione per questo sport che sarà disciplina olimpica dalle Olimpiadi di Tokyo 2020.

Altra nota felice: i due amici hanno l’abitudine di comunicare tra loro attraverso quella che definiscono “insalata di parole”, inventando parole senza senso e mescolandole tra di loro  come se fossero parole vere. Ce ne danno un esempio all’inizio del racconto, poi sarebbe stato bello trovarne ancora, visto che è un gioco che dicono di fare spesso. Quale occasione migliore però per andare a riprendere “La gnòsi delle fanfole” di Fosco Maraini (Baldini Castoldi Dalai), magari nella versione con cd allegato realizzato da Stefano Bollani e bearsi di tanta musicalità e di tanta bellezza. E magari far venire voglia di inventare parole nuove, nuovi suoni, lingue intime e segrete.

Leggi l’incipit sul sito dell’editore.

Francesco Formaggi, Non chiudete gli occhi, Pelledoca 2017, 208 p., euro 16