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Un regalo per Nino

31 Mag

Un albo nato in Spagna dalla collaborazione di una scrittrice e un illustratore italiani, che anche nella vita sono una coppia.
Il protagonista è un papà single, Antonio, detto Nino, postino di un quartiere di Barcellona. Tutti lo conoscono, animali compresi, mentre sfreccia sulla sua bicicletta rossa; tutti apprezzano una sua qualità speciale, quella di portarsi dietro il buon umore, come fosse un cane al guinzaglio, e di contagiare gli altri.
Nino ha un desiderio grande, molto umano, all’apparenza irrealizzabile perché vive da solo: una bambina, una figlia che lo aspetta a casa, per giocare e divertirsi insieme.
Quasi rassegnato, senza mai abbandonare il buonumore, un pomeriggio Nino comincia a notare che gli animali della Gran Via si comportano in modo ambiguo ed elusivo; il gabbiano, il cane, la nutria e perfino l’asinello trasportano dei regali per una misteriosa bambina che dovrebbe abitare nel palazzo di Nino. Lui non la conosce e di certo non capisce la natura di quegli strani omaggi, parti del corpo. Una sera, rientrato a casa troverà un regalo inaspettato, un regalo che non si compra da nessuna parte, ma si costruisce, giorno per giorno, mettendo insieme un pezzettino alla volta.
Con la sua bambina in braccio uscirà nella notte per ringraziare tutti gli animali; non li troverà ad aspettarlo perché si sono allontanati, discreti come prima, per osservare da lontano la sua immensa felicità. Resta, nell’ultima pagina, una piccola finestra con la luce accesa, in lontananza; in primo piano l’asino, il gabbiano, il cane e la nutria che, a modo loro, sorridono.

Lilith Moscon – Francesco Chiacchio, Un regalo per Nino, Libri Volanti 2019, 42 p., euro 16

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Acerbo sarai tu

15 Apr


“A me va bene il sapore che ho”. La voce che si fa poesia è quella di qualcuno che sta crescendo, ma che giustamente non ci sta ad esser definito acerbo. Non è negativo il sapore che ha; è il sapore di quel momento: quello della fatica di crescere, del bello di cambiare, delle rabbie, dei pomeriggi di noia, dei primi amori, della stanchezza di non si sa cosa.

Già così brava a cogliere l’essenza del crescere in Vetro e nei versi che accompagnano anche Fiato sopseso, Silvia Vecchini torna a dare voce all’età dello stupore e delle contraddizioni, quell’età così potente e fragile, in cui il problema è sentire il gusto di se stessi, non stare all etichette che ci appiccicano gli altri.

Ad accompagnarla è il tratto di Francesco Chiacchio che con macchie di colore dà volto e concretezza al sentire che viene detto; a volte poi è l’illustrazione a prendersi tutta la pagina, a spinger di lato le parole, quasi non ce ne fosse bisogno, quasi bastasse lasciarsi guardare o guardarsi, lì, in quel momento sopeso in cui talvolta ci si accorge che può anche nevicare dentro.

Silvia Vecchini – Francesco Chiacchio, Acerbo sarai tu, Tpipittori 2019, 80 p., euro 16

Filastrocche di benvenuto

18 Giu

Chiede e domanda di mille e una cosa

(sembra per caso ma invece è curiosa).

Vola e rivola, decolla e svolazza

Si crede sensata ma invece è un po’ pazza.

La chiaman zanzara ma certo è una balla:

si vede dagli occhi che invece è farfalla.

Galleria di filastrocche, gallerie di ninna-nanne. Galleria di rime per nome di bambino: Chicco Gallus (che già ci aveva incantati con i suoi Rimosauri) dedica queste sue rime ai nomi dei bambini, ricordandoci implicitamente l’importanza che ha un nome, l’importanza di sceglierlo “giusto”, che suoni bene, che abbia un senso, un significato , una storia speciale per chi poi lo porterà. Si va da Alice a Yi, passando per Sanaa e Dragomir, Francesco e Maya, Asia e Rocco e… e magari c’è anche il vostro. Oppure quello del bambino con cui state leggendo questo libro. Magari scoprite un augurio di stelle, di spiaggia, di canzone, di vento. Di sicuro potete incantarvi alle illustrazioni di Pia Valentinis e Francesco Chiacchio, ai loro tratti diversi che vi obbligano a tener desto l’occhio, sorprendendovi nel voltare pagina. Con filastrocca finale per tutti.

Ecco il blog di Chicco Gallus, il sito di Francesco Chiacchio e il blog di Pia Valentinis.

Chicco Gallus – ill di Fracesco Chiacchio e Pia Valentinis, Filastrocche di benvenuto, Mottajunior 2012, 124 p., euro 16,50

Nella stessa collana “Il suono della conchiglia”, curata da Teresa Porcella,  che già ci ha regalato i Rimosauri ed Emily Dickinson, è stato pubblicato anche Pablo Neruda, La casa delle odi (ill. di Beatriz Bemudez Parrado – trad. di Alessandra Repossi), 68 p., euro 12.

Rimosauri

28 Nov

Per tutti gli appassionati di dinosauri, per quelli che sanno tutte le caratteristiche, per quelli che sanno dire in fila tutti i nomi senza ingarbugliarsi la lingua (pterodattilo-ornitomimo-archeopterix-pachicefalosauro-velociraptor-eccetera eccetera), ecco una raccolta di rime sui mastodontici rettili raccontati in modo esilarante. Chi non si vuol tagliare le unghie dei piedi e chi vorrebbe cambiar nome, chi vola senza penne e chi si è trovato un antirughe, chi ama l’acqua e chi ha penne e denti (mica il becco). Insomma, brevi ritratti in rima che speriamo le insegnanti scoprano al più presto e delizino i loro alunni. Un consiglio: provate a farne un rap!

Il libro fa parte della nuova collana di poesie Il suono della conchiglia, ideata e curata da Teresa Porcella. Qui trovate il blog di Chicco Gallus (che parla anche delle sue “scemissime filastrocche sui dinosauri”), qui invece il sito dell’illustratore Francesco Chiacchio: fate un giro tra bestiari e mongolfiere.

Intanto noi vi facciamo leggere una precisazione del Compsognato: Dicono che son piccolo, misuro come un pollo / però sono più lungo, specie di coda e collo / Ma guardate la forma, e un po’ le proporzioni: sembro un tirannosauro, tranne le dimensioni. / Insomma son minuscolo, ma non è questo il punto, /non è che sono piccolo: è che sono un riassunto.

Chicco Gallus – ill. Francesco Chiacchio, Rimosauri, Mottajunior 2011, 63 p., euro 12