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L’attimo perfetto

19 Nov

Ma non so proprio perché dovrei dare spiegazioni a chicchessia. Perché non dovrei fare esattamente quello che sto facendo? è splendido andarsene in giro il mattino all’alba, prima che sorga il sole. Si ha la sensazione di essere supervivi. Sei a conoscenza di un segreto che tutte le persone squallide, addormentate, non sanno. Al contrario di loro, tu sei vigile e consapevole di esistere proprio qui, in questo preciso istante, tra quello che è successo e quello che sta per succedere.

Ecco il classico libro a cui dalla copertina non daresti grande fiducia e invece ti trovi a leggere un romanzo piacevole, scorrevole e con un finale decisamente non scontato e non banale.

Sutter è l’anima di tutte le feste della scuola, dovrebbe diplomarsi entro pochi mesi ma pare che i suoi voti non siano del tutto d’accordo, ha un lavoretto pomeridiano in un negozio di abbigliamento dalla cui vetrina osserva il mondo e una sola religione: abbracciare il bizzarro. Soprattutto se a rendergli più semplice la vita c’è la sua attrezzatura quotidiana: l’inseparabile fiaschetta di whisky e l’immancabile 7Up. Perché Sutter è convinto che la sua abitudine di bere “un pochino più di un pochino troppo” non sia dipendenza, ma un semplice modo di vivere.

Finché la sua ragazza lo lascia e lui non sa nemmeno esattamente perché (era troppo ubriaco quando lei glielo ha comunicato), il suo migliore amico cambia giro e abitudini e lui decide di lanciarsi inaspettatamente in una missione speciale: conquistare Aimee Finecky e tirarla fuori dal guscio. Certo lo scopo è solo quello di dare fiducia in se stessa a una ragazzina che a scuola nessuno nota, ma in realtà i due finiscono per fare coppia fissa: Aimee anche con la fiaschetta del whisky e Sutter con la capacità della ragazza di guardare oltre i suoi modi di fare, in quei segreti di famiglia che lui tiene ben nascosti sotto le storie che continua a raccontarsi.

Il sito dell’autore.

Tim Tharp, L’attimo perfetto (trad. di Francesca Flore), Piemme freeway 2012, 399 p., euro 16.

Ho scoperto che ti amo

10 Lug

Più riguardo a Ho scoperto che ti amo

La copertina è come nell’edizione originale, semplicemente con un ribaltamento della fotografia, ma al posto del titolo originale, The Loser’s Guide to Life and Love, c’è un più banale Ho scoperto che ti amo, che non rende giustizia al contenuto. è vero, non sarà il capolavoro del secolo, ma come già detto per 6 passi per conquistare una ragazza, questo è un libro in cui i ragazzi si riconosceranno e avranno la possibilità di farlo in molti, visto che alterna le narrazioni in prima persona di due maschi e due femmine, regalandoci punti di vista diversi sulle medesime vicende. Ed si considera sfigato al massimo: sedicenne bassino, non bello, non interessante e con addosso una ridicola divisa per il suo lavoro serale a Non Solo Cinema. Ha un’amica-collega, Scout, con cui si diverte, e un amico d’infanzia, Quentin, geniale appassionato di astronomia e abbastanza disadattato pure lui. Finché un giorno Ed incontra Ellie, che è meravigliosa, bellissima, simpatica e  – complice un vecchio cartellino con un nome sbagliato che è costretto ad indossare in negozio – si finge Sergio, brillante ragazzo di origine sudamericana. Tra incertezze e gaffe, bugie e scoperte, comincia un singolare vortice di eventi che prima o poi precipiterà. Divertente e con alcuni interessanti spunti su cui pensare! Qui il sito dell’autrice.

A. E. Cannon, Ho scoperto che ti amo (trad. di Francesca Flore), Piemme Freeway 2009, p. 301, euro 15.