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E poi diventai farfalla

2 Apr

farfallaLa protagonista di questo svelto e riuscito nuovo romanzo di Luisa Mattia si definisce razionale, racconta della propria propensione a mettere tutto in ordine e dice al lettore di come creda che ogni cosa debba avere un proprio posto. Tutto in ordine, tutto bene.

Al proprio posto si sta bene, e quando quel posto è lo sguardo di Lorenzo, il suo primo vero amore, alla quattordicenne Fiamma pare che tutto vada bene. Torna dalle vacanze estive ricca di queste nuove sensazioni, le pare di volare, mentre il resto del suo mondo rimane a terra. Ma l’ordine tuo può non coincidere con quello degli altri e la vita può sparigliare le carte e mettere fuori posto quel che ha deciso a prescindere: la delusione dell’amore che scema e lascia ammaccati, l’ordine famigliare che si rompe, i genitori che si separano, nulla che fila più per il verso giusto. Solo i treni e i tram non deragliano perché corrono su binari ben fissati: il punto fermo di Fiamma diventa il nonno, uno che appunto “non deraglia”, che conosce la necessità della rabbia e il valore del tenersi occupati quando si ha bisogno di mettere i pensieri altrove. Il nonno sa della natura, del giardino, dell’orto; sa del tempo che serve al bruco per farsi pupa e poi farfalla, ottima metafora per la crescita della nipote. E poi arriva Gionata ed è bella la descrizione della cura che mette il ragazzo nei propri gesti, quelli di chi ha scelto per passione di essere artigiano. Ed è – ci pare – la stessa cura che sa mettere nei confronti di Fiamma e della sua vita.

I passaggi scientifici della trasformazione del bruco intervallano i capitoli del romanzo; capitoli che sono uno per mese, da agosto a luglio, ciascuno porta un  titolo con assonanza musicale, per una playlist di accompagnamento alla lettura.

La bella illustrazione di copertina è di Francesca D’Ottavi. Il sito dell’autrice.

Luisa Mattia, E poi diventai farfalla, Lapis 2016, 140 p., euro 12,50

Un elefante sotto il letto

21 Gen

elefante sotto il letto

Provate un mattino a sbirciare sotto il letto e trovarci un elefante: proprio quel che capita al protagonista di questo racconto lungo che passa le ore seduto nel banco a scuola immaginando quali disastri possa aver compiuto il nuovo arrivato. E dire che corrisponde esattamente all’animale che ha sempre desiderato: non troppo piccolo né troppo peloso, aria simpatica; peccato sia un pachiderma, anzi un’elefante con l’apostrofo visto che è femmina. Nessuno in famiglia sembra però rimarcare la sua presenza; la bestia è visibile solo a pochi, a “chi è dei nostri”, come gli spiega Valentina, la quale a sua volta ha trovato una giraffa (maschio però). L’elefante sparirà improvvisamente la notte successiva per poi tornare sulle pagine dei giornali: una sorta di fantasma che pare aggirarsi per l’Europa seminando interrogativi e strampalate situazioni.

La giornata del protagonista alle prese con l’elefante procede tra domande e curiosità, nell’affannosa ricerca di un nome con cui battezzarlo (i nomi sono importanti, quindi non si possono dare per scontati), tra giochi linguistici e risate, come già ci ha abituati Andrea Valente. Tra botti, bottini e bottoni, apostrofi, maschili e femminili, participi presenti e passati, modi di dire e frasi fatte, una piacevole avventura per i lettori tra 8 e 10 anni (sì, quelli per cui non è facile di questi tempi trovare un testo di qualità da dare in lettura. Evviva!).

Il sito dell’autore. L’illustrazione di copertina è di Francesca D’Ottavi.

Andrea Valente, Un elefante sotto il letto, Lapis 2015, 118 p., euro 8,50