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La foresta

18 Apr

Le tavole originali in mostra da Zoo a Bologna durante la scorsa Fiera erano davvero belle, ma il piacere di poter sfogliare, toccare e notare anche i particolari con la copia tra le mani è sicuramente qualcosa in più. Le parti fustellate, goffrate e in rilievo, sia nelle pagine singole sia quando sono integrate nelle illustrazioni, rendono prezioso e particolare questo racconto del ciclo della vita fatto attraverso il crescere della foresta che diventa metafora – anche – della vita umana. Coproduzione di quattro case editrici – Enchanted Lion Books (USA), Terre di Mezzo (Italia), Gallimard Jeunesse (Francia) e Editorial Milrazones (Spagna) – si fregia di un breve testo di Bozzi vicino alla poesia che accompagna nel viaggio il lettore: si viaggia infatti guardando la foresta che cresce, ma anche addentrandosi dentro la foresta stessa, attraverso i tagli e i rilievi e i colori scelti da Valerio Vidali e Violeta Lópiz. E si percorre così la vita di un uomo, attraverso il volto bambino che si fa adulto e poi vecchio, chiudendo gli occhi e diventando evanescente. Un’evanescenza su cui trova posto un nuovo accenno di giovane pino, e poi via altri alberi nel ciclo della vita. Si dice allora della bellezza di vivere, degli incontri che si fanno, delle fatiche della salite, della possibilità di scegliere o meno se condividere, così come del mistero di quel che c’è al di là di questa foresta che si chiama vita.

Un libro prezioso che è (anche) per i grandi. Un libro che si presta ad essere assaporato, ammirato, a dare tanti spunti diversi, non solo di riflessione sulla vita, ma anche ad esempio a giocare col punto di vista: aprite quella bellissima pagina in cui si parla di radura e perdetevi con gli occhi in alto!

Riccardo Bozzi – Violeta Lópiz e Valerio Vidali, La foresta, Terre di Mezzo 2018, 66 p., euro 24

La Regina delle Ombre

21 Mar

Ma lì, nel cuore della foresta, era diverso. Da qualche parte, tra gli alberi, il sentiero che conduceva a Dio era stato smarrito. Era andato perso tra i racconti popolari e le credenze e le chiacchiere bisbigliate sottovoce attorno al fuoco.

Un libro uscito da qualche anno che mi era sfuggito e ho recuperato dopo aver letto che Marcus Sedgwick è stato selezionato per il premio della Yalsa.

Una classica storia del terrore ambientata in un villaggio isolato durante un nevoso inverno. Peter e suo padre sono due tagliaboschi e vivono ai margini di un piccolo villaggio. Un giorno viene trovato impiccato nel bosco un altro taglialegna e gli abitanti decidono di seppellirlo come suicida nonostante abbia il petto squarciato…Peter inizia ad indagare su questa strana morte e ben presto si scontra con un mistero ben più grande e terrificante.

Sedgwick scrive di vampiri come se si trattasse di zombie, riportandoci alle origini delle leggende e delle storie di vampiri. Qui non sono belli, giovani ed affascinanti, ma semplici non morti che si aggirano a caccia di sangue, come in tutti i racconti popolari. Un bel viaggio nel mito dunque con un pizzico di sano terrore.

Marcus Sedgwick, La Regina delle Ombre, Feltrinelli 2008, p.222, € 12

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