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La scorciatoia

25 Mar

Tamaya e Marshall percorrono ogni giorno la strada di andata e di ritorno dalla scuola; abitano nella stessa strada e, siccome la madre di Tamaya non vuole che si muova da sola, da quattro anni lei cammina insieme al ragazzo più grande di lei. Lo osserva e sa che negli ultimi mesi è cambiato, così come i suoi voti e il modo in cui si comportano con lui i compagni. Tamaya non sa che lo ha preso di mira il bullo della scuola, uno dei ragazzi al cui tavolo le sua amiche hanno cominciato a sedersi. Nella prestigiosa scuola che frequenta grazie a una borsa di studio, Tamaya si sente una “brava bambina” che non ha mai fatto assenze né cose cattive, un’etichetta che pare stridere col nuovo corso inaugurato dalle compagne. Allora Tamaya sfida il divieto imposto da sempre: segue Marshall anche quando decide che torneranno a casa passando per il bosco proibito. Marshall cerca di sfuggire alle botte di Chad, ma innesca una catena di eventi che portano alla scoperta di un grave danno ambientale, tanto grave da generare un’epidemia che arriva a minacciare l’intera cittadina  e che potrebbe avere conseguenze mondiali.

Sachar costruisce una narrazione essenziale e asciutta, dove c’è tutto il necessario; intreccia punti di vista diversi a seconda dei capitoli e intervalla la scansione cronologica degli avvenimenti con le udienze segrete della Commissione per l’Energia e l’Ambiente sulla Sun ray Farm, che ha sede proprio a una cinquantina di chilometri dal bosco in questione, e sul biolene, scoperta d’avanguardia per l’approvvigionamento di energia. Il lettore conosce i protagonisti, sa dei loro pensieri e dei loro stati d’animo e parallelamente si trova invischiato in una faccenda dove vorrebbe andare avanti il più rapidamente possibile, sperando in una soluzione positiva. Ma non è solo il fango avvelenato che invischia, sono anche tutte le domande che vorticano nella testa di Marshall: perché nessuno fa qualcosa se tutti sanno cosa gli sta capitando? Perché lui stesso è tanto codardo? E cosa fa differenza tra audacia e coraggio, si chiede a sua volta Tamaya.

Questo è uno dei titoli che inaugurano la nuova collana Piemme/Il Battello a vapore chiamata I vortici: ecco il video di presentazione; raccoglie romanzi mai tradotti prima in italiano e alcune nuove edizioni che festeggiamo, come La grande avventura di Westall e Ragazzi di camorra di Varriale.

Il sito dell’autore, che vi accoglie con la potente immagine della copertina dell’edizione originale proprio di questo romanzo.

Louis Sachar, La scorciatoia (trad. di Flora Bonetti), Piemme 2017, 192 p., euro 12, ebook euro 6,99

Il voltacarte

17 Feb

More about Il voltacarte. Storia di un re, una regina e un jollyAmmetto: giocare a carte con me è una rottura, divago, non mi ricordo le regole da una sera all’altra, parlo alla gente mentre è concentratissima, però mi applico e alla fine ho nostalgia delle sfide a pinnacola a Capraia. Ho quindi guardato un po’ perplessa un libro pieno zeppo di riferimenti e di regole sul bridge, con tanto di appendice finale e spiegazioni disseminate tra i vari capitoli. Avevo paura che diventasse noioso come Teorema Catherine (di John Green, Rizzoli 2009) dove le lungaggini esplicative ti fan perdere il gusto della storia. Invece no, perché l’autore, grande appassionato di bridge, ha trovato un sistema: segnala le spiegazioni tecniche col simbolo di una balena e vi dice che potete anche non leggerle, addirittura ve le riassume in uno specchietto. Quindi potete cominciare: la storia è quella di Alton, nell’estate dei suoi diciassette anni. Alton è stato lasciato dalla sua ragazza a vantaggio del suo migliore amico, ha una sorella di undici anni molto più intuitiva di lui e la situazione finanziaria della sua famiglia non è delle migliori. I suoi genitori sperano di ricevere una cospicua eredità dallo zio Lester, la cui identità è tanto misteriosa quanto l’entità del suo conto in banca. Quando lo zio Lester, la cui salute va peggiorando, perde la vista e necessita di un voltacarte per le sue partite di bridge, la madre di Alton coglie al volo l’opportunità perché il figlio dimostri allo zio di essere un nipote meritevole di attenzione e di … eredità! In realtà comincia per Alton un viaggio in un mondo sconosciuto e quasi folle, dove le persone parlano solo di carte e di regole, dove solo le carte diventano importanti quando ci si siede al tavolo da gioco. E nel contempo un viaggio nei misteri e nei segreti che la famiglia dello zio Lester nasconde: Alton ha sempre sentito parlar male dell’altro ramo della famiglia (matti, pazzi, psicopatici e cacciatori di eredità, secondo sua madre) e quando gli si palesa davanti nella persona di Toni, sua coetanea dal sorriso magnatico… tutto si compica: Alton comincia a fare le domande che non deve fare, si accorge che il bridge non è così male, viene coinvolto nel progetto dello zio di partecipare al campionato nazionale, il suo migliore amico si interessa decisamente a Toni e Alton deve decidere chi sarà a voltare le carte nella sua vita.

Non lasciatevi spaventare dalla mole dei tecnicismi, cercate di godervi la storia e le mosse di Alton: il suo impaccio da adolescente che pensa che i suoi genitori siano imbarazzanti (mentre quelli degli altri sono interessantissimi), che non sa come cominciare una telefonata a una ragazza, che si perde in pensieri filosofici mentre l’automobile che sta guidando sussulta e soccombe. (Confesso: ho saltato non solo le spiegazioni, ma anche gli specchietti riassuntivi…).

Il sito di Sachar.

Louis Sachar, Il voltacarte. Storia di un re, una regina e un jolly (trad. di Flora Bonetti), Piemme 2012, 354 p, euro 17