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Fiabe a fumetti

24 Apr

Complice probabilmente il Premio Hans Christian Andersen ricevuto lo scorso anno, ecco in italiano diverse pubblicazioni dell’autrice tedesca, ripubblicazioni (come ad esempio la serie dedicata a Carletto, un tempo Emme, ora Gribaudo) o novità come questa raccolta di fiabe che presenta otto titoli dei fratelli Grimm in una versione a fumetti, sintetica quando puntuale ed efficace. Alcuni titoli sono meno conosciuti e sarà quindi l’occasione per scoprire “Madama Holle”, “Jorinda e Joringhel” oppure “La fortuna di Hans” qui accanto a titoli come Cappuccetto, Raperonzolo…

A contraddistinguere l’interpretazione una certa impertinenza allegra che non toglie certo il fascino né distoglie dal racconto, ma che regala principesse stolte che corrono al riparo piene di punture di porcospino, principi in mutande, cappuccetti con ridicoli cappelli a forma di fragola, o ancora il principe di Raperonzolo che non perde tempo passando dalla scalata della treccia al letto col risultato che anni dopo si scopre padre di due gemelli. La nonna di Cappuccetto vive in una caravan, il lupo ha un trench da far invidia al tenente Colombo e il lettore è chiamato a tenere gli occhi ben aperti anche sulla cornice narrativa che lega le storie: chi è l’amabile anziana che legge il libro di fiabe, immagine che si trova tra una storia e l’altra, attorniata da un numero sempre maggiore di animali in ascolto? Sorpresa!

Il sito dell’autrice.

Rotraut Susanne Berner, Fiabe a fumetti (trad. di Marcella Majnoni), Quodlibet/Ottimomassimo 2017, 56 p., euro 17,50 

Polly e il lupo tontolone

17 Apr

Un bell’illustrato con una storia “lunga” da leggere, sicuramente apprezzata dai lettori delle classi seconda e terza  della primaria, ma anche da chi cerca qualcosa di interessante da leggere con loro ad alta voce: arriva in Italia un classico della lettura inglese, nato dalla prolifica penna di Catherine Storr a metà degli anni Cinquanta, adatto appunto anche alla lettura condivisa perché i brevi episodi che lo compongono sono in realtà singoli episodi del buffo inseguimento tra un lupo e una bambina.

Un lupo che non esita a suonare il campanello della casa di Polly per gustarsi in un boccone la bambina, ben più furba di lui però che non perde occasione di prenderlo in giro e di lasciarlo con un palmo di naso. Il lupo è goloso e goloso e credulone; Polly lo prende un po’ per la gola e un po’ per il naso e riesce sempre a farla franca, anche quando viene catturata sul serio. La scaramuccia tra i due si basa sulle fiabe tradizionali che il lupo conosce, ma che mai legge fino in fondo né con attenzione: così, anche quando cerca di imitare i meccanismi di “Hansel e Gretel”, de “Il Lupo e i sette capretti” o di “Jack e il fagiolo magico” per non dir del classico Cappuccetto, qualcosa va sempre e comunque storto. Per di più è convinto che se pianti un piolo, cresca una scala intera, che si possa diventare invisibili, che basti un anonimo questionario per ottenere l’indirizzo preciso della preda.

Una lettura divertente, con tanti rimandi e tanti intersecarsi di storie.

Catherine Storr – ill. Simona Mulazzani, Polly e il lupo tontolone (trad. di Angela Ragusa), 105 p., euro 18

 

Le mini fiabe di Attilio

8 Mar

Per me il ritorno sulla scena editoriale di Attilio Cassinelli segna un’emozione felice perché con quel riconoscibilissimo tratto(una spessa linea nera a tracciare somme di forme geometriche primarie) ci sono cresciuta. Pericle, la volpe Pina, i personaggi de La collana del bosco, le storie de I dodici mesi (e la reiterata lettura di Tre amici nello stagno che segnavano agosto, mese del mio compleanno) e soprattutto Lo zoo di carta: il libro a schede che invitava a costruire animali in carta dai colori brillanti era uscito da Giunti nel 1967, non so quale cura avesse preservato per ben più di dieci anni gli animali passati tra mani di cugini vari, ma quelle bestie di carta erano una meraviglia e per tanto tempo ho portato in tasca la volpe.

Festeggio allora questo ritorno e festeggio il fatto che sia un progetto del tutto nuovo ad affacciarsi in libreria, che ci dice di come si possa – a distanza di anni – rimettersi in gioco e presentare ai lettori più piccoli una riuscita collana non scontata sulle fiabe classiche: un formato quadrato facilmente maneggevole, le figure che si stagliano in campo bianco e il testo in stampatello maiuscolo. Qua e là – e lo si può ben notare nel volume dedicato a Cappuccetto – ecco che l’illustrazione si fa predominante, spinge oltre il confine della pagina fino a riempirla senza bisogno di testo: anche questa alternanza di racconto attraverso la parola e racconto attraverso l’immagine è davvero ben riuscita e fluida. Anche i colori usati non sono scontati nella produzione editoriale dei giorni nostri: badate a certe sfumature di lilla, di indaco, di verde, a quelli che qualcuno definirebbe color fango o color talpa e insieme godetevi l’ironia che viene dai musi, dalle facce, dalle espressioni date ai personaggi.

Le prossime due uscite saranno dedicate al brutto anatroccolo e ai musicanti di Brema, e dal muso dell’asino in copertina non vedo l’ora di sfogliarlo!

Il sito dell’autore. L’uscita della collana è stata festeggiata a Spazio B**k il 23 febbraio: nell’invito qualche immagine e suggestione dei libri del passato. Qui vi divertite con un’infilata di prove e illustrazioni su Moleskine.

Attilio Cassinelli, Cappuccetto rosso, Lapis 2017, 28 p., euro 9,50

Attilio Cassinelli, I tre porcellini, Lapis 2017, 28 p., euro 9,50

Montreuil 2016 /3. Trails Tales

7 Dic

milimboLe fiabe si possono leggere, ascoltare, reinventare e giocare. Da Montreuil ci portiamo a casa alcuni giochi realizzati da Milimbo, l’editrice di Valencia che realizza libri, poster e oggetti in cartone, e di cui in Italia è arrivato il Cappuccetto Rosso edito da Terre di Mezzo nel 2014, che fa parte della loro collana di fiabe raccontate graficamente, senza parole.

E tra questi giochi ci piace raccontarvi in modo particolare Trails Tales, che avvicina appunto alle fiabe, ai loro personaggio e alle loro dinamiche permettendo a ciascuno dei giocatori (da 2 a 4) di compiere un percorso nel bosco. Si costruisce un sentiero incastrando le caselle contenute nella scatola e poi pronti via, avanti tutta, in senso orario, lanciando il dado. Avanzando si può capitare su una “casella-sentiero” e non capita nulla, oppure su una “casella-prova” contrassegnata da un disegno: ecco allora tutti gli elementi delle fiabe, dalla pietra magica all’anello, dalla polvere magica al rovo; ci sono inoltre alcuni elementi in 3d di cui si ha bisogno per superare determinate prove: la gabbia, il lupo, la strega, la torre, la casa del nonno… da piazzare via via sul sentiero. Il libretto di istruzioni spiega la prova legata all’immagine su cui si è capitati, legata ovviamente sempre alla funzione che ciascuno degli oggetti ha nelle fiabe che ben trailconosciamo.

Lo scopo del gioco non è tanto arrivare primi, quanto piuttosto arrivare tutti: l’essenziale infatti è che ciascuno dei partecipanti superi le prove e riesca ad arrivare in fondo, anche perché solo tutti insieme si può concludere in modo degno, come suggerito dai realizzatori, ovvero con una merenda o un pranzo da favola 😉

Inoltre, come ogni altra realizzazione Milimbo, anche questo gioco invita a metterci del proprio: non solo a inventare nuove domande legate alle prove, ma anche a costruire da sé gli oggetti con cui attorniare il percorso sul sentiero. Lo stesso spirito contraddistingue ad esempio Jungling, un vero e proprio serraglio di animali della giungla con tanto di vegetazione e libretto di accompagnamento che suggerisce nuovi pezzi da costruire e da aggiungere, nuovi modi per giocare, per scatenare la fantasia.

Insomma, un invito a giocare insieme, a condividere e a passare del buon tempo. Noi possiamo anche giocare al nuovo nuovissimo Ricettario magico, realizzato grazie a un recente progetto di crowfounding. Anche questo è una gioia per gli occhi, grazie alla cura nella realizzazione, ai piccoli particolari, a scatole e sacchetti da aprire per svelare tutte le componenti necessarie.

Nel bosco

17 Feb

Scrive Anthony Browne nel suo racconto di vita e mestiere che questo albo, la cui idea è anteriore a “Tunnel” (ancora inedito in Italia) che lo richiama per molti versi e per la cui stesura è stato messo da parte, gli è tornato in mente nel 2003, durante un soggiorno in Danimarca in residenza d’autore dove tutti gli scrittori presenti illustravano ogni sera come il loro lavoro progredisse, mentre lui non riusciva a scrivere nulla e parlava solo degli alberi da cui erano circondati. Ma poi si mise a nevicare e le passeggiate mattutine nel bosco innevato gli riportarono alla mente quella storia, che si fece albo.

La storia di un ragazzino che si sveglia di notte per un rumore (un tuono, pensa il lettore. Un litigio dei genitori, pensa l’autore) e il mattino non trova il papà, per la cui mancanza incolla ovunque post-it che ne richiedono il ritorno. Quando la mamma gli affida un dolce per la nonna, il bambino sceglie la strada più breve per andare a casa di quell’anziana meravigliosa raccontatrice di storie, responsabile del suo stato d’animo: lui avanza, colorato e reale, in un mondo in bianco e nero che ripropone i personaggi delle storie che ha ascoltato: Giacomino e il fagiolo magico, Riccioli d’Oro, Hansel e Gretel e la suggestione del rosso cappotto di una Cappuccetto. Il suo immaginario è così suggestionato che trema entrando in casa e avvicinandosi al letto da cui proviene una voce profonda… quella di una nonna molto rafffreddata! E insieme la sorpresa di trovare lì il papà e di tornare a casa con lui.

Ma questa storia nasce anche, come spesso nei libri di Browne, da un episodio della sua infanzia: a sei anni, eccitato all’idea di mostrare ai nonni invitati a pranzo la sua nuova carabina giocattolo, ottenne dai genitori il permesso di aspettarli alla fermata dell’autobus. Dalla contentezza decise di percorrere a piedi i tre chilometri che lo separavano dalla casa dei nonni, cominciò a nevicare, la strada divenne confusa e la baldanzosità venne meno. Per essere poi ritrovato dal suo papà che lo aveva preceduto in auto, intuendo la sua pensata.

Notizie su Anthony Browne, di cui finalmente l’editoria italiana sta offrendo ai lettori la traduzione di alcuni splendidi albi: nel 2013, ricordiamo, sono stati pubblicati “Il maialibro” (Kalandraka); “Sciocco Billy” e “Il tuo papà/La tua mamma” (Donzelli) e nel 2012 “King Kong” (Donzelli) e “Un gorilla. Un libro per contare” (Kalandraka): tanti i gorilla e le scimme nei lavori di questo autore e anche questo ha un suo perché.

Anthony Browne, Nel bosco (trad. di Gabriella Manna), Kalandraka 2014, 32 p., euro 16

Fearless + Mirrorworld

15 Feb

L’ultimo romanzo di Cornelia Funke è accompagnato da una bellissima App che ne integra ed espande i contenuti.
Questa volta la vicenda si svolge quasi per intero nel mondo oltre lo specchio, ma non mi soffermerò sulla trama per evitare spoiler visto che il romanzo continua proprio dove si è interrotto il primo. La scrittura della Funke, anche in questo caso, è molto convincente e raffinata nelle continue citazioni e rimandi alle fiabe classiche dei fratelli Grimm e alla mitologia europea.
Un discorso a parte mentre invece l’app MirrorWorld che è un ottimo esempio di come dovrebbe essere un’applicazione derivata da un libro.
Questa applicazione infatti non è la classica trasposizione di un romanzo in formato digitale, ma un vero e proprio capitolo a parte che integra i contenuti del romanzo e allo stesso tempo ci offre ulteriori spaccati del mondo oltre lo specchio. Ad esempio è interessante sfogliare un erbario delle piante tipiche del mondo oltre lo specchio. Queste sono citate più volte nel romanzo con una spiegazione appena accennata del loro potere. Nell’erbario possiamo invece approfondire proprio le specifiche di queste piante e vedere come sono fatte. L’app offre anche delle storie che nel romanzo sono soltanto accennate, in una sorta di dietro le quinte dei momenti importanti dei personaggi principali. Sono molto curate anche le illustrazioni che accompagnano i racconti e che in alcuni casi sono dei mini filmati.
A mio parere è questo il modo in cui le app che si rivolgono ai lettori più grandi dovrebbero svilupparsi. Non quindi una  copia del libro cartaceo, ma uno strumento per integrare e per ampliare l’immaginario del romanzo.

Cornelia Funke, Fearless (trad. R. Magnaghi), Mondadori, 2013, pp. 367,  € 17

Mirrorworld

Altre app con questo intento sono: Discworld sull’universo creato da Terry Pratchett e Wildwood la mappa interattiva tratta dal libro.

Cinder

17 Gen

Cinder è una bella sorpresa, una fresca riscrittura di Cenerentola e l’inizio di una saga in quattro volumi che ha come protagoniste le eroine delle fiabe: Scarlett (Cappuccetto Rosso), Cress (Raperonzolo) e Winter (Biancaneve). Per ora l’unico volume uscito è appunto quello dedicato a Cenerentola, qui in versione fantascientifica.

Cinder è infatti un cyborg, cioè un essere umano con rilevanti componenti cibernetiche, che vive nella Nuova Pechino con le due sorellastre e la matrigna. Il mondo dopo essere stato sconvolto da una nuova guerra mondiale, è suddiviso in macro regioni governate da diversi sovrani. Anche la Luna è stata colonizzata ed è la patria di esseri umani con particolari poteri.

La nostra eroina fa il meccanico, nasconde la sua natura cyborg, e sogna come molte coetanee di andare al gran ballo del Principe. Ma nella sua strada verso il ballo, oltre alla matrigna, si trova ad affrontare anche una nuova malattia che affligge gli abitanti della metropoli e per cui non  è ancora stata trovata una cura.

Un romanzo sci-fi che appassiona e diverte, sulla scia delle rielaborazioni delle fiabe con grande originalità e con una scrittura convincente. Se vi piace il genere non potete farvi mancare anche la serie tv Once Upon a Time!

Qui trovate il primo capitolo!

Sito dell’autrice

Marissa Meyer, Cinder Cronache lunari (trad. A. Sogne), Mondadori, 2012, pp. 400, 17,00 €

In una notte buia e paurosa

9 Apr

Adam Gidwitz riscrive le classiche fiabe dei Fratelli Grimm, rendendo protagonisti di un unico grande racconto Hansel e Gretel.Sappiamo infatti cosa ha spinto Hansel e Gretel a scappare di casa, ma siamo sicuri che sia tutto lì? Cosa succede ai nostri eroi dopo aver ucciso la strega che voleva papparseli?

Gidwitz grazie ad alcune delle fiabe dei Grimm ricostruisce la storia che li porterà ad affrontare  nell’ordine uno stregone, il Diavolo e un drago, prima di riuscire a tornare a casa.

Un romanzo nero, che fa paura, un po’ splatter, ma davvero molto divertente,e che in alcuni momenti ricorda La principessa Sposa, per il modo in cui l’autore interviene a commentare la storia.

La componente horror può risultare eccessiva, ma non la dobbiamo all’autore, bensì alle originali versioni dei Grimm.

Vedete, il mondo dei Grimm può essere un luogo atroce. Ma vale la pena di esplorarlo. Perché nella vita, è nelle zone più buie che si trovano la bellezza più abbagliante e la saggezza più fulgida. E ovviamente, un sacco di sangue.

Adam Gidwitz, In una notte buia e spaventosa (trad. Pietro Formenton, ill. Hugh D’Andrade), Salani 2012, pp.123, € 9,99

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