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La strana storia di Cappuccetto Blu

15 Feb

Che bello che arrivi in Italia questo testo di Guia Risari edito da Le Baron Perché nel 2012; a giocare con le fiabe della tradizione si cimentano volentieri autori e illustratori, qui però l’operazione parte dalla volontà di sottolineare come quella di Cappuccetto sia una storia al femminile sulla crescita, la capacità di giudizio e di scelta e su come ci si possa salvare grazie alle storie che si sanno raccontare e all’amicizia in cui si crede. Qui non ci sono cacciatori, il lupo è un ragazzino che si rivela empatico e pronto a farsi coinvolgere nel gioco, la nonna è una noiosa vecchietta ipocondriaca. E poi ci sono fantastiche note a piè di pagina per un gustoso divagare, per andare oltre; ci sono i molti riferimenti che sia il testo che le immagini fanno ad altre storie, ad altre fiabe. E c’è il gioco in cui viene tirato dentro il lettore che a volte una cosa legge e un’altra ne vede, che segue il filo delle storie che già conosce e il filo di questa che si nuova per ribadire, per tirare fuori l’essenza del personaggio.

Molto interessante e sicuramente azzeccatissimo per accompagnare questo testo lo stile dell’illustratrice francese Clémence Pollet (già conosciuto ai lettori italiani in “Dimmi cosa mangi…” e “Dimmi da cosa nasce…” editi da La Margherita, e “La treccia” uscito per Salani col testo di Laetitia Colombani) così come la sua scelta dei colori.

Guia Risari – Clémence Pollet, La strana storia di Cappuccetto Blu, Settenove 2020, 

Biancaneve e i 77 nani

30 Mar

biancaneve e i 77 naniLa collana Sottosopra di EDT Giralangolo, di cui abbiamo parlato in più occasioni (qui e qui, tanto per dirne due) si arricchisce – da domani in libreria – di un nuovo titolo che ancora una volta punta a far riflettere sulle differenze di genere e a mettere sotto i riflettori, come appunto si propongono i diversi titoli già usciti, gli stereotipi a cui molti si adeguano. In questo caso, come già in altre uscite della medesima collana, il pregio è quello di suscitare la riflessione raccontando una buona storia, senza bisogno di sottolineature e forzature.

La rivisitazione della fiaba di Biancaneve aggiunge un 7 al numero dei nani, facendoli diventare non quattordici come potreste pensare, ma addirittura 77 in un tripudio di colori che li vestono delle diverse sfumature dal giallo all’arancione al rosso, e poi i toni del rosa, del viola, i blu, gli azzurri e i verdi. Eccoli, ciascuno con un buffo nome diverso, con una diversa preferenza in fatto di cibo e pure di storie della buonanotte. Ecco 77 barbe da spazzolare, 77 berretti da lavare, 77 cestini del pranzo da preparare. ma i nani sono anche esigenti, impazienti e … nullafacenti: Biancaneve, fuggita dalla strega, piomba in un altro incubo dove passa dai preparativi per la  colazione a quelli per la cena senza sosta e senza nessuno che le dia una mano a lavare i piatti. Perde progressivamente lo smalto, le vengono le occhiaie e all’ennesimo rifiuto di dare una mano, decide di averne abbastanza: meglio una mela con annesso sonno, o forse pure due.

L’ironia accompagnata dalla forza viva dei colori utilizzati da Raphaëlle Barbanègre non toglie nulla alla forza della narrazione, anzi consolida e  fa sentire, anche graficamente, il salire del colmo della pazienza e della sopportazione di Biancaneve.

Il sito dell’autore. Il sito dell’illustratrice e il suo blog.

Una chiacchierata di Morena Forza con Davide Calì, a proposito di libri per ragazzi e censure diverse, in cui si parla anche di adattamenti e richieste di editori e di questo libro nelle sue diverse edizioni in francese e in inglese.

Davide Calì – Raphaëlle Barbanègre, Biancaneve e i 77 nani, EDT Giralangolo 2016, 36 p., euro 13,50

La principessa capovolta

17 Apr

More about La principessa capovoltaSpesso vengo tacciata di inserire nei percorsi di lettura soprattutto libri stranieri tradotti: è vero. Però non so parlar bene di libri che non mi piacciono e non mi hanno convinto a fondo e spesso, tra i romanzi per ragazzi italiani, sono ancora troppo pochi quelli che mi rapiscono e mi fanno entusiasta. Ce ne sono, ma appunto ancora troppo pochi, troppo spesso sembrano storie scritte non per l’urgenza di una storia che si fa largo nella mente e nella penna, ma per dire, per costruire un libro proprio su quell’argomento (l’amicizia, l’Olocausto, l’adolescenza, ecc. ecc.), nel peggio dei casi pure quasi per fare un po’ di  morale. Però un libro italiano del cuore io ce l’ho: è Urbuq, uscito nel 2009, strabiliante bestiario che incanta che me lo rilegga per me o che lo legga ad alta voce ai ragazzi, di cui parlammo qui. Ora Andrea Sottile, che di Urbuq era l’autore, pubblica questo nuovo romanzo, in realtà un esercizio di stile che si ingegna a raccontare la medesima storia secondo modalità e registri differenti.

La storia, pungolata dagli interventi e dalle richieste delle due bambine che ascoltano, è quella di un’annoiata principessa che finisce a testa in giù sotto il salice durante la passeggiata in giardino, i suoi capelli si fanno radici e a quanto pare non c’è verso di rimetterla in piedi. Capitolo per capitolo, la storia viene arricchita di particolari e raccontata come una filastrocca, una lettera, una ricetta culinaria, al telefono, per telegramma, in versione horror, lingua antica, volantino pubblicitario, addirittura lo scimmiottamento di una scheda di lettura 🙂

Con la possibilità di scrivere la propria versione. Riuscirà la principessa Clorofilla Zobeide Fiordiblù a tornare diritta?

Andrea Sottile, La principessa capovolta. Una catastrofe in 24 capitoli, Rizzoli 2012, 208 p., euro 9,90