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Cornabicorna contro Cornabicorna

11 Giu

CornabicornaControCornabicornaQuando parliamo di albi che funzionano sempre (o comunque al 99%!) sappiamo che ognuno ha il suo tesoretto di storie da utilizzare a colpo sicuro, utili soprattutto in quelle occasioni in cui non si conosce ancora la classe che è venuta in biblioteca o in cui si ha di fronte un gruppo di lettori eterogenei che partecipano ad un incontro a partecipazione libera. Tra questi sicuramente la serie di Cornabicorna, che va ad arricchirsi del terzo volume, e che permette anche – nel caso di letture cadenzate nel tempo con il medesimo gruppo – di creare attesa rispetto alla storia e di tendere un filo rosso tra gli incontri grazie al medesimo personaggio.

Dopo i precedenti Cornabicorna (2012) e La vendetta di Cornabicorna (2014), torna il personaggio di Pietro che continua ad odiare le minestre alle prese non con una, ma con ben due streghe. Tutta colpa dei suoi adulti che, come sottolinea lui, non sono manco in grado di vedere una strega in una zucca: la mamma affetta la cucurbitacea in cui era stata trasformata Cornabicorna nell’avventura precedente ed ecco che si fa realtà il detto “Zucca tagliata, strega raddoppiata”. Decise a trasformare il bambino in una succulenta minestra, le due finiranno per accapigliarsi vantando ciascuna di essere quella originale e si distruggeranno a vicenda.

Il testo presenta un’ottima carrellata di insulti, di quelli dove la fantasia si ingegna per prendersela con qualcuno senza mai utilizzare una parolaccia, come già avevamo sottolineato nel caso dell’albo Due mostri e come nel romanzo Dakota dalle bianche dimore di Ridley (Salani, 1992; in commercio c’è un’edizione del 2008 oppure andate a cercarlo in biblioteca). Un crescendo di epiteti che fa ridere i bambini; potete sfidarli a trovarne di nuovi, gentili ma pungenti!

Magali Bonniol – Pierre Bertrand, Cornabicorna contro Cornabicorna (trad. di Federica Rocca), Babalibri 2015, 32 p., euro 14

Luna e la camera blu

15 Nov

luna e la camera bluNel periodo in cui ragazzina tenevo il naso costantemente tra i gialli di Agatha Christie ero affascinata da un racconto in cui il ricordo dell’infanzia e di omicidio visto commettere proprio in quel periodo emergeva grazie alla tappezzeria – grano e papaveri – conservata in un armadio a muro chiuso da tempo mentre tutto intorno nelle stanze era cambiato. Eppure, grazie a quei colori e a quei disegni la protagonista capiva come mai tanto le era familiare il luogo e i gradini del giardino e la balaustra della scala: aveva vissuto in quella casa da bambina; la tappezzeria era quella della stanza dove aveva dormito e ricopriva i muri tra i quali aveva fantasticato, proprio come la piccola protagonista di questo albo, di cui tutti si preoccupano perché a scuola, durante la ricreazione se ne sta in un angolo a guardare gli altri. Ma i grandi non capiscono che non soffre per l’isolamento e nemmeno è asociale, semplicemente sta sognando ad occhi aperti guardando gli altri giocare. Sta facendo galoppare la fantasia esattamente come quando va a trovare la nonna e la accompagna a fare il riposino: quella stanza silenziosa ha una tappezzeria che par quasi un racconto, ci sono nave e vele e fari e ponti e carrozze e persone abbigliate secondo i gusti di un’altra epoca. Più Luna osserva e fantastica, più le vien facile infilarsi tra le storie narrate dai muri in compagnia della sua matita rossa, vivere avventure e lasciare qua e là traccia del proprio passaggio. Finché la nonna la sveglia e insieme lasciano a briglia sciolta l’immaginazione guardando le nuvole.

Mgadalena Guirao Jullien – Christine Davernier, Luna e la camera blu (trad. di Federica Rocca), Babalibri 2014, 36 p., euro 13

Sulla mia testa

7 Ago

Sulla testa di Gastone compare un uccellino giallo, simpatico  che lo accompagna costantemente e sembra proprio che si trovi a suo agio, lì in mezzo ai capelli, anche quando bisogna mettere la cuffia per entrare in cucina. Eppure nessun altro si accorge che Gaspare – così è stato ribattezzato – ha eletto a sua dimora la testa del bambino. Poi Gastone ricorda: la bestiola è comparsa il giorno in cui la maestra, visto che lui non sapeva la poesia, l’ha rimproverato di avere “il cervello di un uccellino”.

Piccolo albo dai poetici leggeri disegni per dire di quando un modo di dire si fa, specie nell’immaginario di un bambino, reale (ricordo ancora quando sentii mia madre dire che la tal signora le aveva attaccato un bottone per strada. E io a immaginarmele lì con ago e filo…).

Il sito di Émile Jadoul. Un video in cui racconta del suo lavoro.

Émile Jadoul, Sulla mia testa (trad. di Federica Rocca), Babalibri 2012, 40 p., euro 10

Aldo

11 Ago

More about Aldo

La scatola di colori di Magali Bonniol ci regala un personaggio buffo destinato a rimanere nel cuore dei piccoli lettori: Aldo (una lucertola? un geco?), porta gli occhiali, ha l’aria da sognatore e gliene capita sempre una. Il volume raccoglie tre storie diverse: una in cui decide di andare a prendere il sole e impiega l’intera giornata a trovare il luogo adatto (imperdibile Aldo in costume intero a righe blu!), un’altra in cui raccoglie con pazienza infinita il ribes per poi distribuirlo generosamente ai vari amici, l’ultima dove rincorre l’amica Giosetta nel tentativo di passare una bella giornata con lei. Nonostante gli affanni e gli imprevisti, caro Aldo, c’è sempre qualcosa di bello, che non ha messo in conto e ti stupisce: la tintarella di luna, una torta di mosche o un bagno di schiuma mangiando nocciole con un’amica. Insomma, c’è sempre una Giosetta che ti aggiusta la giornata!

Magali Bonniol, Aldo (trad. di Federica Rocca), Babalibri 2010, 48 p., euro12,50.

Unica nota leggendo: Aldo raccoglie i ribes per fare una torta. Noi con la stessa pazienza abbiamo sempre raccolto il ribes: è vero che in francese sono les groseilles, ma non ci era mai venuto in mente che di ribes esiste anche il plurale. Aldo ci ha insegnato una cosa nuova 🙂