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Rosmarino

27 Dic

C’è un pagina senza testo in questo albo in cui Cneut immagina la passeggiata nel bosco della protagonista come un’avanzare tra varietà differenti di fiori in cui lei si addentra arrivando quasi a confondersi tra loro, grazie al colore del suo vestito e nello stesso tempo spicca in qualche modo, decisa come il suo carattere. Rosmarino è una fata che vive come tutte le fate in un castello dalle torri dorate, dove tutte indossano abiti sui toni del rosso e del rosa e cappelli a punta e seguono regole ben precise di super buona educazione (niente briciole, niente schizzi, niente pattini a rotelle). Rosmarino non ci sta e decide di essere strega; nonostante gli avvertimenti della mamma, parte per il bosco delle streghe e ci si trova benissimo. sono gentili, le insegnano un sacco di trucchi e le prestano pure i pattini. E mica si annoia, come la mamma nel suo castello; del resto lei è Rosmarino e basta: un giorno mette il cappello tondo e un altro quello a cono; un giorno fa visita al castello, un altro un giro in barca. Non è tutta nera come le streghe né tutta leziosa come le altre fate: è se stessa e basta.

Un albo per pensare alla libertà di fare le cose che ci si sente di fare, per affermare se stessi.

Brigitte Minne – Carl Cneutt – adattamento di Giovanna Zoboli, Rosmarino, Topipittori 2017, 48 p., euro 24

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L’uovo del sole

12 Dic

Di Elsa Beskow abbiamo parlato quando LO editions ha pubblicato Olly va a sciare lo scorso anno; è un piacere trovare in italiano un altro albo di una delle principali autrici svedesi per bambini vissuta tra fine Ottocento e inizio Novecento e poter leggere insieme questa storia circolare che attraversa le stagioni e che fa parlare animali del bosco e abitanti del Piccolo Popolo come Elfina e Pignetto. Tutta “colpa” di un bambino di nome Giulio dal cui cestino, mentre camminava nel bosco, è caduta un’arancia: questo però il lettore lo scopre solamente alla fine, quando gli è già ben nota la catena di avvenimenti che quel frutto ha suscitato. Elfina infatti lo crede un uovo del sole e solo un fringuello saprà renderle conto di cosa sia veramente; allora tutti ne assaggiano la bontà del succo, anche se ad Elfina non basta: è affascinata dalla valle di sole in cui il fringuello sverna e andrà a vederla, tornando in primavera proprio con gli uccelli migratori.

Un mondo incantato, quello ritratto da Beskow, dove Rana Felice ha un bistrot, gli uccellini cinguettano al meglio di fronte alla gentilezza e il bosco intero fa capriole al ritorno di chi è mancato. Per i lettori, ancora una volta la possibilità di scoprire storie che vengono da un’altra epoca e che non hanno perso lo smalto e l’incanto narrativo. In più in questo albo c’è un’efficace rimando nelle immagini: tratteggiate o giocate in bianco e nero in un angolo della pagina di sinistra che ospita il testo, eccole quasi fare un balzo nella pagina accanto e virare in colore, inquadrandosi nell’ambiente del bosco, dando vita a una scena corale.

Come già nell’altra occasione, vi rimandiamo anche al sito di Design Stockholm House se vi va di avere una tazza o una palla per l’albero di Natale  o un altro oggetto decorato con le illustrazioni dell’autrice.

Elsa Beskow, L’uovo del sole (trad. di Caroline Kocjancic), Lo editions 2017, 32 p., euro 14