Tag Archives: Fatatrac

Nati liberi

13 Ott

nati liberiIo non dovrei parlare di questo libro. Secondo la regola di casa per cui non si ostenta e non si celebra quel che si fa e visto che la regola si estende anche a quel che è prossimo e vicino, non dovrei parlarvi di questo libro. Perché l’ho visto crescere, farsi trama nel senso quasi concreto della parola, dove trama non è l’insieme delle vicende che la storia racconta, ma piuttosto l’insieme dei fili che fanno un tessuto. L’ho visto farsi esattamente come si vede procedere un lavoro a maglia, come si crea una stoffa: mi si è fatto sotto gli occhi, parole raccontate, parole a video o a voce proprio come il tessuto da un telaio, brani che si rincorrevano nel freddo dell’inverno quasi avessi un abbonamento punico che dava vita ad una storia.

Siccome però qui si parla di libri buoni, di storie da proporre e consigliare, allora eccolo, proprio perché è uno di quei romanzi che piaceranno anzitutto ai ragazzini di fine scuola primaria che hanno passione per la storia e sarà il modo per proporre loro un racconto che inserisce al suo interno parti di spiegazioni storiche senza appesantire affatto la narrazione.

Siamo al tempo della seconda Guerra punica, la storia comincia nel 222 d.C. sulla costa sud-occidentale della Sardegna dove c’è sempre il vento che muove il mare e dove spesso giocano due fratelli, Bostare e Giscone, a tirar sassi, a rincorrersi. Sono sardi solcitani e vivono sotto la dominazione di Roma, sostituitasi a Cartagine. Ma sulle loro coste compaiono spesso i pirati, che fanno razzie di tutto, persone comprese: è Bostare a essere rapito a quattordici anni, venduto a un mercante di schiavi numide e poi a un cavaliere romano. In nome del giuramento fatto – di cercarsi ovunque e comunque e ritrovarsi – il fratello parte: è un viaggio attraverso terre, popoli e lingue, da Tharros a Cartagine, sui Pirenei e sulle Alpi nell’esercito di Annibale, scendendo verso il Trebbia e poi Genua e Sulki a chiudere il cerchio di una libertà ritrovata. Un viaggio di sensazioni  (il vento addosso, la poltiglia della neve che fa scivolare, il ghiaccio delle montagne), di racconti e di incontri tra persone provenienti da luoghi diversi e da condizioni differenti che segnano a modo loro la strada che realizza la promessa.

Il sito e il blog dell’autore. Il sito dell’illustratore.

Anselmo Roveda – illustrazioni Sandro Natalini, Nati liberi, Fatatrac 2014, 96 p., euro 5,90

Annunci

Sempreverde

9 Mag

Più riguardo a Sempreverde. Il segreto di nonno TeodoroSiccome sono giorni di sole e di colline e prati verdi verdissimi e di primavera finalmente, recuperiamo questo libro verde uscito lo scorso anno che con le sue grandi e singolari illustrazioni racconta la storia di due anziani signori, nati nello stesso giorno, ora più che centenari ma ben diversi tra loro. Lo si vede fin dalla prima immagine: intorno alla loro torta di compleanno multipiano il signor Osvaldo è elegantemente vestito di nero, un po’ ingessato come se quel cappellino colorato sulla testa lo imbarazzasse. Invece il signor Teodoro sfoggia dei grandi occhiali dalla montatura rossa, una maglia a righe, dei pantaloni a pois e vanta un cuore sempreverde perché – confida all’amico – beve alla fonte della giovinezza.

Così Osvaldo decide di seguirlo per una settimana annotandosi tutto e cercando di carpirgli il segreto di tanta vitalità. Teodoro va sul monte la mattina a raccogliere fiori; ama mangiare di gusto e si prepara piatti appetitosi; fa esercizio da solo e in gruppo; cura il suo aspetto; legge e ride tanto. Insomma, mantiene il suo cuore tenero come quello di un bambino. E anche nel cuore di Osvaldo cresce del verde… E cin cin!

Sulla capacità di apprezzare la vita e gustarla nelle illustrazioni sempre allegre e efficaci di Ilaria Guarducci. Che bello.

Ilaria Guarducci, Sempreverde. Il segreto di nonno Teodoro, Fatatrac 2012, 28 p., euro 14,90

Che forza papà!

6 Mar

Che forza papàTornano i bambini protagonisti di Di mamma ce n’è una sola?, questa volta ovviamente alle prese coi papà. Papà che aggiustano automobili e altri che aggiustano animali; papà che stirano e altri che fanno le pulizie; un papà o due papà. E ovviamente il solito Mario sapientissimo che ha un papà di definizione inglese: single. Confronto a suon di “mio papà è così e cosà” per scoprire che i papà mettono cerotti, fanno i giochi di ombre, leggono storie, fanno il bucato arcobaleno e spaventano i mostri.

Una cosa sola: tra le diverse immagini del papà che si dedica ai lavori domestici, c’è “mio papà aspira la polvere”. L’illustrazione mostra il babbo impegnatissimo con l’apirapolvere, ma io leggendo mi sono immaginata un papà che aspirava la polvere letteralmente… ops!  🙂

P.S.: sapete vero cosa succede a leggere degli albi simili in un incontro di lettura coi più piccoli? Che cominciano a raccontarvi come sono DAVVERO le loro mamme e i loro papà e dopo un po’ – care creature – scatta l’occhiata d’intesa con la maestra…

Isabella Paglia – illustrazioni di Francesca Cavallaro, Che forza papà, Fatatrac 2013, 48 p., euro 13,90

Di mamma ce n’è una sola?

25 Lug

Due bambine, Allegra e Fatima, parlano in parallelo delle loro mamme che sono bellissime, super, in gamba pur essendo così diverse: nel lavoro che fanno, nel modo in cui preparano la colazione, persino nel modo in cui sgommano in macchina. Martina è uscita dalla pancia della sua mamma, Fatima e la sua invece si sono adottate: ci possono essere anche due mamme. Il loro compagno di giochi viene da una provetta e per un po’ è cresciuto in quella strana astronave che è l’incubatrice. Insomma, non c’è un solo modo di nascere: in compenso, come spiega Mario il Temerario (evidentemente il So-Tutto-Io dei giardinetti, visto che è un po’ più grande degli altri) la mamma è comunque una sola. Quella che scaccia la paura del buio, che ti cura quando hai la febbre, che ti tiene ogni giorno nel tuo cuore per sempre.

Colorate illustrazioni di Francesca Cavallaro dove la bambina Allegra si arrabbia perché non capisce che di pancia sì ce n’è una sola, ma di modi per venire al mondo ce ne sono diversi. Per dire che la mamma è sempre la mamma, e non importa se la tua pelle ha un colore diverso dalla sua. Anche se, diciamo noi, anche i papà scacciano la paura del buio, stanno svegli vicino a te quando la febbre ti tormenta… ok, oggi un 3×2: a seguire, post di libri sui papà, per par condicio 😉

Il sito di Isabella Paglia e il suo blog. Il sito di Francesca Cavallaro.

Isabella Paglia – ill. Francesca Cavallaro, Di mamma ce n’è una sola, Fatatrac 2012, 32 p., euro 13,90

Ad abbracciar nessuno

20 Mag

More about Ad abbracciar nessunoAi pesci fuor d’acqua, dice la dedica in apertura dell’ultimo albo di Arianna Papini, dedicato al tema della diversabilità e nato dall’esperienza dell’autrice, l’incontro con una bambina autistica all’epoca della scuola materna. Le sue illustrazioni accompagnano la storia di Damiano e della sua compagna di asilo Maddalena, che nella sua mente lui chiama Silenzia del Lago, perché non parla mai e sorride senza guardare gli altri. È quieta come il lago dove il papà lo porta a pescare, dicon sia grassa invece è morbida, hai capelli di grano maturo, ride forte e lo prende per mano. Dargli la mano così: nessuno saprà farlo mai. A volte è distante, a volte imbarazzante, come quando si sbrodola o fa pipì nel cestino della carta. A volte si precipita verso la mestra per abbracciarla e poi finisce  a braccia aperte verso il vuoto. Un giorno va in una scuola speciale, più adatta a lei e Damiano (nel suo piccolo anche lui portatore di una diversità) pensa a chi cercherà con lei lombrichi se fan schifo a tutti. Ma i laghi ci aspettano, le brezze spettinano i capelli, la nostalgia tiepida della Silenzia resta per sempre come presenza d’affetto. Come la sua risata sempre contenta.

Questo è il sito dell’illustratrice.

Arianna Papini, Ad abbracciar nessuno, Fatatrac 2010, 32 p., euro 13,50

Il lupo innamorato

14 Feb

In ogni fiaba che si rispetti ci vuole un lupo crudele e sanguinario altrimenti succede che..i Tre Porcellini tranquilli e sicuri si mettono a vendere souvenirs e Cappuccetto Rosso rilascia dichiarazioni al fulmicotone alla stampa: “Nervosa io? Quella casalinga disperata di Cenerentola è nervosa, io no di certo!”
Ma Florindo non è un lupo come gli altri: è vegetariano ma, per non dispiacere allo zio che era il vero terrore del bosco, e mantenere alto l’onore della famiglia si iscrive a un corso di cattiveria per corrispondenza. Risultato? In meno di 24 h è pronto per la sua prima preda: la pecora Domitilla! Ma qualcosa non va come avrebbe dovuto, sarà stata la carotina biologica o il “balsamo antinfeltrente effetto travolgente che rende la lana splendida splendente”, ma tra Florino e Domitilla scoppia un amore che va oltre ogni pregiudizio. Finale degno dei più romantici film con una Cappuccetto Rosso da non perdere.

Con una divertentissima storia d’amore impossibile festeggiamo San Valentino.

Un’avventura piacevole da leggere e drammatizzare con i bei disegni di Natalini. L’unico neo: pesa come un macigno un errore grammaticale (ma non vi diciamo dov’è ;-))

Sandro Natalini, Il Lupo innamorato, Fatatrac, 2009, 40 p., euro 13.50
1 premio settore professionisti 12º concorso internazionale Syria Poletti “Sulle Ali delle farfalle”