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Da grande prenderò le mosche con le mani

26 Ott

Questo libro viene dall’Ungheria e dagli anni Sessanta col loro grafismo così retrò e così moderno. Noi lo leggiamo nella traduzione francese de la Joie de Lire e ve lo proponiamo come folle folle folle coup de coeur che ci ha conquistato appena aperto. Pubblicato per la prima volta nel 1965, è uno dei frutti della collaborazione tra Éva Janikovszky  e l’illustratore  László Réber che ci regalano una buffa quanto realistica riflessione sul rapporto piccolo-grande, bambino-adulto. Il piccolo protagonista fa giustamente notare come essere bricconi sia assai più divertente che essere saggi o obbedienti. Infatti a star tutto il giorno seduti fermi ti vengon le formiche ai piedi, se mangi la carne con coltello e forchetta quella vola dal piatto e finisce in bocca al cane e se ti lavi per bene le mani sfregandole come si deve, arrivi inevitabilmente ultimo e in ritardo a tavola. Gli adulti poi non fanno che dare ordini e ripetersi e intanto si concedono un sacco di cose divertenti, tipo affacciarsi alla finestra quando suona la sirena dei pompieri, vestirsi come gli pare, bere appena mangiata la frutta. Per cui il piccolo protagonista elenca, in un discorso di saggia ribellione, tutto quel che farà quando sarà grande: tra il resto, stare in ginocchio sulle sedie, mangiare una tavoletta di cioccolato prima dei pasti, far crescere una palma nel bicchiere dello spazzolino da denti, indossare solo polo a maniche corte, camminare all’indietro per strada. Elenca tutti i giochi, le pazzie e i divertimenti che metterà in atto coi suoi bambini che saranno fieri del loro papà. Certo, perché lui da grande sposerà una ragazza divertente che saprà  fare le bolle di sapone e dei nodi ben stretti al suo aquilone; staranno a quattro zampe tutto il giorno, avranno posto in casa per non buttar mai via niente e anche per i ricci feriti e i loro vicini saranno simpaticissimi. Con un unico dubbio: ma perché i suoi genitori, se son grandi e posson far quel che vogliono, si ostinano a lavarsi le mani, mattersi il maglione e guardare dove mettono i piedi?

Politicamente scorretto, deliziosamente sovversivo, educatamente irriverente,  il libro è stato pubblicato in Italia da Bompiani nel 1965… lo aspettiamo di nuovo 🙂

Éva Janikovszky – ill di László Réber, Moi, si j’étais grand (trad. dall’ungherese di Joëlle Dufeuilly), La Joie de Lire 2011, 40 p., euro 12