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Pancia di balena

31 Mag

Dalla Fiera di Bologna 2015 in tanti tornammo con nel cuore e in valigia un albo: Barriga de balena di António Jorge Gonçalves, illustratore portoghese, pubblicato da Patologico. Tra le tante segnalazioni qui quella – sempre puntuale – di Carla Ghisalberti su Lettura Candita. Oggi ne festeggiamo l’edizione italiana per Equilibri, che fonda una nuova avventura editoriale sul fronte narrativa sulla sua consolidata e apprezzata attività di anni di promozione della lettura, dando vita alla collana “Max. Storie selvagge” di cui avremo modo di parlare ancora.

Dell’albo a colpire sono innanzitutto i colori – pochi per ogni doppia pagina, e netti – e l’uso del nero, sapiente e in qualche modo imprescindibile: “c’è tanto nero” dirà qualcuno ed è vero, ma è esattamente la misura giusta per raccontare una storia ai confini del sogno.

Si sveglia presto, Sari, e i suoi genitori dormono ancora; raggiunge la spiaggia e l’amico Azul che sta costruendo una barca per andare nella terra-dove-nessuno-mai-si-annoia: un viaggio da coraggiosi, un viaggio all’avventura, tra onde, tempesta e la pancia di una balena che si ingoia la bambina: è tutta buia, ma abitata. Fuori intanto, Azur cerca un modo per salvarla: svuota il mare e saranno solo le lacrime di Sari a farlo tornare. Trama semplice, frasi brevi che permettono di concentrarsi sulle immagini, sui tanti occhi che compaiono in ogni pagina: i grandi occhi dei bambini e quelli dei pesci (a ics quando stramazzano senz’acqua), l’oblò gigante dell’occhio della balena per guardare il mare fuori, gli occhi che si chiudono a sera, stremati dalla grande avventura, in una pagina di sagome. Nere, appunto, da confrontare con quelle blu della pagina che ritrae la stessa camera al mattino, per giocare tra differenze e somiglianze.

António Jorge Gonçalves, Pancia di balena (trad. di Michela Ghislieri), Equilibri 2017, 40 p., euro 15

Il lettore infinito

14 Apr

imageEcco una nuova riflessione di Aidan Chambers a proposito di lettura e ragazzi; chi ha già avuto modo di apprezzarlo dal vivo è nei testi precedentemente tradotti in Italia da Equilibri e da Sonda, troverà in questo volume alcuni capisaldi delle sue teorie accompagnati da suggerimenti pratici per mettere in atto il processo della lettura e renderlo efficace. Vengono indicate azioni e strategie da mettere in pratica per formare lettori appassionati e competenti.

Partendo dal diagramma del Reading Circle, che dà visivamente al lettore il senso dello scambio e del legame circolare che esiste tra gli attori della lettura, Chambers insiste sui passaggi fondamentali: la selezione, la disponibilità e l’accessibilità dei testi, il valore del tempo passato a guardare e a scegliere libri, la scelta, i luoghi e il tempo per la lettura, le modalità per favorire lo scambio di opinione, il passaparola. Insiste descrivendo attività pratiche, esempi di scelte per la lettura ad alta voce, modalità sperimentate nel tempo, costruendo così un catalogo di possibilità da applicare da parte di con chi vuole mettersi in gioco nell’educazione dei ragazzi alla lettura.

Alcune parti sono esplicative al limite dell’avvio, ma chi ci è passato da bene che non è male ricordare ciò da cui mai ci si dovrebbe esimere quando si organizza un incontro di lettura, quando si invita un autore, quando ci si prepara per una lettura condivisa. Anzi, a veder certe organizzazioni, queste son parti da ripassare… E ben vengano.

Più volte Chambers parla di onestà nei confronti dei lettori, degli alunni a cui ci si rivolge; la stessa onestà che lui utilizza nei saggi raccolti nel volume, raccontando la sua esperienza, sottolineando errori, imprevisti e tecniche di successo e condividendoli con chi legge per fare davvero rete a vantaggio dei giovani lettori.

Aidan Chambers è molto attento ai diversi modi di leggere; due anni fa a Torino spiegava come stesse studiando per riuscire a scrivere delle storie da leggere su smartphone e tablet; ha creato Tablet Tales, un’applicazione per iPad dove è possibile leggere le linee guida del suo progetto, trovare alcuni suoi testi e altri articoli relativi all’argomento e in generale all’educazione alla lettura (parte dei testi proposti è gratuita è disponibile dall’app, altri invece sono acquistabili in-app. Tutti i testi sono ovviamente in inglese).

Il sito dell’autore.

Aidan Chambers, Il lettore infinito. Educare alla lettura tra ragioni ed emozioni (traduzione e curatela di Gabriela Zucchini), Equilibri 2015, 189 p., euro 16

Per una letteratura senza aggettivi

19 Mar

andruetto

Se penso a quando ho letto i testi narrativi di María Teresa Andruetto scopro che per me sanno di primavera perché è sempre questa la stagione in cui li ho assaporati, in giornate di sole nuovo, in notti tiepide e stellate. Mi piace particolarmente quindi la copertina che Peppo Bianchessi ha disegnato per questa raccolta di saggi, una collina di alberi giovani ancora così ordinati che puoi immaginare le linee lungo le quali sono stati piantati, ben prima che lo sguardo curioso di un bambino si affacciasse a guardarli.

Sono semi anche questi saggi critici che fanno riflettere sulla letteratura, sulla lettura, sull’azione di chi scrive e in particolare su quel che si scrive destinandolo a bambini e ragazzi: l’autrice infatti costruisce buona parte del pensiero qui raccolto intorno all’idea che questa letteratura è letteratura e basta, senza necessità di aggettivi o specificazioni, pari alle altre, e conduce il lettore attraverso tematiche decisamente attuali, come l’interrogarsi sulla dubbia qualità di una certa produzione per ragazzi, ma anche sulla mancanza di spazi e critica che l’hanno resa possibile, sui libri scritti a tema e quelli a comando, su quelli “vuoti” e su quelli brutti che vogliono insegnare a tutti i costi qualcosa. Portando la sua esperienza di autrice, ma anche di chi ha scelto testi per organizzare una collana di qualità per ragazzi e raccontando dell’editoria della sua Argentina, Andruetto allarga lo sguardo alla figura dello scrittore, alla necessità di esercitare lo sguardo, di non essere legato a un genere o a una tipologia, alla predisposizione all’incertezza che deve avere, allo scrivere per scrivere e basta, alla ricompensa che non si può comprare e che arriva solo dal lettore.

Una riflessione che si allarga a tutti coloro che si occupano di lettori, di ragazzi e di lettura per cui scrive: “Un bambino, un ragazzo, ha il diritto di diventare un lettore, ma questo diritto, se veramente vorremo sostenerlo, ha bisogno di molteplici occasioni e di tanti luoghi di incontro, come ha detto anni fa Graciela Montes (quantità, persistenza e continuità, d’altra parte, possibili solo con mediatori qualificati e progetti a lungo termine, mai con azioni occasionali che producono solamente effetti mediatici ingannevoli), e include l’accessibilità a una gran quantità di buoni libri e alla qualità e diversità di voci che i buoni libri di una cultura possono offrire” (p. 65).

Non è sempre semplice concentrarsi su una raccolta di saggi che spezzano in più parti argomenti così intensi e fondamentali per chi di questo si occupa; molti di quelli raccolti in questo libro sono però stati scritti per essere presentati in occasioni pubbliche di incontri, convegni, seminari: portano in sé la passione contagiosa e la forza del pensiero di chi li ha pensati e pronunciati; sembra di ascoltarla, María Teresa Andruetto, di essere seduti davanti a lei, o meglio con lei, in una dimensione più intima che porta a condividere e a fare proprio quel che ci dice. Prendete questa raccolta come una busta di semi e lasciate che trovino terra fertile in questo inizio di primavera.

Il saggio sarà presentato in Fiera a Bologna, martedì 25 marzo prossimo (Sala Melodia, Centro Servizi, Blocco B, ore 10,30).

Il sito dell’autrice, vincitrice dell’Hans Christian Andersen Awards 2012. Della sua produzione per ragazzi, Mondadori ha pubblicato La bambina, il cuore, la casa e un nuovo lungo racconto è atteso nelle prossime settimane.

María Teresa Andruetto, Per una letteratura senza aggettivi (trad. di Paola Donatiello, a cura di Gabriela Zucchini, contributi di Anselmo Roveda e Grazia Gotti), Equilibri 2014, 128 p., euro 16

La penna di Anne Frank

10 Feb

Se non avete letto il Diario di Anne Frank da molto tempo, lasciate che vi inviti a riprenderlo in mano. E, questa volta, leggetelo come un romanzo, dall’inizio alla fine e tutto d’un fiato, nel minor tempo possibile.

Così dice Aidan Chambers, perché è questo che cerca di spiegare nelle pagine del breve saggio in questione: ci invita a leggere il Diario andando al di là dell’immagine che di Anne Frank tutti abbiamo come testimone dell’Olocausto, come figura legata allo sterminio nazista, alla sua morte in campo di concentramento. Chambers invita a leggere il Diario e a proporlo in lettura innanzitutto come un’opera di letteratura che offre spunti e riflessioni sia sull’adolescenza (Anna è un’adolescente che scrive) sia sulla figura dell’autore, sul suo rapporto con i lettori e con ciò che scrive. Quando dialoga con Kitty, Anne infatti è innanzitutto una ragazza che sogna di diventare una scrittrice, che sogna di fare di quei suoi fogli un’opera da dare alle stampe; ed è una ragazza che cresce, con i suoi sogni, le speranze, i dubbi. Le evocative illustrazioni di Alessandro Sanna ci richiamano proprio Anne immersa tra le parole, che con le parole si fa dialogo, rifugio, racconto, si fa sé. La verità sulla scrittura di Anne – scrive ancora Chambers – è che essa l’ha aiutata a renderla ciò che lei stessa è. Non quella che era, rispetto a cui non sapremo mai nulla. Ma quello che lei è – un essere sempre presente, una coscienza che vive e che dà vita finché qualcun altro, qualcun Altro, potrà leggere ciò che lei ha scritto e, prestandole completa attenzione, diventare lei.

Credo che quello che Chambers vuole indicarci è di cercare di considerare Anne al di là della tragedia che ha posto fine alla sua vita, di chiederci chi fosse davvero, di guardarla come un’adolescente che aveva voglia di scrivere. Per questo motivo, quest’anno non abbiamo messo post “appositi” nel Giorno della Memoria. Abbiamo recensito prima e dopo e ancora lo faremo libri che parlano di questo argomento perché così mi sembra giusto che sia. Non amo le giornate dedicate, siano la giornata della mela annurca, del cugino del prozio o di qualche sindrome particolare, e sono cresciuta in una famiglia dove le feste della donna, della mamma, del papà e cose simili non si festeggiano perché si ritiene che tutti i giorni dovremmo ricordarci di quello che siamo noi e quelli che ci stanno intorno, di quel che è importante nel mondo. Allora mi sembra che tra le righe di Chambers ci stia anche questo: tutti i testimoni a cui pensiamo nel Giorno della Memoria, tutte le storie che ce li raccontano devono farci pensare a loro come quel che erano realmente al di là della tragedia: bambini, ragazzi, uomini, donne con quotidianità, sogni, speranze, problemi che poi in quella tragedia sono finiti, ma di cui ricordiamo la specificità di persone.

Il sito di Aidan Chambers, il sito di Alessandro Sanna, il sito di Equilibri, la casa di Anne Frank, l’Anne Frank Fonds.

Aidan Chmbers – ill. di Alessandro Sanna, La penna di Anne Frank (trad. di Giorgia Grilli), Equilibri 2011, 51 p., euro 14

Siamo quello che leggiamo

27 Mar

More about Siamo quello che leggiamo… mentre leggevo la storia, lei dentro di me e io lì, dentro di lei. Una specie di paradiso, una vita molto più piena, vivace e ricca della mia vita abituale, una vita colma di significato.

Aidan Chambers parte dalla sua personale esperienza di lettore per parlare di lettori e di lettura e di lettura di letteratura. Ci racconta della sua scoperta del mondo dei libri, dell’importanza dei tascabili Penguin nella sua educazione letteraria e libresca, della prima volta in cui mise piede in una biblioteca per pegno d’amicizia, dell’importanza fondamentale che ebbe per lui il sistema bibliotecario pubblico. Ci dice del momento essenziale in cui lesse una storia che parlava di lui, una storia in cui riconoscersi completamente, per poi ampliare il discorso dando un’occhiata a quello che Barrilà nell’introduzione definisce “retrobottega della lettura”: l’autore affronta infatti temi quali la necessità di porsi il problema della lettura, il rapporto tra lettura, cervello e neuroscienze; offre un prontuario per la lettura, un assaggio di modalità su come proporre libri, ma anche un elenco di domande da porsi quando si pensa di offrire dei libri ai ragazzi; si interroga su come cambia la letteratura per ragazzi. Il tutto ovviamente nella consapevolezza che l’educazione alla lettura non si può improvvisare, che presuppone competenze e professionalità e una grande attenzione e sensibilità per le risposte dei bambini e dei ragazzi alle letture proposte.

Aidan Chambers sarà in Italia in questa settimana in occasione della presentazione alla Fiera di Bologna, mercoledì 30 alle ore 10,30, di questo volume che inaugura la collana Strappi proposta da Equilibri. Sarà inoltre possibile incontrarlo: a Modena, martedì 29 marzo alle ore 17, presso MEMO – multicentro educativo Sergio Negri, viale Jacopo Barozzi, 172; a Bologna, mercoledì 30 marzo alle ore 17,15, all’Auditorium della Biblioteca Sala Borsa, piazza Nettuno, 3; a Piacenza, giovedì 31 marzo alle ore 17, presso la Biblioteca “Passerini Landi” – sezione ragazzi “G. Anguissola”, vicolo S. Pietro, 9; a Rezzato (Brescia), venerdì 1° aprile alle ore 17, presso la Biblioteca comunale, via Leonardo da Vinci.

Aidan Chambers – introduzione di Domenico Barrilà – a cura di Gabriela Zucchini, Siamo quello che leggiamo. Crescere tra lettura e letteratura (trad. di Giuditta De Concini), Equilibri 2011, 176 p., euro 16.

Perlaparola. Bambini e ragazzi nelle stanze della poesia

21 Mar

More about PerlaparolaOggi 21 marzo è il primo giorno di primavera e si festeggia anche la Giornata mondiale della Poesia. Noi festeggiamo con un libro che vuol essere un manuale di “fomento della poesia”, un invito a insegnanti, educatori, bibliotecari ad avviare coi ragazzi un percorso di avvicinamento alla poesia: una raccolta strutturata di suggerimenti per appassionare bambini e ragazzi al gusto per la parola e al linguaggio poetico, importante risorsa per la costruzione di una personalità creativa e l’espressione di un pensiero libero. Il tutto corredato da consigli di lettura, assaggi di poeti italiani e stranieri, giochi di lettura e scrittura nati dall’esperienza dell’autrice e dagli incontri coi ragazzi nei vari laboratori che conduce. Il testo attraversa undici stanze della poesia affrontando testi e rime, ma anche il modo di dirle, il silenzio, l’ascolto, il respiro, l’incanto che una poesia può provocare e la possibilità di espressione che porta in sé.

Il libro fa parte di Strappi, la nuova collana editoriale pubblicata da Equilibri che propone una serie di testi di riflessione e di approfondimento sulle tematiche della lettura e della letteratura per ragazzi, e sulla formazione del lettore, inseguendo l’idea che la lettura è una carta vincente nel percorso di crescita dei ragazzi.

Il volume sarà presentato alla Fiera internazionale del Libro per ragazzi di Bologna mercoledì 30 marzo alle ore 10,30 presso la Sala Notturno (Centro servizi, Blocco D), insieme al libro di Aidan Chambers “Siamo quello che leggiamo. Crescere tra lettura e letteratura”. All’incontro saranno presenti Chiara Carminati e Aidan Chambers, insieme a Domenico Barrilà e Beatrice Masini.

Chiara Carminati – prefazione di Rita Valentino Merletti, Perlaparola. Bambini e ragazzi nelle stanze della poesia, Equilibri 2011, 158 p., euro 14