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Amico d’estate

23 Feb

amico d'estate

Dopo trentacinque anni torna in libreria la collana “Le Letture” di EL, con nuovi contenuti e rinnovata veste grafica che mantiene però l’originale colore che permette di identificare i diversi livelli di lettura. Peccato però che questa veste grafica non sia all’altezza della storia della collana e risulti datata, bruttina e a volte respingente verso alcune delle buone storie che sono contenute nei libri.

Per parlare di questo ritorno, abbiamo scelto tra le prime uscite questo breve romanzo di Beatrice Masini in cui Paolo, nell’estate dei suoi dieci anni, racconta l’amicizia con Norman, un signore inglese che possiede una casa nello stesso borgo di campagna dove anche la famiglia di Paolo è solita passare i mesi estivi. Nel corso degli anni, complice anche il fatto che gli amici del posto partono in vacanza, si è creato un forte legame tra il bambino e l’anziano: uno ha nonni lontani, l’altro non ha nipoti, così si sono “riempiti un buco a vicenda”, come scrive Paolo. Il loro rapporto è rinsaldato dalle avventure che vivono insieme durante l’estate e viene mantenuto nel corso dell’anno attraverso lettere e cartoline.

Non c’è nulla di eclatante, ma passeggiate, visite in luoghi particolari, momenti condivisi (cene, compleanni, andare a pesca, piantare fiori), consigli; una narrazione placida come lo scorrere del tempo in buona compagnia, senza avere per forza necessità di fare qualcosa, ma godendosi il quotidiano delle giornate, tenendosi stretto quel che di bello viene da una chiacchierata, da un silenzio, dalla complicità. Fino all’inverno in cui Norman non si fa sentire e all’estate in cui la grande casa rimane chiusa. Quando le finestre si riapriranno e Paolo correrà ad abbracciare l’amico dovrà fare i conti col tempo che passa e che cambia i modi, ma per fortuna non cambia i legami, non modifica il sentire. Semplicemente dice, placidamente, di come sia la vita nel suo scorrere naturale.

Una storia breve, che assomiglia un po’ al grande album in cui Norman e Paolo raccolgono le loro fotografie, ma anche ritagli, foglietti, fiori essiccati; una collezione di attimi condivisi, di pensieri sull’altro, di piccole delicatezze che fanno bellezza: una torta di compleanno impastata dal papà, un cielo di stelle, le parole di un vocabolario in regalo.

Il sito dell’illustratore.

Beatrice Masini – ill. Angelo Ruta, Amico d’estate, EL 2016, 88 p., euro 7,50

Stai con me

22 Ago

More about Stai con meMa che vuoi che ti spieghi, cosa vuoi che aggiunga. è solo che non ho più voglia e che mi sono stufata. Non solo di te, un po’ di tutto. Ho voglia di cambiare aria. E tu sei la prima cosa che devo togliere di mezzo.

Mariasole ha sedici anni e aspetta solo di scappare. Un taglio radicale di capelli (cortissimi e rossi) in un caldo giorno d’estate è il simbolo di quanto improvvisamente le solite cose, la routine quotidiana, le persone che le stanno intorno le stiano strette. A partire dal suo fidanzato Roberto, quello che vorrebbe spiegazioni, quello con cui sta senza nemmeno sapere perché. Forse perché è quello che tutti si aspettano; forse perché va nell’ordine accettato delle cose. Ma il taglio dei capelli coincide anche con Nicola, un ragazzo che la ferma per strada e che si ritrova tra i piedi qualche ora dopo, come se aspettasse proprio lei, per prendere un ghiacciolo. Mariasole sa bene che sta vivendo qualcosa che non si esaurirà nel tempo di un ghiacciolo e che la vita di Nicola è oltre il limite da lei conosciuto. Scopre un mondo ignorato, fatto di periferia e marginalità, di bocciature e di lavoro in nero, di case popolari occupate e di spaccio di cocaina. Un mondo a cui Nicola sta dentro perché, come le spiega, non può fare altrimenti. Eppure sarà proprio lui a rendere concreto il fatto che si possa cambiare quel che ci sta stretto, la pelle che non è la nostra.

Una sola cosa sull’ordine della storia: quando Mariasole si taglia i capelli, si chiede ovviamente cosa dirà la madre quella sera. Perché invece passa un’intero capitolo (il 6) e un’intera altra giornata di oratorio prima che la mamma se ne accorga all’inizio del capitolo 7?

Zita Dazzi, Stai con me, EL 2012, 165 p., euro 10,50

Certi fiori stanno all’ombra

5 Apr

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Lui le piaceva, forse. Le parlava sempre a fatica, pieno di timidezza. La portava all’orto botanico e le diceva che lei era un fiore. Le diceva che certi fiori stanno all’ombra e altri al sole. Le diceva di quanta acqua hanno bisogno, quando bisogna piantare i bulbi e quando no. E le diceva che ogni fiore ha il nome giusto, come le persone, e che lei si chiamava Clara perché era una ragazza da sole e lui invece si chiamava Moreno perché era un ragazzo d’ombra. (…) E allora?

E allora? E allora Clara non sa. Sta in bilico, tra la fatica di crescere, tra le aspettative della scuola e dei suoi genitori, tra le amiche, tra Rosario e Moreno. Che sono uno il contrario dell’altro, uno tutto apparenza e messa in mostra, l’altro tutto scuro, che gli devi tirar fuori le parole con le tenaglie, che devi guardarlo di nascosto, che non se ne accorga troppo. E quindi non sa. La confonde il fatto che un bacio inaspettato le sia piaciuto così tanto, la sorprende la felicità che non sa dire. Intanto Moreno soffre la perdita della madre, guarda il padre rifugiarsi nella cura del giardino, ascolta il tranquillo furore e la massima confusione che Clara semina dentro di lui. E il tempo passa. Passa esattamente come passa in un giardino, dove bisogna saper dare tempo, fidarsi di quei bulbi piantati in autunno che necessitano di dormire sotto la coltre dell’inverno per poi fiorire di bellezza in primavera. Dove bisogna sapere che non tutte le piante sono uguali, che ognuna ha i suoi ritmi, le sue preferenze, la sua quantità d’acqua, che qualcuna addirittura si chiude se la guardi troppo a lungo. Dove ti sembra che non si capisca nulla, che anche se hai seminato in ordine poi cresce tutto insieme e poco ti raccapezzi, tutto ti sembra selvaggio e capriccioso, ma in realtà nulla è improvviso: è cresciuto sotto la coperta della terra terra del giardino, covato dal tempo e dalla cura, e quando sboccia è bellezza. Pura e semplice.

Antonio Ferrara, Certi fiori stanno all’ombra, El 2012, 132 p., euro 10,50

Non sono una bambola

17 Ott

More about Non sono una bambola!Io a volte mi chiedo il perché. Mi chiedo se certi libri siano davvero necessari, se chi li scrive senta la necessità di mettere tanta carne al fuoco: magari sì, e io non li capisco e mi sembrano solo pagine costruite per affrontare una serie di argomenti anche importanti, anche difficili, ma che si allineano tutti insieme fino a diventare caricaturali. Avevo già provato la stessa fastidiosa sensazione tempo fa leggendo Alice e i nibelunghi di Fabrizio Silei, edito da Salani, e mi ricapita oggi davanti a questo romanzo dove la protagonista tredicenne vive nella Famiglia Perfetta fatta di padre aviatore, mamma modella, tata e quant’altro. L’inattesa gravidanza della madre e una serie di problemi familiari proprio alla fine della scuola fanno sì che lei venga spedita in Puglia dalla famiglia della zia, sorella del padre, di cui non sa nulla. Catapultata in una realtà totalmente differente da quella a lei conosciuta (con una serie di luoghi comuni sul Sud Italia), incontra i quattro cugini maschi e i loro amici (che continuano a dirle “assomigli a una Barbie” e cose simili), scopre un terribile segreto di famiglia, rischia aggressione e stupro di notte in pineta da parte del bullo di turno e finisce col far riappacificare e riunire le due parti della famiglia, sanando le varie incomprensioni.

Ora, forse son prevenuta nei confronti di storie come quella che Gigliola Alvisi cuce addosso a Lucrezia, però mi piacerebbe sapere cosa ne pensano altri lettori, tanto per avere punti di vista diversi.

Gigliola Alvisi, Non sono una bambola!, EL 2010, 154 p., euro 10,50.

6 passi per conquistare una ragazza

18 Dic

6-passi-per-conquistareNel marasma editoriale di questi tempi si rischia anche di fare di ogni erba un fascio e di perdersi qualche bel libro. Il problema della letteratura per ragazzi oggi in Italia è sicuramente quello di un’editoria che produce in gran quantità e spesso – come abbiamo già più volte sottolineato – non bada troppo alla qualità dei testi. Capita così di guardare alle novità editoriali con l’occhio di chi vuole trovare “perle rare” e scartare tanto: succede di bollare un libro come una trovata di mercato (vuoi per il titolo, vuoi per la copertina, vuoi perché ti sembra un’altra di quelle storie da ragazzine, tutte in serie). Poi lo apri per caso e lo chiudi solo all’ultima riga. Perché 6 passi per conquistare una ragazza è reale, è vero ed è vivo in quella maniera in cui lo sanno essere solo i libri che raccontano i quotidiani giorni dei ragazzi e le loro vite. Una vita in particolare, quella di Luke e del suo folgorante e folle amore di adolescente per una compagna di scuola della sorella, di un anno più grande. Attorno ci sono una famiglia che va a rotoli, una sorella insopportabile, l’amicizia, il sentirsi inadeguati, la complicazione di dover crescere e un metodo infallibile in sei tappe per conquistare una ragazza. Il tutto è raccontato dalla voce di un ragazzo, cosa che, dato l’argomento, ci sembra lodevole. Anche se ci chiediamo quanti maschi lo prenderanno in prestito o lo acquisteranno in libreria….
P.S.: nel libro, Ryan Kennedy ci dice che i Sei Passi funzionano davvero. Ci fate sapere???!!!???

Sophie McKenzie, 6 passi per conquistare una ragazza (trad. di Lucia Feoli), EL 2008, 155 p., euro 10,50.