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Anime scalze

12 Lug

anime scalzeSe di nome ti chiami Ercole, un po’ di forza dovrai pure avercela. È vero che quel nome non te lo sei dato, e la forza manco ce la si può dare sempre, ma ci sono momenti in cui sembri pronto a tutto, improvvisamente. Il quindicenne protagonista di questo romanzo racconta al lettore la sua infanzia, passata a tirare avanti con la sorella maggiore, un padre spesso assente, le domande mai poste sul perché la madre se ne sia andata di casa quando lui era piccolo. Ercole passa anni così e poi improvvisamente tutto esplode: si innamora di Viola, distante eppure vicinissima; la sorella Asia va a vivere col fidanzato; l’estate si spalanca davanti col suo tempo vuoto in cui rimuginare sul passato o sui pasticci combinati al presente. E Ercole parte da Torino verso le valli, sull’unica traccia che lo può portare alla madre: un timbro postale. Scopre una donna che sorride in un modo che ancora si ricorda e un fratellino di sei anni, instancabile a fare domande e a scoprire la natura. Il tempo estivo è una parentesi ad assaporare gusti diversi, a girare intorno alle domande, a soppesare le risposte che arrivano. Poi, una notte d’autunno, Ercole si ritrova con Luca sul tetto di un capannone, con un fucile in mano: è la scena che apre e che chiude il romanzo, il suo modo per dare una botta agli adulti, come si fa con la lavatrice: quando sono confusi, è meglio fare così, poi ripartono “e saremo salvi”.

Farsi salvi, trovare un senso. Scappare dalle spiegazioni che non si riescono a dare a Viola, scappare per trovare quello che si insegue da dieci anni e improvvisamente sentire che non si prova manco un briciolo della rabbia che si era immaginata. Ritratto di un adolescente che non vuole il cellulare, che gira in bici oppure in tram, che in un attimo solo si mette in piedi, per prendersi cura di quel che gli è caro.

Il romanzo fila, anche se (puntiglio di lettrice) nella prima parte par quasi che l’autore sia tornato sulla sua stesura e abbia corretto qualche sfumatura di significato, cambiato alcune parole con loro sinonimi e perso un poco la fluidità del linguaggio.

La copertina è di Alessandro Baronciani.

Fabio Geda, Anime scalze, Einaudi 2017, 224 p., euro 17,50, ebook euro 9,99

Non devi dirlo a nessuno

20 Set

non-devi-dirlo-a-nessuno

Una buona storia di formazione da proporre in lettura ai ragazzi più grandi, ambientata nel tempo estivo , nel tempo delle vacanza che si ripete ogni anno nello stesso luogo, lontano da casa, al paese dei nonni e che permette quindi di vivere un tempo sospeso: si è in un luogo diverso, conosciuto, ma in cui si è comunque stranieri. “Foresto” è Luca Ferrari, tredicenne genovese che trascorre l’estate a Lamon, sull’altopiano bellunese dove il Veneto va a toccare il Trentino. Foresti come lui sono un pugno di ragazzini che nelle partite di calcio si contrappongono alla squadra dei ragazzini che invece lì vivono tutto l’anno e insieme a cui cercano, nei mesi estivi, di fare gruppo tra condivisione, piccole gelosie, battibecchi e prime cotte. È l’estate del 1989, Greg LeMond vince il Tour, madonna, Jovanotti e Bennato urlano dalle radio, nasce il sesto governo Andreotti e Giorgio, il fratello di dieci anni, continua a chiamare Luca “amico” esattamente come ha sentito in una puntata di MacGyver. È un’estate di confine e di passaggio per Luca che riempie la testa di domande, che si chiede cosa significhi baciare una ragazza, cosa significhino le frasi dei genitori, cosa nasconda il padre magistrato e cosa nasconda il bosco. Il bosco vicino a casa, quello in cui Giorgio cerca instancabilmente di vedere il tasso, quello in cui compare una strana figura di uomo attorno a cui ruotano le dicerie del paese, quello in cui anni prima è scomparso un bambino.

Luca rompe con i suoi anni d’infanzia: fruga tra i segreti di famiglia, guarda i genitori con occhi diversi, fa di testa sua a costo di finire nel pericolo, scopre corpo e sentimenti. In qualche modo sa che quell’estate segnerà un passaggio: nei ritmi soliti della vita e nella sua adolescenza, perché la violenza del mondo lo obbligherà a crescere, lasciandogli però la sensazione forte che a volere fortemente qualcosa si può aggiustare in qualche modo il corso delle cose.

Ammetto, è sicuramente un romanzo affascinante per chi era ragazzino sulla fine degli anni Ottanta e la detonazione finale dei fatti può forse risultare troppo rapida nella narrazione, ma per noi che siamo sempre alla ricerca anche di buoni romanzi italiani da offrire ai lettori, sicuramente è una lettura da tenere in considerazione per le proposte ai giovani adulti. Non solo come romanzo di formazione, ma per la capacità di ricostruire in modo pressoché perfetto l’interrogarsi del protagonista, così come le meccaniche della vita di un piccolo paese quando si dilata e le vacanze portano per qualche settimane altre persone che ne vivono i luoghi, che ne condividono il tempo pur rimanendo comunque “foresti”: in questo gioca un ruolo fondamentale la scelta di mantenere l’uso della parlata locale così come di riportare leggende come quella dell’uomo selvatico, piccoli indizi dell’attaccamento e dell’affetto dell’autore per un luogo che ha vissuto anche da giovane, come i ragazzini che si incontrano  tra le pagine, e che ha parte importante nella sua vita.

Il sito dell’autore.

Riccardo Gazzaniga, Non devi dirlo a nessuno, Einaudi 2016, 243 p., euro 17,50, ebook euro 9,99

La strana biblioteca

12 Gen

strana bibliotecaUn racconto illustrato che procede secondo lo schema per  cui la situazione di partenza appartiene alla normalità quotidiana per approdare poi a un surrealismo stravolgente. Il ragazzo che entra in biblioteca per restituire due libri già letti viene inviato a prenderne altri nella stanza 107. Scopre così che quella biblioteca, che frequenta da sempre, in cui è stato migliaia di volte, ha un piano interrato di cui ignora l’esistenza, da cui parte un  labirinto di corridoi che porta a stanze diverse e a celle. L’anziano bibliotecario che risponde alla curiosa richiesta del ragazzo (saperne di più sui metodi di riscossione delle imposte nell’Impero Ottomano) gli fornisce dei libri in consultazione e lo porta ad una sala per la lettura che in realtà è una cella. Convinto di rimanere a leggere per poco più di mezz’ora, il protagonista si ritrova invece prigioniero in una stanza, costretto a imparare il contenuto dei volumi per accrescere la sua conoscenza e il suo cervello.

Sulla scena compaiono un uomo-pecora (badate al titolo di uno dei volumi restituiti inizialmente dal ragazzo al bancone del prestito), una bellissima ragazza muta che parla con le mani e consegna cibo ad ore prestabilite, lo spettro del motivo per cui si nutre di sapere il proprio cervello… vira al nero, il racconto,  al surreale o forse semplicemente  al dire della libertà, della sete di sapere o di quel che possono nascondere i meandri di una biblioteca, luogo quanto mai pericoloso nonostante le apparenze 😉

Il sito dell’illustratore. Per scelta dell’autore, in ogni Paese in cui questo racconto è tradotto è accompagnato dalle tavole di un diverso illustratore.  Qui potete vedere le illustrazioni di Harvill Secker.

Murakami Haruki – ill. Lorenzo Ceccotti, La strana biblioteca (trad. di Antonietta Pastore), Einaudi 2015, 88 p., euro 15, ebook euro 9,99 

Lettori si cresce

20 Mar

lettori si cresce

Partendo dalla propria esperienza di lettrice onnivora fin da piccola e di insegnante, Giusi Marchetta dipinge un ritratto dei ragazzi tra i dodici e i diciotto anni che non leggono: quelli che vede abbattersi sui banchi mentre spiega letteratura, quelli che porta settimanalmente in biblioteca e loro corrono a vedere il numero finale per soppesare il libro offerto dalla quantità di pagine che contiene, quelli che leggono di tutto (messaggi su whatsapp, post su FB, istruzioni dei videogiochi) ma non i libri, e allora forse il problema son proprio i libri.

Costruito come un dialogo con Polito, prototipo quindicenne del non lettore, il saggio affronta molte delle situazioni e delle domande che si pone chiunque si occupi di ragazzi e di lettura, con uno sguardo particolare in quanto parte dal mondo della scuola e quindi l’autrice, da insegnante, si pone interrogativi come il valore di una materia come la storia della letteratura, la necessità di insegnarla e di far leggere certi classici ai ragazzi; la bellezza di poter leggere racconti, romanzi e poesie, di lasciarli scegliere ai ragazzi stessi, cosa che però non corrisponde all’insegnare; l’imperativo di dover fornire una base culturale agli adolescenti che stanno portando avanti una tradizione del nostro Paese – quella di non leggere – e di capire i motivi di questo rifiuto.

Il testo alterna riflessioni a racconti tratti dalla vita di lettrice dell’autrice, analizza modi e metodi, suggerisce modalità, si interroga di fronte a format televisivi che tanto attraggono i ragazzi, presenta realtà diverse in cui si cerca di far vedere che i libri esistono (dai festival letterari al progetto Pianissimo fino all’esperienza di un gruppo di lettura in carcere dove – tra l’altro – ci si racconta intorno a un gioco dell’oca che ci ricorda quello allegato all’albo A raccontar le storie edito lo scorso anno da Edizioni Corsare).

Riflettere sulla lettura e sul modo di porla, su come confrontarsi con i ragazzi che abbiamo di fronte e su quali libri assaggiare con loro è materia cui sempre fanno bene la pluralità di voci, di esperienze e di occasioni per pensarci, per mettere in discussione quel che si fa e per rimettersi in gioco, magari cambiando di qualche grado l’angolo di prospettiva. Giusi Marchetta ci aiuta in tutto questo con un valore aggiunto: quello della facilità della sua scrittura, una scrittura “bella”, che coinvolge, che si lascia leggere veloce e intanto ti porta nel centro del discorso e lì ti tiene, proprio come già succedeva nei suoi romanzi e nei suoi racconti.

Approfittate quindi anche per andare a riprendere in mano un altro suo libro, il romanzo L’iguana non vuole, pubblicato da Rizzoli nel 2011, e inseritelo nelle proposte di lettura per i ragazzi più grandi.

I post di Giusi Marchetta su AltaInfedeltà. In una gallery su VanityFair 10 suoi consigli di libri da offrire ai ragazzi.

Giusi Marchetta, Lettori si cresce, Einaudi 2015, 172 p., euro 14, ebook euro 7,99

La famiglia Radley

3 Mar

More about La famiglia RadleyTra tanti libri sui vampiri fortunatamente ce ne sono alcuni che escono dagli schemi: questo è uno di quelli.

La famiglia Radley è una tranquilla famiglia di vampiri astinenti (almeno lo sono i genitori Peter e Helen, perchè i figli adolescenti non conoscono ancora la loro vera natura). Astinenti perchè hanno deciso di vivere senza consumare sangue e di fingere di essere una famiglia normale, ovviamente rinunciando a tutti i vantaggi dati dall’essere vampiro (quelli di tutti i romanzi di genere: volare, essere più forti, più veloci, condizionare il pensiero degli umani eccetera eccetera)

Ma le cose non vanno come i genitori vorrebbero e la figlia minore scopre a sue spese di essere una vampira… e non vuole rinunciarci. Oltre a questo il ritorno del misterioso fratello di Peter, vampiro praticante e per nulla pentito, che nasconde un segreto del passato.

L’idea di portare gli stilemi di genere in un romanzo familiare vale già da sola per invogliarci alla lettura. Poi il risultato supera l’esercizio di stile e si trasforma in uno splendido romanzo.

Matt Haig, La famiglia Radley (trad. P. Novarese), Einaudi Stile Libero 2010,  pp. 361, € 19.

Quattro giorni per liberarmi di Jack

5 Feb

More about Quattro giorni per liberarmi di JackJill ha un grossissimo problema: per quattro giorni al mese il suo corpo si trasforma in Jack! Così vive da ragazza per quasi tutto il mese e durante il ciclo mestruale si trasforma in un ragazzo con gli ormoni a palla… All’inizio riesce, grazie all’aiuto della madre, a tenereklo sottocontrollo, ma quando Jack si innamora della sua migliore amica…bhè niente può fermarlo.

Un novello dottor Jackill e mister Hyde divertente e audace, che gioca e scherza molto sull’identità di genere e sulle differenze. Scritto in parte da Jill e in parte da Jack (per me le parti migliori 🙂 ) ha un seguito che presto verrà pubblicato anche in Italia. Inaugura la nuova collana Einaudi Mood, dedicata a quanto pare (anche se non ci sono comunicati ufficiali) ai giovani adulti.

Quattro giorni per liberarmi di Jack, Lauren McLaughlin(trad. T. Lo Porto) , Einaudi 2010, pp. 244, € 17,50

Sito dell’autrice

Alice e Leviathan

30 Lug

More about Alice nel paese della vaporitàFrancesco Dimitri, Alice nel paese della vaporità, Salani, 2010, pp. 280, € 16,80


More about LeviathanScott Westerfeld, Leviathan (trad. T. Lo Porto), ill.  Keith Thompson, Einaudi, 2010, pp. 406, € 20

podcast

Beautiful malice

26 Lug

More about Beautiful malice

– Ti va di venire? – Dall’alto, Alice Parrie mi osserva con un sorriso. è ora di pranzo e io sono seduta sotto un albero, da sola, assorta nella lettura di un libro. – Scusa – mi schermo gli occhi prima di alzarli – Venire dove? –

Katherine Patterson ha appena cambiato cognome, dopo una terribile storia che ha visto la morte di sua sorella e l’annientamento della sua famiglia; si è trasferita da una zia, in un’altra città, per frequentare l’ultimo anno di liceo in un  luogo dove nessuno la conosca e nessuno la possa associare al terribile fatto. La tragedia continua a vivere dentro di lei, che cerca di farsi invisibile in classe, a mensa, nei corridoi della scuola, di farsi scivolare addosso i giorni che passano, di sfiorare senza incrociare nessuno di quelli che le passano accanto. Poi Alice Parrie la invita alla sua festa di compleanno. Alice conosce il suo nome, le fa i complimenti per il coraggio con cui ha risposto ad un compagno maleducato pochi giorni prima e la vuole assolutamente a quella festa, anzi addirittura le propone di passare la giornata intera a prepararsi insieme.
Alice Parrie è la ragazza più bella del liceo, la più popolare, la più ricercata. Vive da sola, ha armadi pieni di abiti costosi, una macchina sua, uno stile di vita assolutamente improbabile per la sua età e diverso da qualunque altra ragazza della loro scuola. La sua attenzione, la sua amicizia lusingano Katherine che le si avvicina piano piano fino a considerarla la sua migliore amica. Ma Alice ha un altro volto: è crudele, malvagia, nasconde molti segreti ed è pronta a gettare in pasto a chiunque il segreto di Katie, a utilizzarlo come arma verso l’amica.
Un romanzo crudo e duro che affronta il dolore, la crescita, la crudeltà dell’amicizia e insieme – attraverso personaggi come Robbie e Philippa – la sua faccia migliore. Da leggere, apprezzando anche la traduzione di Alessandra Montrucchio, di cui si sente la buona mano.

Il blog dell’autrice, il suo sito, quello della traduttrice dove scoprirla come autrice.
Rebecca James, Beautiful Malice (trad. di Alessandra Montrucchio), Einaudi 2010, 295 p., euro 17,50.