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Il volo dell’Asso di picche

13 Mag

9788866561514

Quattro ragazzi osservano un campo di volo militare nascosti in un fossato; osservano incantati i biplani da combattimento che rientrano da una missione e tanta è la loro passione per volo e aerei che la vicinanza della guerra quasi è dimenticata. Siamo nell’agosto del 1917, in un piccolo paese del Friuli, dove la Grande Guerra non sta solamente nelle notizie che arrivano dal fronte, ma soprattutto nei racconti di chi ritorna, nei corpi mutilati, nella riposo forzato del fratello maggiore di uno di loro, ufficiale aeronautico tornato a casa ferito dopo un atterraggio di fortuna.

La capacità di osservazione dei quattro (un mattino il campo volo pare deserto, nessuna bandiera sventola), l’incoscienza dovuta all’età e il desiderio quasi irrazionale di volare, insieme all’azzardo di un portaordini che consegna il dispaccio del comando nelle mani di un capitano forse troppo giovane e dalla divisa troppo grande (i militari in forza al campo sono morti per una fuga di gas), li portano a volare verso l’Austria, dopo aver equipaggiato un bombardiere, nel tentativo di distruggere un deposito di munizioni nei pressi di una stazione.

L’avventura raccontata, sul filo dell’assurdo reso possibile dallo sprezzo del pericolo, dall’incoscienza dell’età e da una serie di casualità che giocano a favore dei quattro, parla della prima guerra mondiale e delle armi che ne  segnarono uno scarto rispetto ai conflitti precedenti: gli aerei e le armi chimiche; elenca e presenta una serie di figure – piloti dalle grandi imprese e assi dell’aviazione – che contribuirono in quegli anni a creare il mito del pilota che tanto affascinava ragazzi e ragazze, come i protagonisti di questa storia. I quali, tentati dall’impresa e dal sogno eroico, non dimenticano però di essere per un attimo entrati sullo scenario di guerra, dove molti uomini perdono la vita a causa di altri.

Proprio per lo scenario e i fatti che racconta (concentrati nell’arco di una manciata di giorni), la storia è tutta al maschile: una banda di ragazzi i protagonisti; militari e rappresentanti dell’esercito di vari gradi che li attorniano, insieme alle figure paterne che compaiono nel finale. L’unica figura femminile che attraversa le pagine è la sorella maggiore di uno dei ragazzi che pare quasi stereotipata nell’interesse per i bei piloti in divisa e le conoscenze mitologiche; a lei viene forse regalato un riscatto nelle ultime pagine, quando rivela il sogno di poter imparare a volare, rompendo la regola che negava allora il volo alle donne.

L’illustrazione di copertina è di Iacopo Bruno. Qui invece l’autore parla del suo libro.

Christian Hill – con un intervento di Frediano Sessi, Il volo dell’Asso di picche, Einaudi Ragazzi 2014, 188 p., euro 11

Ribelli in fuga

1 Mag

Più riguardo a Ribelli in fugaQuesto romanzo, ambientato tra il 1926 e il 1927, racconta la storia di un gruppo di ragazzini di un piccolo paese sugli Appennini che, sotto la guida del parroco, vivono l’esperienza dello scoutismo, condividendone gli ideali di coraggio, onore e lealtà, vivendo avventure tra i boschi, sulle loro montagne. Finché il fascismo arriva più forte anche in quell’angolo di mondo, imponendo le proprie regole, cancellando il ruolo del sindaco e del consiglio comunale per sostuirli con podestà, portando l’arma di convinzione della violenza, impedendo ai ragazzi di continuare a essere un gruppo scout e intruppandoli nell’opera nazionale balilla con i suoi raduni obbligatori del sabato.

Nel gruppo sono ben delineati i caratteri dei ragazzi e le caratteristiche degli adulti che li circondano così come del momento storico: ci sono le invidie, le simpatie, chi è portato naturalmente a essere leader, chi segue; ci sono le persone che seguono gli avvenimenti senza chiedersi nulla e chi diffida; chi prende la tessera per convenienza, chi rimane scostato, guardando con diffidenza i cambiamenti che stanno avvenenndo anche nel piccolo paese: le scritte inneggianti e i motti fascisti che compaiono sul muro, il parroco che viene obbligato a diventare cappellano ufficiale dei balilla e poi inviato dal vescovo in altra sede quando la sua azione diventa di intralcio al partito; le insegnanti che fanno scelte diverse come i genitori dei ragazzi.

Il romanzo rappresenta sicuramente un mondo originale di affrontare questo periodo storico che è lasciato a margine solitamente nella narrativa dedicata ai ragazzi per privilegiare invece il periodo delle Seconda Guerra Mondiale, le storie di deportazione e di resistenza. Mostra come il fascismo si potesse insinuare in una piccola comunità stravolgendone i legami e portando con forza e con violenza le proprie leggi e le proprie assurdità e di come si potesse reagire (con sgomento, con la testa bassa, con coraggio, con ribellione), delineando figure di ribelli che – nell’epilogo datato 1943 – fanno intravedere echi di Resistenza.

Lascia diversi interrogativi (davvero quattro ragazzini potevano lasciare le proprie case e le proprie famiglie per andare a vivere in un rifugio sulla montagna? Davvero nessuno in paese avrebbe reagito se non chiedendosene la ragione? Hanno continuato la stessa vita fino al 1943 e oltre?), una personale buffa domanda (mi sono ritrovata a domandarmi perché una bambina di sei anni di un piccolo paesino appenninico girasse con un pupazzo a forma di pinguino), un interrogativo di curiosità (in anni nemmeno troppo lontani l’anno scolastico aveva una durata diversa rispetto ad oggi e solitamente non si entrava in classe prima di ottobre, quindi è possibile che a Pruneto la scuola sia cominciata il 13 settembre 1926?). E semina anche inesattezze storiche: l’insegnante Rachele non poteva essere membro del consiglio comunale quando, nel 1927, il sindaco e il consiglio furono sostituiti dal podestà: in Italia le donne ottennero il diritto di votare e di essere elette nel 1946…

La vicenda è ispirata al gruppo scout delle Aquile Randagie, che operarono durante la guerra per aiutare ebrei, renitenti alla leva, disertori e ricercati a fuggire in Svizzera e la cui vicenda è stata raccontata dal regista Fausto Toncelli nel documentario “Il grande gioco”.

Tommaso Percivale, Ribelli in fuga, Einaudi Ragazzi 2013, 246 p., euro 10

Cuori di carta

6 Ago

More about Cuori di carta

Sai, Dan, vorrei che anche il mio cuore fosse di carta per metterlo tra le pagine del libro e farlo arrivare fino a te. Così potresti leggere cosa c’è scritto sopra, perché io non sono capace di dirtelo. 

La storia si apre in una biblioteca vuota e silenziosa, con un messaggio lasciato tra le pagine di un libro che nessuno legge mai, Puck il folletto, e un invito a rispondere rivolto a chiunque lo troverà. Comincia così il dialogo tra un ragazzo e una ragazza che ben presto scelgono di chiamarsi Dan e Una, come i protagonisti di Puck, e di raccontarsi e svelarsi tramite i messaggi nel libro, fedeli alla consegna di non incontrarsi e di andare in biblioteca uno nelle ore pari l’altra nelle ora dispari.  Seguiamo così le loro vite e il loro innamorarsi, ma anche il mistero che avvolge il luogo dove vivono: l’Istituto, uno dei tanti organizzati per eliminare i difetti della personalità degli adolescenti, un luogo dove si vive in sezioni, si indossa una divisa, dove non ci sono specchi, la temperatura è costante a 20 gradi e ogni sera viene data ai ragazzi una pastiglia che cancella i ricordi (non vi ricorda quella che prendevano Tom, Hana e gli altri bambini in Bambini nel bosco?). Cosa nasconde il deposito? Qual è la vera natura del progetto che coinvolge gli Istituti?

Attraverso le voci di Dan e Una la ricerca di indizi e la scoperta del passato reciproco, l’amicizia, la fatica di farsi vedere per quello che si è davvero, l’aver vissuto per troppo tempo sulle spalle le aspettative altrui, una certa idea di imperfezione.

Se volete leggere un altro romanzo basato su messaggi scritti tra sconosciuti (questa volta un taccuino nascosto tra gli scaffali di una libreria) non badate a bruttezza di titolo e copertina e sfogliate Come si scrive ti amo; se volete leggere il migliore tra i romanzi a due voci, tra bigliettini e scoperte, Ciao,tu di Beatrice Masini e Roberto Piumini, Rizzoli; se invece volete leggervi le storie di Puck un’edizione integrale Newton Compton appena uscita raccoglie  Puck il folletto e Il Ritorno di Puck di Kipling in edizione integrale.

Avvertenza: in questo romanzo, a volte è difficile distinguere i messaggi di Una e di Dan perché spesso sono senza firma e, pur essendo, un botta-e-risposta non è sempre facile individuare le due voci con un solo capoverso di stacco… la grafica non aiuta, ma pian piano ci si fa l’occhio.

Elisa Puricelli Guerra, Cuori di carta, Einaudi Ragazzi 2012, 213 p., euro 10

Tommy Scuro e il segreto di Villa Brivido

17 Ago

More about Tommy Scuro e il segreto di Villa BrividoIl signor Livido Scuro non ha solo un nome da brivido, ma nel brivido ci vive davvero: Villa Brivido è il nome della sua casa grande e fredda, lui è uno scrittore di storie di fantasmi, è magro, ossuto, non ha la tivù, gira con addosso un mantello nero lungo fino ai piedi, dorme di rado e beve vino rosso sangue. Forse l’atmosfera intorno contagia il giovane Tommy, destinato a passare alcune settimane di vacanza a casa di questo prozio assai singolare. Tommy non è solo un ragazzino sveglio, è anche un buon osservatore che comincia a farsi domande: perchè i domestici sono così pallidi? Perché lo zio sfugge alla sua curiosità? Cosa nasconde quella grande villa? Aiutao da Pippina, che ama storie di fantasmi paura e cimiteri, cerca di far luce sul mistero e sul passato. E costruisce un’amicizia destinata a nuove avventure, tra cui Tommy Scuro e il fantasma del museo, pubblicato da poco, dove ritroverete gli stessi protagonisti e la stessa atmosfera da brivido.

Ecco il sito dell’autrice dove potete ascoltare alcuni brani di questi libri letti da lei

Francesca Ruggiu Traversi, Tommy Scuro e il segreto di Villa Brivido, Einaudi Ragazzi 2010, 97 p., euro 8.

Francesca Ruggiu Traversi, Tommy Scuro e il fantasma del museo, Einaudi Ragazzi 2011, 113 p., euro 8,50.

Lo spacciatore di fumetti

28 Mar

Cercai il riflesso del mio volto: Sándor, quindici anni, che trasportava una certa dose di tensione nella tasca segreta del giaccone militare.

11 aprile 1989. Sándor cammina guardingo verso il parco alla ricerca dell’uomo che da quattro mesi incontra di nascosto, un uomo di cui non conosce che il nome e chissà se è vero, un uomo che lo rifornisce di fumetti che poi lui redistribuisce in gran segreto ad amici e compagni di scuola. Quel giorno di aprile però Mikla Francia Kiss ha una sorpresa, un carico speciale: una quarantina di albi diversi. Dove se li procura? Chi è realmente? Perché quel giorno sul tram ha scelto proprio Sándor per proporgli gratuitamente tutti quegli albi, facendone un contrabbandiere di storie? Queste domande accompagnano il ragazzo nel suo quotidiano, a casa con quel patrigno non facile, a scuola dove dei fumetti fa un vero e proprio commercio, nelle ore passate con i suoi tre inseparabili amici. Ma le domande diventano impellenti quando l’11 del mese successivo l’uomo non si presenta all’appuntamento, innescando una serie di avvenimenti da cu non si può fuggire. Intanto Sándor e Nikolai cominciano ad immaginare un loro fumetto, la storia di un supereroe che nasce dalle loro letture, dalle loro fantasie, dalla loro voglia di libertà. Perché la storia è ambientata a Budapest negli ultimi mesi che precedono gli scontri di piazza e il ritiro delle truppe sovietiche dall’Ungheria. Vivono cioè in un mondo dove ciò che rappresenta la libertà (sia un fumetto americano, un quadro, un brano di jazz) è assolutamente proibito.

– Voglio dire: sono semplici fumetti. Storie illustrate per ragazzi. Che male possono fare? (…) è come aver paura di un libro, di una sinfonia, di un quadro o di un monologo a teatro. Si può aver paura di queste cose?                                              – Credo di no, – risposi.                                                                                                                                                                                      – E invece sì, – replicò lui. – è proprio di queste cose che si deve aver paura, perché sono incontrollabili. Sono libere. E noi siamo animali liberi, anche si costringiamo a vivere in una città come la nostra.

Una storia di contrabbandieri di storie, dove potete trovare tanti suggerimenti per leggere fumetti e dove ogni titolo di capitolo rimanda a un fumetto in particolare: giocate a riconoscerli! Il libro inaugura la collana Carta Bianca di Einaudi Ragazzi.

Pierdomenico Baccalario, Lo spacciatore di fumetti, Einaudi Ragazzi 2011, p. 242, euro 10.