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Se vuoi vedere una balena

4 Giu

balenaDopo aver gustato la delicatezza di E poi è primavera, ecco un nuovo albo col testo di Julie Fogliano e le illustrazioni di Erin E. Stead. Ancora una volta la grazia leggera, declinata a questo giro nei suggerimenti da mettere in pratica se si desidera avvistare una balena. Bisogna procurarsi una finestra, un oceano, molta pazienza e del tempo per guardare, per pensare, per rendersi conto. Non si deve stare troppo comodi e nemmeno distrarsi alzando gli occhi verso le nuvole oppure guardando in qua e in là pellicani, rose, barche, prati. Bisogna stare all’erta e tenere gli occhi aperti. Ma intanto ci si è guardati intorno, si sono scoperte meraviglie piccine nascoste tra le foglie, forse il sorriso di un pellicano, le forme diverse e mutevoli delle nuvole che corrono. Si è ascoltato il vento e preparata una barca e poi navigato pazientemente. E la balena è lì, sotto la superficie dell’acqua su cui stiamo navigando. Stiamo viaggiando insieme anche se non lo sappiamo; stiamo viaggiando per arrivare proprio lì, all’attimo in cui l’attesa incontra un muso che spunta dall’acqua e lo scambia magari per uno scoglio rugoso, rendendosi conto appena con un momento di ritardo che è lì, balena sorniona e sorridente, tanto cercata e tanto aspettata.

Nel momento in cui la balena sbuca, i musi attenti degli occupanti della barca (un cane, un bambino e un uccellino), quasi identici nell’espressione di chi non sa improvvisamente cosa fare o dire dopo aver tanto desiderato e atteso, mi fanno pensare al silenzio perfetto di quell’attimo in cui si sta per aprire il sorriso. Un sorriso che porta in sé tutto quello che si è visto, incontrato, scoperto nel cammino dell’attesa. Un sorriso che sa la misura esatta della bellezza dell’attesa che merita.

Il booktrailer dell’albo. Il sito di Erin Stead e il suo blog.

Julie Fogliano – Erin E. Stead, Se vuoi vedere una balena (trad. di Cristina Brambilla), Babalibri 2014, 32 p., euro 12,50

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E poi… è primavera

19 Lug

Più riguardo a E poi... è primavera!

No, non è primavera. È estate piena, anche se un po’ bizzosa. Però mettiamo in vetrina questo albo delicato e il suo occhialuto protagonista che sul finir dell’inverno scruta, avvoltolato nella lana di sciarpa, berretto e guanti, tutto il marrone della terra spoglia che c’è intorno. Poi ci sono i semi da piantare, la pioggia che arriva e fa crescere, la pazienza del giardiniere, qualche momento di sconforto, il vegliare, i sussurri delle piante che crescono e infine il verde che viene a ricoprire tutto e gli steli che cominciano a fare capolino.

Lo mettiamo in vetrina per ricordarci che, quando seminiamo e vegliamo per avere cura dei semi, il marrone è sempre e comunque pieno di possibilità. Anche se ci sembra solo marrone, anche se vorremmo dare una spinta al tempo, anche se i nostri pollici prudono e non vediamo l’ora di dondolarci di beatitudine nel vento.

Il sito di Erin Stead (l’illustratrice de “Il raffreddore di Amos Perbacco”, sempre Babalibri, scritto col marito Philip. A proposito, ecco cosa dice di loro l’impareggiabile Julie Danielson), con qualche immagine in cui è all’opera. E il suo incantevole blog. Nell’albo potete perdervi nei particolari: le casette per gli uccellini, gli animali che popolano le pagine e le loro espressioni partecipi, quel buffo cane che ha voluto dire la sua anche nella semina.

Julie Fogliano – ill. Erin E. Stead, E poi… è primavera (trad. di Cristina Brambilla), Babalibri 2013, 32 p., euro 13