Tag Archives: Dino Ticli

Piante e animali terribili

4 Gen

In questo libro, Dino Ticli, geologo, naturalista e valido divulgatore scientifico, ha raccolto una trentina di piante e di bestie conosciuti per essere tra i più velenosi e pericolosi in circolazione e spesso considerati anche disgustosi; ne ha raccolto le caratteristiche per il gusto di far scoprire ai ragazzi la meraviglia della natura, per mostrare come in natura appunto nascano alleanze e relazioni, si sviluppino meccanismi di difesa e di sopravvivenza. E anche come sovente gli uomini, nei tempi passati, abbiano su queste caratteristiche costruito leggende o affibbiato nomi terribili che non sempre corrispondono al vero. Dal ragno sputatore alle piante urlatrici, dalla pianta vampiro al coleottero bombardiere, ecco per ciascun selezionato una scheda che contiene  i riferimenti da sapere (nome comune e scientifico, dove si trova, cos’è), una descrizione e poi un racconto in cui la pianta o l’animale velenoso sono protagonisti, per affiancare a quel che si può imparare anche la narrazione.

Ma la vera meravigliosa meraviglia di questo libro (non ce ne voglia l’autore) sono le illustrazioni di Andrea Antinori, che aggiungono preziosità. Se avete avuto modo di apprezzarlo in altri testi (ne La zuppa dell’orco edito da Biancoenero come nel recente L’entrata di Cristo a Bruxelles di Corraini, tra gli altri) sapete la particolarità del suo tratto, che non ha paura del nero, che qui illumina i neri e i blu con esplosioni di rossi e gialli.

Il formato non è tascabile, ma “portatile” sì: la compattezza e la copertina morbida fanno sì che si possa facilmente infilare nello zaino e leggere immersi nella natura.

Dino Ticli – Andrea Antinori, Piante e animali terribili, Lapis 2017, 207 p., euro 12,50

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I custodi della neve

18 Dic

Di VerbaVolant amiamo in particolare i libri da parati; questo libro invece è uno dei primi di una nuova collana chiamata SegnaStoria, caratterizzata da un segnalibro staccabile integrato nella copertina e da tematiche storiche, laddove la storia è intesa come acronimo di scoperte, teorie, opere, racconti, invenzioni, avventure: le vicende narrate nei vari romanzi prendono spunto da personaggi realmente esistiti, scoperte e invenzioni. In questo caso il lettore viaggia nella Sicilia della seconda metà del 1600 e lo spunto, insieme ai briganti, alle neviere, all’Etna e alle piramidi siciliane, è il gelato. L’avventura vede insieme un bizzarro e variegato gruppo: due gemelli strabici, briganti mancati, un possidente caduto in disgrazia e il suo mezzadro, in fuga dalle guardie e dai creditori in compagnia di un neonato chiamato Totò. Il lettore segue gli spostamenti e le peripezie dei cinque, la crescita del bambino in questa famiglia certo strampalata ma ricca di affetto e cura, le loro peregrinazioni tra la campagna e le pendici dell’Etna, fino ad arrivare sulla costa. A fare da sfondo (e neanche tanto perché le neviere evocate sono in qualche modo protagoniste) ecco la Villa romana del Casale a Piazza Armerina con i suoi mosaici, la Grotta dei Ladroni sulle pendici dell’Etna e l’invenzione del gelato, con la presenza di Francesco Procopio Cutò e le sue sperimentazioni sulla macchina del gelato.

Un modo per leggere e viaggiare sia nella storia che nella geografia, ma anche nella lingua: nell’appendice finale si trovano degli approfondimenti sia sui luoghi citati che sulle vicende storiche, accanto a un glossario che traduce le espressioni siciliane presenti nel testo. Peccato solamente per il carattere corsivo scelto per le lettere che chiudono la storia, non di immediata lettura, soprattutto quello utilizzato per le missive che giungono da Parigi.

Le illustrazioni sono di Laura Proietti.

Dino Ticli, I custodi della neve, VerbaVolant 2017, 128 p., euro 13